Cronaca

Naufragio Cutro: Capitaneria negò accesso diretto a conversazioni

15 marzo 2026, 18:52 3 min di lettura
Naufragio Cutro: Capitaneria negò accesso diretto a conversazioni Immagine generata con AI Crotone
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Udienza Processo Naufragio Cutro: Dettagli Indagine

Durante la sesta udienza del processo relativo al tragico naufragio di Steccato di Cutro, è emerso un dettaglio cruciale riguardante l'indagine. Il Comando generale delle Capitanerie di Porto avrebbe negato ai Carabinieri di Crotone la possibilità di acquisire direttamente le registrazioni delle conversazioni avvenute nella notte del naufragio del caicco Summer Love, evento che costò la vita a 94 persone.

L'episodio è stato portato alla luce dai legali di due ufficiali della Guardia di Finanza imputati nel procedimento. Sul banco degli accusati figurano quattro militari delle Fiamme Gialle e due della Capitaneria di porto, chiamati a rispondere delle accuse di naufragio e omicidio colposo, presumibilmente legate a presunti ritardi nei soccorsi.

Carabinieri Testimoniano su Acquisizione Dati

Diversi membri del Comando provinciale dei Carabinieri di Crotone, incaricati dalla Procura di svolgere indagini specifiche, hanno deposto in aula. Gli avvocati Tiziano Saporito e Liborio Cataliotti, difensori rispettivamente di Antonino Lopresti e Alberto Lippolis, hanno interrogato i militari sulle modalità di ottenimento dei dati relativi alle comunicazioni.

I Carabinieri hanno spiegato di aver effettuato un accesso alla centrale dell'IMRCC (Italian Maritime Rescue Coordination Centre) a Roma. Tuttavia, per ragioni di sicurezza, non fu permesso loro di inserire i propri dispositivi per un'acquisizione diretta. Il maresciallo maggiore Salvatore Talerico ha dichiarato che i dati furono riversati su un DVD fornito dall'IMRCC.

Motivi di Sicurezza e Dati su DVD

Il luogotenente Cosimo Minosa ha chiarito che il capitano Gianluca D’Agostino, all'epoca capo dell'IMRCC, motivò il diniego con la necessità di evitare potenziali rischi di sicurezza informatica. Le autorità della Capitaneria di Porto, per prevenire la diffusione di spyware o malware, preferirono trasferire le comunicazioni su un supporto esterno vergine.

Durante le operazioni, un consulente della Procura e i Carabinieri erano presenti mentre l'operatore estraeva i dati richiesti. Questo processo garantì, secondo le dichiarazioni, una supervisione sull'operazione di copia dei dati sensibili.

Discrepanze Audio e Opposizioni Difesa

Nel corso dell'esame dei testimoni, sono emerse delle incongruenze tra gli audio acquisiti a Roma e quelli provenienti dal V MRSC di Reggio Calabria. Una porzione di conversazione, relativa allo scambio tra la sala operativa della Guardia Costiera e il ROAN della Finanza di Vibo, risulta mancante nel file di Roma ma presente in quello di Reggio Calabria.

Inoltre, l'avvocato Alice Massara ha sollevato opposizione all'acquisizione di materiale video recuperato da internet e di una puntata televisiva riguardante il naufragio. Il Pubblico Ministero ha contestato l'iniziativa, ma il collegio giudicante ha stabilito che tali argomenti sarebbero stati comunque presi in considerazione.

Prossime Udienze e Calendario Modificato

L'udienza del 31 marzo è stata annullata a causa di impedimenti legati agli avvocati degli imputati. Il calendario è stato quindi riorganizzato. Le prossime udienze prevedono l'audizione dei consulenti della Procura che hanno gestito l'estrazione degli audio, l'esame del consulente tecnico dell'ammiraglio Maurizio Carannante, l'ascolto di un tecnico radar e di testimoni oculari presenti sulla spiaggia, oltre al medico legale. Il controesame di Carannante è fissato per il 28 aprile.

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