Due anziane sono state vittime di una truffa da parte di finti carabinieri a Curno e Lallio. I malviventi sono stati arrestati rapidamente, e la refurtiva è stata recuperata.
Raggiri con il metodo del finto carabiniere
Due donne anziane sono state raggirate e derubate nelle loro abitazioni. I truffatori si sono spacciati per carabinieri per sottrarre beni preziosi. Le forze dell'ordine hanno però agito tempestivamente. Hanno intercettato i responsabili e recuperato l'intera refurtiva. I fatti sono accaduti nei comuni di Curno e Lallio.
L'astuzia dei malviventi si è basata sul noto schema del "finto carabiniere". Questo metodo mira a sfruttare la fiducia e la vulnerabilità delle persone anziane. La prontezza d'intervento dei carabinieri veri ha permesso di sventare completamente il piano criminale.
Il caso di Curno: un 64enne ai domiciliari
A Curno, un uomo di 64 anni, originario della Campania e già noto alle forze dell'ordine, è stato fermato. Aveva appena raggirato una donna nata nel 1935. La vittima aveva ricevuto una telefonata. Un sedicente carabiniere le aveva parlato di un furto in un'oreficeria a Bergamo. Le aveva chiesto di verificare eventuali beni illeciti in suo possesso. Poco dopo, un complice si è presentato alla porta. Ha convinto la donna a consegnare gioielli, contanti e oggetti di valore. Il bottino includeva orologi, monete e circa 600 euro in contanti. L'uomo è stato posto agli arresti domiciliari.
Il caso di Lallio: un 32enne in carcere
A Lallio, un 32enne, anch'egli campano e con precedenti, ha colpito una donna nata nel 1947. La truffa è iniziata con una chiamata da un finto carabiniere della Stazione di Treviglio. Il malvivente ha sostenuto che la targa dell'auto della donna fosse stata clonata. Ha affermato che fosse coinvolta in una rapina con feriti. Successivamente, un complice si è presentato in casa. Ha ottenuto la consegna di diversi gioielli. Poi è fuggito. Tra gli oggetti sottratti figuravano anelli, collane, bracciali e un orologio di pregio. Il 32enne è stato condotto in carcere.
Arresti e recupero della refurtiva
In entrambe le circostanze, l'immediata attività investigativa dei carabinieri ha portato all'identificazione e all'intercettazione dei responsabili. La refurtiva è stata recuperata integralmente. I beni sono stati restituiti alle legittime proprietarie. I due arrestati sono comparsi davanti al Giudice del Tribunale di Bergamo nella mattinata dell'1 aprile. La misura cautelare disposta per il 32enne è la custodia in carcere. Per il 64enne, invece, sono scattati gli arresti domiciliari. L'operazione dimostra l'efficacia della risposta delle forze dell'ordine contro questo tipo di reati.