Crotone: aperta stanza per donne vittime di violenza
Nuovo spazio protetto a Crotone
Una nuova risorsa è stata inaugurata a Crotone per offrire supporto concreto alle donne che subiscono violenza. La struttura, denominata «Stanza tutta per sé», è stata aperta presso la Questura cittadina con l'obiettivo di creare un ambiente sicuro e accogliente per le vittime che decidono di intraprendere il percorso della denuncia.
L'iniziativa nasce dalla collaborazione tra la Questura di Crotone e il Soroptimist club locale, nell'ambito di un protocollo d'intesa a carattere nazionale. La stanza è stata pensata per facilitare l'interazione tra le donne, i loro bambini e il personale specializzato della Polizia di Stato, offrendo uno spazio riservato e confortevole.
Collaborazione istituzionale e associazionismo
L'apertura della «Stanza tutta per sé» rappresenta un esempio di «sicurezza integrata», come sottolineato dal prefetto Raffaele Grassi, vicedirettore generale della pubblica sicurezza. In un contesto territoriale complesso come quello calabrese, l'unione tra istituzioni e associazionismo viene evidenziata come un fattore di forza fondamentale per la prevenzione e il contrasto alla violenza.
La stanza, situata in via Miscello da Ripe, nell'ex sede della polizia nautica, è stata arredata per garantire la massima riservatezza e per agevolare i colloqui. È stata prevista anche un'area dedicata all'accoglienza dei bambini, per permettere alle madri di affrontare la situazione con maggiore serenità.
Un segnale di svolta e legalità
Il questore di Crotone, Renato Panvino, ha definito l'inaugurazione non solo un evento, ma una vera e propria «svolta», sottolineando l'importanza di aprire gli uffici per ridurre la distanza tra le forze dell'ordine e i cittadini. L'iniziativa è vista come un passo avanti verso la promozione della legalità, incoraggiando le denunce non solo per violenza di genere ma anche da parte degli imprenditori.
Maria Lucia Cosentino, presidente del Soroptimist Crotone, ha evidenziato come la stanza sia stata concepita per aiutare le donne a superare il muro di omertà e paura, offrendo uno spazio che le faccia sentire meno sole. Il procuratore della Repubblica di Crotone, Domenico Guarascio, ha aggiunto che strutture come questa sono essenziali per supportare le forze dell'ordine nei percorsi più difficili, pur sottolineando la necessità di risorse costanti per l'attuazione delle leggi.
Sostegno e rete dello Stato
Il messaggio di unità è stato rafforzato anche dal vescovo Alberto Torriani, che ha definito la sala un «simbolo di custodia», e dal prefetto di Crotone Franca Ferraro, che ha ricordato l'importanza del numero antiviolenza 1522. La sottosegretaria all'Interno, Wanda Ferro, ha evidenziato come questo spazio testimoni la presenza capillare dello Stato, assicurando che, attraverso misure repressive e sostegni economici come il reddito di libertà, le donne non saranno lasciate sole nel loro percorso di uscita dalla violenza.