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La siccità colpisce duramente i fiumi del cuneese, con una drastica riduzione della portata. Coldiretti lancia l'allarme e sollecita interventi strutturali per la gestione dell'acqua, tra cui la realizzazione di invasi e procedure più rapide.

Siccità, fiumi del cuneese in sofferenza

I corsi d'acqua nella provincia di Cuneo registrano una grave diminuzione della loro portata. Si parla di perdite che raggiungono il 70%. Questo dato allarmante è stato diffuso da Coldiretti Cuneo, basandosi sulle rilevazioni di Arpa Piemonte. Particolarmente colpiti risultano il Varaita, l'Ellero, il Maira e la Stura di Demonte.

La situazione idrica attuale appare peggiore rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. I livelli dei fiumi mostrano un calo significativo. Il Maira a Dronero ha perso 7 centimetri. Il Varaita a Polonghera segna un meno 15 centimetri. L'Ellero a Mondovì registra un calo di 6 centimetri. La Stura di Demonte a Gaiola è scesa di 5 centimetri. Questi dati, pur non essendo uniformi su tutte le sezioni monitorate, evidenziano una pressione crescente sulla disponibilità di acqua.

Precipitazioni scarse e caldo aggravano la crisi idrica

La scarsità di piogge è una delle cause principali della crisi idrica. Nel mese di maggio, le precipitazioni sono state inferiori del 44% rispetto alla media nazionale. Le risorse idriche superficiali hanno subito una riduzione del 31%. Il caldo intenso aggrava ulteriormente il quadro. Aumenta l'evaporazione dell'acqua e crescono le necessità per l'irrigazione.

Le colture agricole sono a rischio. Si temono maggiori pericoli per il mais, i prodotti orticoli, i frutteti e i noccioleti. Anche i foraggi, i prati e le produzioni destinate all'alimentazione animale sono sotto pressione. La mancanza d'acqua minaccia la produttività agricola del territorio.

Coldiretti: servono soluzioni strutturali e immediate

Enrico Nada, presidente di Coldiretti Cuneo, e Francesco Goffredo, direttore, hanno sottolineato la necessità di interventi urgenti. «Nel breve periodo serve mettere in campo tutti gli strumenti utili per accompagnare la stagione irrigua in corso», hanno dichiarato.

Hanno inoltre evidenziato l'importanza di valutare tempestivamente l'attivazione delle deroghe previste al Deflusso Ecologico, qualora la criticità idrica lo richieda. Tuttavia, hanno ribadito che non si può solo gestire l'emergenza. «La vera risposta è strutturale», hanno affermato.

Le proposte includono la realizzazione di una rete diffusa di micro-invasi, laghetti irrigui e altre opere di accumulo. È fondamentale recuperare le infrastrutture esistenti e coinvolgere pienamente i consorzi irrigui. Sono necessarie procedure più snelle per trattenere l'acqua quando disponibile e renderla accessibile nei momenti di bisogno. «Difendere l'acqua significa difendere il cibo, le imprese agricole e il futuro dei nostri territori», hanno concluso Nada e Goffredo.