Operazione contro la pedopornografia online
Un'operazione congiunta del Centro operativo sicurezza cibernetica Piemonte e Valle d'Aosta ha portato all'arresto di tre persone in diverse province italiane. L'indagine, focalizzata sulla pedopornografia online, ha visto anche la denuncia a piede libero di un minore.
L'azione di polizia, supportata dai centri di Torino, Genova, Como e Pordenone, si è conclusa con tre fermi in flagranza di reato. Le perquisizioni, autorizzate dalla Procura di Torino, hanno permesso di sequestrare materiale illecito.
Dettagli sugli arresti e le accuse
Tra gli arrestati figurano due uomini, rispettivamente di 52 e 40 anni, fermati nelle province di Cuneo e Genova. Sono accusati di detenzione di ingenti quantità di materiale pedopornografico.
Un terzo individuo, un 27enne residente a Pordenone, è stato arrestato non solo per detenzione ma anche per produzione di materiale pedopornografico. L'operazione ha coinvolto anche un minore del 2008, residente nel Comasco, ritenuto amministratore di un gruppo Telegram.
Le origini dell'indagine e il processo
L'inchiesta ha preso avvio da un'attività sotto copertura durata oltre due anni, condotta dal Centro nazionale contrasto pedopornografia (Cncpo). Questa attività ha permesso di identificare i presunti promotori di una rete dedita allo scambio di materiale pedopornografico.
Tra i nomi emersi vi sono quelli del sacerdote bresciano don Jordan Coraglia, parroco di Castelcovati, e di un medico torinese, entrambi già arrestati nel 2025. Le indagini hanno utilizzato tecniche informatiche per identificare gli utenti coinvolti nello scambio di materiale illecito.
Sviluppi giudiziari
Nell'udienza del 19 dicembre, la Procura di Torino ha formalmente richiesto la condanna per don Jordan Coraglia. Il processo è stato aggiornato al prossimo 6 febbraio, data in cui sono previste le repliche delle parti e la camera di consiglio per la pronuncia della sentenza.