Crotone: Arpacal, no amianto nel terreno ex mercati
Analisi suolo ex Mercati Generali Crotone
L'Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente della Calabria (Arpacal) ha ufficialmente comunicato al Comune di Crotone i risultati delle analisi effettuate sui campioni di terreno prelevati nell'area degli ex Mercati Generali. La notizia, diffusa nel pomeriggio del 12 marzo, conferma l'assenza di amianto nel suolo circostante i capannoni.
Le indagini, condotte con la tecnica della diffrazione a raggi X, hanno esaminato campioni di top soil raccolti il 26 febbraio. L'esito è stato categorico: nessuna traccia di minerali riconducibili all'amianto è stata rilevata, con un limite di sensibilità superiore all'1%.
Monitoraggio ambientale a Crotone
Queste analisi si inseriscono in un più ampio piano di monitoraggio ambientale che Arpacal sta portando avanti sull'area. Il campionamento è stato eseguito direttamente da tecnici dell'agenzia, confermando l'impegno nella verifica dello stato di salute del sito.
L'Amministrazione comunale di Crotone ha accolto con favore l'esito, sottolineando come questo risultato negativo si aggiunga a precedenti riscontri analoghi. Si tratta di un passo importante per definire con chiarezza il quadro ambientale del sito e garantire trasparenza verso i cittadini.
Assenza di amianto anche nell'aria
I risultati sul terreno si allineano con quelli già ottenuti dal monitoraggio dell'aria condotto in precedenza presso le scuole di via Giovanni Paolo II. Sia il liceo Gravina che l'istituto comprensivo Alcmeone erano stati oggetto di analisi per verificare la presenza di fibre aerodisperse.
Anche in quel caso, le indagini di Arpacal avevano escluso la presenza di amianto nell'aria. Il sindaco Vincenzo Voce aveva evidenziato l'assenza di fibre aerodisperse nei tre monitoraggi effettuati, confermando la sicurezza degli ambienti scolastici.
Bonifica ex Mercati Generali: la situazione
La vicenda degli ex Mercati Generali di Vescovatello è legata ai ritardi nella bonifica dei capannoni. Il Comune di Crotone aveva avviato un intervento in danno nel novembre 2025, dopo che la proprietà non aveva ottemperato a un'ordinanza di rimozione dell'amianto del 2020.
Una serie di contenziosi legali ha caratterizzato il percorso, portando l'ente comunale a procedere direttamente con la bonifica. I ritardi, aggravati dal crollo di un tetto causato da un evento meteorologico, avevano sollevato preoccupazioni e generato un allarme sociale, sfociato anche in un esposto alla Procura.
Arpacal ha ribadito l'importanza di completare l'intera bonifica per scongiurare ogni potenziale rischio futuro, nonostante i recenti esiti negativi delle analisi ambientali. La sicurezza dell'area rimane una priorità.