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La vertenza Konecta a Crotone preoccupa i sindacati. Fabio Tomaino di Confial critica l'uso della cassa integrazione come "parcheggio" e chiede prospettive concrete per i lavoratori. Si attende un nuovo tavolo con la Regione Calabria.

Cassa integrazione, un rischio per i lavoratori

La Confederazione Italiana Autonoma Lavoratori (Confial) esprime forte preoccupazione. Il segretario provinciale Fabio Tomaino critica l'uso della cassa integrazione straordinaria. Non deve diventare un "parcheggio" per i dipendenti. Deve invece rappresentare uno strumento temporaneo. Deve essere inserito in una visione chiara. Questa visione deve generare attività concrete.

Le dichiarazioni arrivano dopo un incontro al Ministero del Lavoro. L'incontro riguardava la vertenza Konecta. I lavoratori di Crotone attendono risposte sul loro futuro. La situazione dei dipendenti a progetto è particolarmente critica. Tomaino sottolinea la mancanza di prospettive occupazionali reali. La cassa integrazione deve servire a rilanciare, non a sospendere i problemi.

70 lavoratori a progetto ignorati

La vertenza Konecta coinvolge oltre 70 lavoratori. Questi dipendenti lavorano a progetto. Sono ormai parte integrante del servizio di digitalizzazione. Tomaino li definisce "fantasmi". Hanno già subito due perdite significative. Prima la mancata stabilizzazione nel dicembre 2024. Poi i contratti a termine scaduti nel maggio 2025. Queste scadenze creano profonda incertezza.

Il sindacato evidenzia l'essenzialità di queste figure. Sono fondamentali nella filiera produttiva. Si sarebbe dovuta trovare una soluzione strutturale. La stabilizzazione era la risposta più adeguata. Gli ammortizzatori sociali dovevano essere un sostegno temporaneo. Dovevano essere finalizzati allo sviluppo futuro.

Critiche alla gestione e ai fondi pubblici

Le perplessità del sindacato non si limitano ai contratti. Riguardano anche la gestione generale del progetto. Confial nutre dubbi sulla continuità della direzione manageriale. Ci si chiede se il rilancio possa essere affidato agli stessi dirigenti. Questi hanno mostrato limiti organizzativi e gestionali. Si citano ritardi, inattività e incentivi all'esodo.

Questa situazione è nota da tempo. Il sindacato e i lavoratori hanno denunciato la gestione. Le denunce risalgono all'estate 2025. Tomaino accusa chi doveva controllare. Sostiene che non ci sia stata vigilanza. Accusa anche chi avrebbe coperto responsabilità evidenti. La Confial promette battaglia. Non farà sconti a nessuno. Denuncerà i responsabili diretti e indiretti. I fondi pubblici devono essere usati per lo sviluppo. Devono creare nuova economia e occupazione stabile.

Nuovo tavolo a Crotone e speranze

Per dare concretezza alla vertenza, si è tenuto un incontro a Crotone. Hanno partecipato il Sindaco della città. C'era anche una delegazione di lavoratori. È emersa la disponibilità del Presidente della Regione Calabria. Si terrà un nuovo confronto a breve. Tomaino avverte che questo tavolo dovrà entrare nel merito delle soluzioni. "Risanamento e rilancio" non devono rimanere parole vuote. Non devono essere solo slogan.

Nonostante l'apertura al dialogo, l'angoscia dei lavoratori persiste. Molti vivono da anni di precarietà. Il pensiero va alla vertenza Abramo Customer Care. Due estati fa le piazze di Crotone erano piene di rabbia. Nacque allora l'idea della digitalizzazione. Era una sfida ambiziosa e innovativa. L'obiettivo del sindacato è non disperdere quella speranza. Si sceglie l'azione sociale concreta. Si supportano i lavoratori e la gente comune. Si promuove una politica visionaria. Questa politica trasforma le criticità in opportunità reali.