Un'indagine giudiziaria denominata 'Teorema' ha scosso la Provincia di Crotone, portando alla luce un presunto sistema illecito di tangenti e truffe. Le indagini hanno coinvolto numerosi professionisti e funzionari, con un focus particolare su presunte irregolarità negli appalti pubblici legati all'edilizia scolastica.
Indagine 'Teorema' scuote la Provincia di Crotone
Un'operazione giudiziaria, battezzata 'Teorema', ha colpito duramente la Provincia di Crotone. Le indagini, condotte dalla Guardia di Finanza e coordinate dalla Procura, puntano a smantellare un presunto sistema di corruzione. Si ipotizza che l'inchiesta possa estendersi ad altri enti nei prossimi tempi. Al centro delle accuse figura Fabio Manica, consigliere comunale e figura di spicco di Forza Italia. Manica ricopriva ruoli chiave nell'ente provinciale, inclusa la presidenza facente funzione fino a poco tempo fa. Gli inquirenti lo indicano come il principale artefice di un meccanismo volto a sottrarre ingenti somme di denaro pubblico.
L'operazione ha portato all'emissione di avvisi di garanzia per un totale di 19 persone. Questi individui devono rispondere a vario titolo di gravi reati. Tra questi figurano corruzione, truffa aggravata ai danni dello Stato, frode nelle pubbliche forniture e falso ideologico. L'indagine mira a fare piena luce su presunte irregolarità che avrebbero coinvolto fondi destinati a lavori pubblici.
Il presunto meccanismo di tangenti e appalti pilotati
Secondo la ricostruzione degli investigatori, il sistema, definito dagli stessi di una «disarmante semplicità», si basava su una «tangente circolare». Fabio Manica, sfruttando la sua influenza politica e le deleghe in materia di edilizia scolastica e appalti, avrebbe indirizzato incarichi verso professionisti e società a lui vicini. Questo sarebbe avvenuto attraverso il frazionamento dei lavori. L'obiettivo era mantenere gli importi sotto determinate soglie legali. In questo modo si evitava la gara pubblica, eliminando la concorrenza. La Procura e la Guardia di Finanza ipotizzano che Manica imponesse ai dirigenti provinciali l'affidamento di lavori a un gruppo ristretto di persone. Queste persone, a loro volta, avrebbero restituito parte dei compensi ricevuti.
Le indagini hanno coinvolto anche funzionari della Provincia e del Comune di Cirò Marina. A loro si contesta il falso in atto pubblico. Per i funzionari di Isola Capo Rizzuto, le accuse includono anche la truffa aggravata e la frode nelle pubbliche forniture. L'inchiesta ha messo in luce un presunto sistema consolidato per pilotare gli appalti pubblici. L'obiettivo finale sarebbe stato quello di convogliare tangenti verso la presunta figura apicale dell'organizzazione, Fabio Manica.
Ruoli specifici e sequestro di fondi
L'ossatura tecnica del presunto sistema sarebbe stata gestita dall'ingegnere Luca Bisceglia e dall'architetto Rosaria Luchetta. Costoro si sarebbero aggiudicati gare d'appalto per poi retrocedere parte dei fondi ricevuti dalla Provincia a una ditta specifica, la Sinergyplus di Giacomo Combariati. I fondi sarebbero poi confluiti a Fabio Manica, che li avrebbe prelevati tramite un bancomat intestato a Giacomo Combariati. Per occultare questi flussi finanziari e i potenziali conflitti d'interesse, il gruppo si sarebbe avvalso del commercialista Alessandro Vallone. Egli avrebbe agito come prestanome per la gestione di società di comodo. La cognata di Manica, Vicky Ingarozza, sarebbe stata coinvolta nell'intestazione fittizia di quote societarie della Sinergyplus. L'avvocato Francesco Manica, fratello di Fabio, avrebbe fornito consulenza legale per proteggere le imprese coinvolte.
Hanno partecipato attivamente al presunto meccanismo corruttivo anche Luca Vincenzo Mancuso e Andrea Esposito. Essi detenevano quote della Sinergyplus, poi cedute a causa di dissidi economici con Fabio Manica. Gaetano Caccia avrebbe avuto il compito di facilitare le operazioni illecite a Isola di Capo Rizzuto. L'operazione della Guardia di Finanza si è conclusa con il sequestro preventivo di circa 400.000 euro. I nomi degli altri indagati sono: Domenico Zizza, Francesco Mario Benincasa, Raffaele Cavallaro, Giuseppe Marinello, Adriano Astorino, Antonio Otranto, Michele Scappatura, Bina Fusaro, Caterina Scavo e Salvatore Valente.
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