La giustizia ha deciso la confisca totale del Villaggio Campisi a Crotone, nonostante le pene ridotte per i responsabili. Gli immobili abusivi passeranno al Comune.
Confisca beni immobili a Crotone
Il Tribunale di Crotone ha emesso una sentenza importante. Riguarda la vicenda del Villaggio Campisi, situato in località Gabella. La giudice Chiara Daminelli ha pronunciato la decisione finale. La sentenza ha colpito sia i responsabili che i proprietari degli immobili.
La vicenda giudiziaria si è conclusa con condanne di lieve entità. Antonio e Luigi Campisi hanno ricevuto pene detentive brevi. Sono stati condannati rispettivamente a 8 mesi e 5 mesi e 10 giorni di arresto. Sono state comminate anche sanzioni pecuniarie.
Tuttavia, l'aspetto più significativo della sentenza riguarda il patrimonio. Il Tribunale ha disposto la confisca totale dei terreni. Sono stati confiscati anche tutti i 74 immobili costruiti nell'area. Questi beni passeranno ora nella disponibilità del Comune di Crotone.
Decisione giudiziaria inaspettata
Questa decisione ha sorpreso le parti coinvolte. Le difese degli imputati sono rimaste spiazzate. Anche le parti civili hanno manifestato stupore.
La decisione contrasta con le richieste del pubblico ministero. Il PM Rosaria Multari aveva sollecitato pene più severe. Aveva chiesto due anni di reclusione per ciascun imputato. Non aveva però richiesto la confisca dei beni immobili.
Il PM riteneva che gli acquirenti delle strutture fossero in buona fede. Li considerava parte lesa nella vicenda. Nonostante questo parere, il giudice ha optato per la confisca totale.
Inoltre, il Tribunale ha respinto le richieste di risarcimento. Queste erano state avanzate dai proprietari dei bungalow. I due imputati dovranno invece risarcire il Comune. Il risarcimento avverrà in separata sede.
Dalle tende alle villette: la trasformazione abusiva
Per capire la portata della sentenza, è utile ripercorrere la storia del Villaggio Campisi. Il progetto iniziale prevedeva un semplice campeggio stagionale. Doveva essere una struttura ricettiva a basso impatto ambientale.
La società costruttrice, Gsc srl, ha invece realizzato una vera e propria lottizzazione abusiva. Al posto di piazzole per tende e roulotte, è sorto un quartiere residenziale.
Sono state costruite unità abitative stabili. Queste sono dotate di allacci alle reti idriche e fognarie. Sono presenti anche verande, un anfiteatro e una piscina.
Queste abitazioni sono state accatastate come residenziali. Sono state poi vendute a privati. Ciò ha comportato una modifica permanente e illecita della destinazione d'uso dell'area.
La situazione è degenerata nell'ottobre del 2023. Le forze dell'ordine hanno sequestrato preventivamente l'area. Hanno sgomberato forzatamente le famiglie residenti.
Ruolo degli uffici comunali e autorizzazioni
Un aspetto cruciale emerso dalle indagini riguarda l'iter burocratico. Gli inquirenti hanno analizzato le autorizzazioni concesse dal Comune di Crotone.
Il primo permesso di costruire risale al 2008. Era basato sull'idea di un campeggio stagionale. La zona è soggetta a vincoli paesaggistici.
Successivamente, dopo la revoca di un sequestro, il permesso è stato rinnovato nel 2012. Poco dopo, è stata approvata una variante al progetto.
Questa variante ha incrementato il numero delle costruzioni. Ha raddoppiato le volumetrie. Ha permesso l'aggiunta di stanze, cucine e bagni permanenti.
Danni per i proprietari di case
Le condanne per i responsabili sono state lievi. La situazione è più complessa per i proprietari delle abitazioni. Hanno acquistato bungalow in legno con atto notarile.
Anche secondo l'accusa, questi acquirenti erano parte lesa. Il villaggio era considerato abusivo.
Il giudice ha però ritenuto sussistente un comportamento colposo anche negli acquirenti. Per questo motivo, ha disposto la confisca del villaggio.
Non sono state accolte le richieste di risarcimento dei proprietari. Si erano costituiti parte civile nel processo.
Nel frattempo, il villaggio confiscato è stato oggetto di furti. La mancanza di sicurezza ha favorito i saccheggi.
L'avvocato difensore degli imputati, Francesco Laratta, ha annunciato ricorso in Appello. Attende le motivazioni della sentenza per procedere.