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Un'operazione dei Carabinieri ha scoperto discariche abusive vicino ai vigneti di Alba, aree protette dall'Unesco. Ventuno persone sono indagate per gestione illecita di rifiuti e deturpamento di bellezze naturali.

Scoperta discarica abusiva nei pressi di Alba

Autentiche discariche a cielo aperto sono state individuate nella zona del Tanaro. Queste aree si trovano a poca distanza dal centro storico di Alba, in provincia di Cuneo. La fascia fluviale interessata è vincolata per la sua importanza paesaggistica. Inoltre, la zona è parte del paesaggio vitivinicolo riconosciuto dall'Unesco. L'operazione, denominata "Tanaro", ha visto l'intervento dei Carabinieri. Il Norm della compagnia di Alba e il Nipaaf del gruppo forestale di Cuneo hanno coordinato le azioni. La Procura di Asti ha supervisionato l'intera inchiesta.

Operazione "Tanaro": sette misure cautelari

Nelle prime ore del 27 ottobre, circa trenta militari hanno agito in diverse località. Gli interventi principali sono avvenuti presso il campo nomadi "Pinot Gallizio" di Alba. Altre azioni si sono svolte in varie zone del Cuneese. L'indagine ha preso avvio nel corso del 2024. Ha permesso di identificare una filiera illegale di gestione dei rifiuti. Questa attività faceva capo a 21 soggetti. Molti di loro avevano legami familiari tra loro. Alcuni indagati risultavano titolari di ditte individuali. Altri erano soci di cooperative. Formalmente, queste attività erano legate al recupero di rottami metallici.

Il campo nomadi come base logistica abusiva

Gli indagati operavano sotto una finta parvenza di legalità. Hanno trasformato il campo nomadi in una vera e propria base logistica abusiva. I carichi di rifiuti speciali venivano introdotti senza alcuna forma di tracciabilità. L'obiettivo era estrarre le frazioni metalliche di maggior valore. Rame, ottone e ferro erano i metalli più ricercati. Tutto il materiale rimanente, privo di valore commerciale, era altamente inquinante. Questo scarto veniva sversato o semplicemente ammassato. Le aree interessate erano a ridosso delle abitazioni del campo nomadi. Altre zone di scarico erano le sponde del fiume Tanaro.

Inquinamento certificato dall'Arpa Piemonte

Successivamente, sono stati effettuati carotaggi e campionamenti del terreno. Queste operazioni hanno visto il supporto tecnico dell'Arpa Piemonte. I risultati hanno certificato un quadro di grave inquinamento. I suoli, completamente privi di impermeabilizzazione, accoglievano fusti corrosi. Questi contenevano sostanze oleose. Erano presenti anche carcasse di veicoli e parti meccaniche non bonificate. Batterie esauste al piombo, cavi elettrici bruciati e rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) erano esposti alle intemperie. Gli esiti delle analisi di laboratorio hanno documentato livelli di contaminazione tossica elevatissimi. In alcuni casi, le concentrazioni superavano di 300 volte i valori soglia stabiliti dalla legge. Le sostanze più preoccupanti includevano idrocarburi pesanti, piombo, zinco, antimonio, cadmio e cromo.

Indagati per gestione illecita di rifiuti e deturpamento

A seguito delle indagini, 21 soggetti sono stati deferiti all'autorità giudiziaria. Le accuse includono gestione illecita di rifiuti, realizzazione di discariche abusive e deturpamento di bellezze naturali. Di questi 21 indagati, 7 persone sono state raggiunte da misure cautelari. A queste è stato imposto il divieto di dimora nel campo nomadi. È stato inoltre disposto il divieto di esercizio d'impresa per le attività collegate. Le misure cautelari sono state precedute dal sequestro preventivo delle aree contaminate. Sono stati sequestrati anche sette autocarri utilizzati per i trasporti illegali. L'operazione mira a ripristinare la legalità ambientale in un territorio di pregio.

Il contesto ambientale e paesaggistico di Alba

Alba, situata nella regione Piemonte, è una città di grande importanza storica ed economica. È rinomata a livello mondiale per la produzione di tartufi bianchi e per i suoi prestigiosi vini. Le Langhe, il territorio circostante, sono state riconosciute Patrimonio dell'Umanità dall'Unesco. Questo riconoscimento sottolinea il valore paesaggistico e culturale dell'area. La presenza di discariche abusive in prossimità di questi vigneti rappresenta una grave minaccia. L'inquinamento del suolo e delle acque può compromettere la qualità dei prodotti agricoli. Inoltre, danneggia l'immagine e l'attrattiva turistica di una zona vocata all'eccellenza enogastronomica. Le normative ambientali vigenti in Italia sono stringenti in materia di gestione dei rifiuti. La legge quadro in materia è il Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (Norme in materia ambientale). Questo decreto disciplina la gestione dei rifiuti, la prevenzione e il controllo dell'inquinamento. La regione Piemonte, attraverso l'Arpa, svolge un ruolo cruciale nel monitoraggio ambientale e nell'applicazione delle normative. Le aree vincolate, come quelle sotto la tutela dell'Unesco, richiedono una protezione ancora maggiore. La violazione di tali vincoli comporta sanzioni severe.

Precedenti e impatto delle attività illecite

Le indagini come quella condotta ad Alba non sono purtroppo un caso isolato in Italia. La gestione illecita di rifiuti, spesso mascherata da attività di recupero o riciclo, è un fenomeno diffuso. Le organizzazioni criminali o gruppi di individui senza scrupoli sfruttano queste attività per profitto. I danni ambientali possono essere ingenti e permanenti. Il ripristino dei siti contaminati richiede spesso ingenti risorse economiche e tempi molto lunghi. L'operazione "Tanaro" dimostra l'efficacia delle forze dell'ordine nel contrastare questi illeciti. Il coordinamento tra diverse unità specializzate, come i Carabinieri Forestali e il Norm, è fondamentale. La collaborazione con enti tecnici come l'Arpa garantisce l'accuratezza delle valutazioni sull'impatto ambientale. La Procura di Asti ha svolto un ruolo chiave nel guidare l'inchiesta verso la sua conclusione. Il sequestro preventivo dei mezzi e delle aree coinvolte mira a interrompere immediatamente l'attività illegale e a prevenire ulteriori danni. La tutela del territorio, specialmente di aree di così elevato valore paesaggistico e produttivo, è una priorità per le istituzioni. La consapevolezza pubblica e la collaborazione dei cittadini sono altresì importanti per segnalare attività sospette e contribuire alla salvaguardia dell'ambiente.

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