L'ex vicepresidente della Provincia di Crotone, Fabio Manica, è stato arrestato nell'ambito di un'indagine su presunta corruzione negli appalti. Altri quattro indagati hanno ricevuto misure cautelari.
Indagine su appalti pilotati nella provincia di Crotone
Le autorità giudiziarie di Crotone hanno emesso un'ordinanza cautelare. L'ex vicepresidente della Provincia, Fabio Manica, è stato arrestato. Anche l'imprenditore Giacomo Combariati è finito in carcere. L'indagine, denominata «Teorema», riguarda presunti episodi di corruzione. Questi fatti si sarebbero verificati nell'assegnazione di appalti pubblici.
Sono state disposte misure alternative al carcere per altri indagati. I coniugi Luca Bisceglia, ingegnere, e Rosaria Luchetta, architetto, sono ai domiciliari. L'avvocato Francesco Manica, fratello di Fabio, ha ricevuto il divieto di dimora nella provincia. L'inchiesta vede coinvolte complessivamente 19 persone. Le indagini sono coordinate dalla Procura di Crotone. La Guardia di finanza ha condotto le operazioni.
L'ordinanza giudiziaria segue una serie di interrogatori. Questi si sono svolti lo scorso 7 aprile. Le persone coinvolte sono ritenute dalla Procura ai vertici di un'organizzazione. Le accuse includono corruzione e falso in atto pubblico. Viene contestata anche la truffa per erogazioni pubbliche. L'obiettivo sarebbe stato quello di sottrarre fondi pubblici. Ciò sarebbe avvenuto tramite l'assegnazione pilotata di appalti.
Il meccanismo della presunta corruzione
Secondo gli inquirenti, il sistema prevedeva l'assegnazione di lavori. Questi appalti riguardavano la Provincia e alcuni Comuni. I coniugi Bisceglia e Luchetta avrebbero messo a disposizione le loro competenze professionali. Ciò serviva per ottenere formalmente la direzione o l'esecuzione dei lavori. Una volta ricevuti i compensi pubblici, parte di essi sarebbe stata stornata. Questo denaro sarebbe transitato attraverso società di comodo.
Il denaro sarebbe poi finito nelle mani di Fabio Manica. All'epoca dei fatti, Manica ricopriva la carica di vicepresidente della Provincia. Gli inquirenti ipotizzano che abbia prelevato contanti. Questi prelievi sarebbero avvenuti tramite un bancomat. Tale carta sarebbe stata intestata a Giacomo Combariati. Il meccanismo descritto mira a ricostruire un circuito criminale.
Ruolo dell'avvocato Manica e sequestro di denaro
L'avvocato Francesco Manica, fratello di Fabio, avrebbe avuto un ruolo specifico. È accusato di aver agito come consulente legale. Il suo compito sarebbe stato quello di suggerire operazioni societarie. Queste potevano includere fusioni o scissioni. L'obiettivo era quello di proteggere le imprese del gruppo. Si mirava a metterle al riparo da eventuali indagini. Le indagini hanno portato anche a un sequestro preventivo.
Nei giorni scorsi, la Guardia di finanza ha notificato il sequestro. L'ammontare complessivo dei beni sequestrati è di 400 mila euro. Questo provvedimento riguarda gli indagati nell'ambito dell'inchiesta. La Procura di Crotone continua a indagare per fare piena luce sui fatti. L'inchiesta mira a smantellare una presunta rete di corruzione. L'operazione è stata definita «Teorema» dagli inquirenti.