Lavoratori Konecta a Crotone protestano con maschere bianche contro il rischio disoccupazione. 74 precari vedranno scadere il contratto il 18 maggio senza ammortizzatori sociali. Si attende un tavolo in Prefettura.
Manifestazione dei lavoratori Konecta a Crotone
Una protesta simbolica si è svolta stamani davanti al Comune di Crotone. I lavoratori di Konecta R hanno organizzato un flash mob. Hanno indossato maschere bianche per rappresentare la loro invisibilità. Un cartello recitava: «Non siamo fantasmi, siamo lavoratori». L'iniziativa è stata promossa dal sindacato Confial. L'azienda si occupa della dematerializzazione delle cartelle cliniche calabresi. Questo progetto ha ricevuto finanziamenti significativi dalla Regione Calabria e dal Governo. A fine dicembre 2024, ha offerto un'opportunità occupazionale. Ha riguardato i dipendenti della Abramo C.C.
Cassa integrazione e precari esclusi
A causa della ridotta attività lavorativa, Konecta ha ottenuto la cassa integrazione. Questa misura riguarda 654 dipendenti dal 9 aprile. Il sostegno economico è di 4,3 milioni di euro. Sarà valido fino al 31 dicembre 2026. A Crotone, 387 lavoratori sono interessati dalla cassa integrazione. Altri 180 sono a Rende e 87 a Settingiano. Tuttavia, la cassa integrazione non include tutti. Il nucleo della protesta riguarda 74 ex lavoratori a progetto. Questi precari storici non sono stati stabilizzati. Nonostante le promesse istituzionali, non sono rientrati nel nuovo piano regionale. Il loro contratto a termine scadrà il 18 maggio. Ciò li lascerà senza stipendio e senza accesso agli ammortizzatori sociali.
Richiesta di dignità e controllo sui fondi pubblici
La manifestazione mira a denunciare la loro condizione. Vogliono evidenziare l'imminente rischio di disoccupazione. Il sindaco Vincenzo Voce ha partecipato all'iniziativa. Ha indossato la maschera bianca per esprimere solidarietà. «Questi 74 lavoratori vengono trattati come fantasmi», ha affermato Fabio Tomaino, segretario provinciale Confial. «Sono un elemento importante della catena produttiva della digitalizzazione». La loro dignità emerge oggi, con l'incertezza lavorativa. Manca un dialogo istituzionale efficace. «È mancata un'attività di monitoraggio e controllo sull'utilizzo dei soldi pubblici», ha aggiunto Tomaino. Tale controllo era previsto negli accordi. Il sindacato sta preparando un esposto. Sarà presentato alla Corte dei Conti e alla Procura della Repubblica. L'obiettivo è denunciare l'uso improprio dei fondi pubblici. «Chi viene in Calabria non può utilizzare i fondi dei cittadini calabresi e lasciare precarietà e crisi».
Prossimi passi: tavolo in Prefettura
La situazione dei lavoratori Konecta sarà al centro di un tavolo tecnico. L'incontro si terrà in Prefettura il 24 aprile. Si spera che questo confronto possa portare a soluzioni concrete. La precarietà di questi lavoratori è una questione urgente. La gestione dei fondi pubblici deve garantire stabilità occupazionale. La protesta odierna sottolinea la necessità di risposte immediate. La comunità locale attende sviluppi positivi per i lavoratori.