Cronaca

Monviso: scialpinista ferito salvato dopo intervento complesso

18 marzo 2026, 17:30 5 min di lettura
Monviso: scialpinista ferito salvato dopo intervento complesso Immagine da Wikimedia Commons Cuneo
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Uno scialpinista ha subito un infortunio alla gamba durante una traversata sul Monviso. I compagni hanno creato un riparo d'emergenza nella neve mentre i soccorsi alpini intervenivano in condizioni meteo difficili.

Soccorso scialpinista sul Monviso: dinamica dell'incidente

Un incidente ha richiesto l'intervento del soccorso alpino nella giornata di martedì 18 marzo 2026. Un gruppo di sette scialpinisti stava affrontando una traversata sul versante sud del Monviso. L'escursione si stava svolgendo nella zona del Bivacco Bertoglio. Questo si trova nel vallone delle Giargiatte. L'area appartiene al comune di Pontechianale, in provincia di Cuneo.

Durante la fase di discesa, intorno alle ore 13:00, uno dei partecipanti ha subito un grave infortunio. La chiamata di emergenza è partita quando il gruppo si trovava a una quota approssimativa di 2.800 metri. La diagnosi preliminare parlava di una sospetta frattura alla gamba. La gravità dell'infortunio ha reso necessario l'immediato intervento dei soccorsi specializzati.

Condizioni meteo avverse e intervento dell'elisoccorso

Le condizioni meteorologiche presenti sulla montagna hanno reso l'operazione di soccorso particolarmente complessa. Il maltempo imperversava sulla zona, rendendo difficili le operazioni aeree. Nonostante ciò, l'elisoccorso è riuscito a raggiungere l'area dell'incidente. L'elicottero ha permesso di sbarcare sul posto un tecnico del soccorso alpino e un cinofilo. La loro presenza era fondamentale per valutare la situazione e prestare le prime cure.

La rapidità di intervento è stata cruciale per la sopravvivenza dell'infortunato. I compagni di cordata hanno dimostrato grande prontezza e spirito di squadra. Hanno immediatamente provveduto a creare un riparo d'emergenza. Questo è stato realizzato scavando nella neve, creando una cosiddetta truna. Questo tipo di bivacco d'emergenza è essenziale per proteggere l'infortunato dal vento gelido e dalle basse temperature.

Prime cure e trasporto dell'infortunato

Una volta sul posto, il tecnico del soccorso alpino e il cinofilo hanno potuto valutare le condizioni dello scialpinista. Hanno prestato le prime cure necessarie per stabilizzarlo. Successivamente, l'uomo è stato imbarellato. La barella è lo strumento indispensabile per il trasporto in sicurezza di persone infortunate in ambiente montano. L'obiettivo era iniziare il trasferimento verso valle, dove le condizioni per un ulteriore recupero sarebbero state migliori.

L'operazione ha visto una coordinazione efficace tra i soccorritori a terra e l'equipaggio dell'elicottero. Per accelerare il recupero, l'elicottero è stato utilizzato per trasportare altri due soccorritori. Questi sono stati portati il più vicino possibile al luogo dell'incidente, utilizzando un toboga. Il toboga è una slitta speciale, progettata per il trasporto su neve. Questo ha permesso di coprire rapidamente la distanza, migliorando la visibilità e le condizioni di lavoro.

Ricongiungimento e trasferimento all'ospedale

Una volta che il gruppo si è ricompattato, l'infortunato è stato caricato sul toboga. Questo mezzo ha permesso di velocizzare il trasferimento verso quote più basse. L'obiettivo era raggiungere un punto dove l'elicottero potesse operare con maggiore sicurezza. L'attesa per il paziente era snervante, ma la speranza di un salvataggio completo era alta.

Intorno ai 2.200 metri di altitudine, le condizioni meteorologiche hanno mostrato un leggero miglioramento. Questo cambiamento è stato sufficiente per consentire all'elicottero di avvicinarsi nuovamente. L'equipaggio ha potuto finalmente imbarcare il paziente. L'uomo è stato quindi trasportato verso una struttura ospedaliera per ricevere le cure mediche definitive. La sua condizione, seppur seria, è apparsa gestibile grazie all'intervento tempestivo.

Il Monviso: un ambiente suggestivo ma impegnativo

Il Monviso, con i suoi 3.841 metri di altezza, è una delle montagne più iconiche delle Alpi Cozie. Situato al confine tra Italia e Francia, domina il paesaggio piemontese. È una meta ambita per escursionisti, alpinisti e, naturalmente, scialpinisti, soprattutto durante la stagione invernale e primaverile. La sua forma piramidale lo rende immediatamente riconoscibile.

Le sue pendici offrono percorsi di varia difficoltà. Dalle passeggiate più accessibili ai percorsi alpinistici più impegnativi. Lo scialpinismo, in particolare, attira molti appassionati che cercano neve fresca e discese adrenaliniche. Tuttavia, la montagna richiede sempre grande rispetto e preparazione. Le condizioni meteo possono cambiare repentinamente, trasformando un'escursione piacevole in una situazione di pericolo.

La zona del Bivacco Bertoglio, teatro dell'incidente, è nota per la sua bellezza selvaggia. Il vallone delle Giargiatte è un ambiente alpino severo, spesso coperto di neve per gran parte dell'anno. La presenza di ghiacciai e canaloni rende necessaria un'attrezzatura adeguata e una buona conoscenza del territorio. Incidenti come questo ricordano l'importanza della prudenza e della preparazione.

Il ruolo del Soccorso Alpino e la prevenzione

Il Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS) svolge un ruolo fondamentale nella sicurezza degli ambienti montani. Le squadre sono composte da volontari altamente addestrati, con competenze specifiche per interventi in alta quota e in condizioni estreme. L'uso di elicotteri, toboga, barelle e attrezzature mediche avanzate è standard.

La prevenzione è altrettanto importante. Prima di intraprendere un'escursione in montagna, è consigliabile informarsi sulle condizioni meteo previste. È fondamentale verificare l'apertura dei sentieri e dei rifugi. Inoltre, è essenziale avere con sé l'attrezzatura adeguata: abbigliamento a strati, dispositivi di localizzazione (come il GPS o lo smartphone con app dedicate), kit di primo soccorso e cibo sufficiente. Comunicare il proprio itinerario a qualcuno è un'altra precauzione vitale.

In questo caso, la creazione della truna da parte dei compagni ha dimostrato una conoscenza delle tecniche di autosoccorso. Questo gesto ha probabilmente salvato la vita all'infortunato, proteggendolo dall'ipotermia in attesa dei soccorsi professionali. La collaborazione tra escursionisti e soccorritori è la chiave per affrontare con successo le emergenze in montagna.

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