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La difesa di Roberto Mollo, accusato di omicidio, sostiene che i ladri tentassero di entrare in un'abitazione a Baldissero d'Alba. Ritrovate torce e guanti sulla scena.

Tentativo di effrazione in abitazione

La difesa di Roberto Mollo, accusato dell'omicidio di Gjovalin Lazri, sostiene una diversa versione dei fatti. Secondo l'avvocato Piermario Morra, i malviventi non miravano a rubare materiali edili. L'obiettivo sarebbe stato piuttosto quello di introdursi nell'abitazione vicina.

Questa ipotesi è supportata dal ritrovamento di torce e guanti sul luogo dell'incidente. Questi oggetti, rinvenuti dai carabinieri, suggerirebbero un piano di effrazione. L'episodio è avvenuto nel cortile di una cascina a Baldissero d'Alba, in provincia di Cuneo.

Il 35enne Mollo, autotrasportatore, si trovava da solo nella sua abitazione al momento dell'accaduto. Il caseggiato è composto da due unità abitative connesse, entrambe di proprietà della famiglia. Una delle due case è attualmente in fase di ristrutturazione.

La dinamica degli spari

La difesa di Mollo sta lavorando per chiarire la dinamica degli eventi. L'accusa nei confronti di Mollo include anche il tentato omicidio degli altri complici della banda. Questi ultimi si sarebbero dileguati dopo gli spari.

Le prime ricostruzioni indicano che Mollo avrebbe gridato dal balcone del primo piano. Successivamente, avrebbe esploso 13 colpi con la sua pistola. L'arma in questione è una Steyr calibro 9x21, ereditata dal padre.

La difesa al momento non rilascia dichiarazioni sulle indiscrezioni riguardanti la dinamica. Si vocifera che Lazri, 36enne di origine albanese residente a Torino, sia stato colpito da due proiettili. I colpi lo avrebbero raggiunto tra il collo e la spalla.

Accertamenti e indagini in corso

L'autopsia sul corpo di Lazri è stata disposta. Un consulente di parte della difesa parteciperà all'esame. L'esame balistico, anch'esso previsto nei prossimi giorni, non è ancora stato calendarizzato.

Questi accertamenti saranno fondamentali per il proseguimento delle indagini. Mollo è già stato sentito in caserma a Sommariva Perno il giorno dopo i fatti. Potrebbe rispondere alle domande degli inquirenti dopo l'esito degli esami.

Al momento, il capo d'imputazione non contiene contestazioni relative al possesso dell'arma. La pistola risulta legalmente detenuta. Rimane da accertare se Mollo avesse completato il cambio di residenza dalla sua precedente abitazione, situata a poche centinaia di metri di distanza.

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