Un'indagine della Guardia di Finanza a Crotone ha portato a 20 avvisi di garanzia per presunti illeciti negli appalti scolastici provinciali. Si ipotizzano affidamenti diretti, frazionamenti di lavori e retrocessione di fondi.
Appalti scolastici sotto la lente della finanza
La Guardia di Finanza ha notificato 20 avvisi di garanzia. L'operazione, denominata "Teorema", è coordinata dalla Procura di Crotone. Gli inquirenti sospettano un sistema illecito. Riguarda l'affidamento di lavori di edilizia scolastica. L'ipotesi è di affidamenti sotto soglia. Questi sarebbero stati effettuati con frazionamenti artificiosi. L'obiettivo era evitare gare d'appalto pubbliche.
I lavori sarebbero stati assegnati a soggetti ritenuti vicini. Successivamente, si ipotizza una triangolazione finanziaria. Questa serviva a retrocedere parte dei compensi. L'ammontare dei fondi pubblici coinvolti è stimato in circa 400.000 euro. Le indagini coprono il periodo tra il 2023 e il 2025. Le attività investigative si basano su intercettazioni. Sono state analizzate anche conversazioni ambientali e telematiche. Accertamenti bancari hanno fornito ulteriori elementi.
Coinvolti presidente facente funzioni e professionisti
Tra gli indagati figura l'ex vicepresidente e presidente facente funzione della Provincia di Crotone, Fabio Manica. È indagato per corruzione. Insieme a lui sono coinvolti funzionari pubblici. Ci sono anche professionisti e imprenditori. Le accuse ipotizzate spaziano dall'associazione per delinquere. Si parla anche di corruzione. Sono considerate anche truffa aggravata e frode nelle pubbliche forniture. Non si esclude il falso ideologico.
La ricostruzione investigativa suggerisce un meccanismo preciso. Incarichi per lavori di edilizia scolastica venivano affidati a professionisti "vicini". Questo avveniva sotto la soglia che impone gare pubbliche. Venivano attuati frazionamenti e artifici. Ciò serviva a eludere la rotazione degli incarichi. Una parte dei compensi sarebbe stata poi restituita. Ciò tramite una complessa triangolazione finanziaria. Società "schermo" e conti riconducibili agli indagati sarebbero stati utilizzati.
Sequestri e perquisizioni in Calabria ed Emilia-Romagna
Il denaro sarebbe infine confluito su carte di credito e conti personali. Nell'operazione sono stati impiegati circa 80 finanzieri. Sono state eseguite 16 perquisizioni. Queste hanno interessato uffici pubblici, studi professionali e abitazioni. Le perquisizioni si sono svolte sia in Calabria che in Emilia-Romagna. Sono stati effettuati sequestri preventivi. Hanno riguardato quote e disponibilità di cinque società. Coinvolti anche immobili, giacenze bancarie e autoveicoli. Il valore complessivo dei beni sequestrati è stimato intorno ai 400.000 euro.
La Procura aveva richiesto misure cautelari per alcuni indagati. Il Gip ha però disposto, per ora, solo inviti a rendere interrogatorio preventivo. Le indagini proseguono attivamente. La Procura ha anticipato possibili sviluppi e approfondimenti nelle prossime settimane. Gli avvisi di garanzia non rappresentano una condanna. Gli indagati avranno modo di esporre la propria versione. Potranno farlo durante gli interrogatori preventivi e nelle fasi successive. Le autorità giudiziarie continueranno gli accertamenti. Si concentreranno sui flussi finanziari, la documentazione contabile e i rapporti tra i soggetti coinvolti.