Crotone: 30 anni di carità alla mensa "Padre Pio"
La mensa "Padre Pio" di Crotone festeggia trent'anni di servizio agli ultimi. Una celebrazione che sottolinea l'importanza della carità concreta e del volontariato nella comunità.
Trentennale Mensa "Padre Pio": un traguardo di solidarietà
La comunità di Crotone ha recentemente celebrato un traguardo significativo. La mensa per i poveri intitolata a "Padre Pio" ha raggiunto i trent'anni di attività. Questo importante anniversario è stato commemorato con una solenne Santa Messa. La celebrazione si è svolta all'interno della struttura stessa. Numerosi volontari e fedeli hanno partecipato all'evento.
Don Ezio Limina, figura centrale e anima della mensa, ha condiviso parole toccanti. Ha sottolineato come il servizio sia un'esperienza di reciproco arricchimento. «Quando veniamo qui non siamo noi a donare, ma a ricevere», ha affermato con commozione. Questo gesto evidenzia la profondità del legame umano che si crea.
La cerimonia ha visto la partecipazione dell'Arcivescovo della diocesi di Crotone-Santa Severina. Monsignor Alberto Torriani ha presieduto la funzione religiosa. La sua presenza ha conferito ulteriore solennità all'evento. La mensa rappresenta un punto di riferimento fondamentale per i bisognosi della città. Offre non solo un pasto caldo, ma anche un gesto di umanità.
Le origini della mensa: un impegno iniziato nel 1996
La storia della mensa "Padre Pio" ha avuto inizio il 18 marzo 1996. In quella data, l'allora arcivescovo monsignor Giuseppe Agostino tagliò il nastro inaugurale. I locali originari si trovavano nel centro storico di Crotone. Don Ezio Limina ha rievocato con emozione le prime fasi di questa avventura. Ha descritto la mensa come «un luogo nato nel cuore della Chiesa». La sua fondazione è stata una risposta concreta ai bisogni emergenti.
Durante il suo intervento, don Ezio ha reso omaggio ai primi volontari. Ha menzionato con affetto Maria, Massimo e Beatrice. Ha ringraziato tutti coloro che, nel corso degli anni, hanno dedicato il loro tempo e le loro energie. Molti non hanno potuto partecipare a causa di problemi di salute o delle condizioni meteorologiche avverse. Il loro contributo, tuttavia, rimane fondamentale per l'esistenza della mensa.
Un pensiero speciale è stato dedicato ai volontari che non ci sono più. «Hanno servito in questo luogo e ora sono passati da questo mondo all’altro», ha ricordato don Ezio. Ha anche espresso gratitudine verso chi opera quotidianamente. Questo include chi cucina, chi serve ai tavoli e chi si occupa della pulizia. La loro discrezione e dedizione sono essenziali per il buon funzionamento della struttura.
Ispirazione e missione: la carità secondo San Pio
L'ispirazione per la mensa proviene da San Pio da Pietrelcina. Don Ezio Limina ha evidenziato la duplice dimensione del servizio offerto. Questa si basa sulla preghiera e sulla carità concreta. «Non possiamo voltarci dall’altra parte davanti alla sofferenza», ha affermato. Siamo chiamati a portare il peso della sofferenza al Signore. Dobbiamo trasformarla in gesti tangibili di solidarietà.
Don Ezio ha ribadito il concetto di ricezione nel dare. «Riceviamo molto più di quanto diamo», ha ripetuto. Questo sottolinea il valore spirituale e umano dell'attività svolta. La mensa non è solo un luogo di distribuzione di cibo. È un centro di aggregazione e supporto morale per chi si trova in difficoltà. La presenza costante dei volontari crea un ambiente accogliente.
Durante la celebrazione, sono stati espressi ringraziamenti alla città di Crotone. Don Ezio ha menzionato il sostegno ricevuto dai giornalisti locali. Questi hanno organizzato spettacoli teatrali di beneficenza. I proventi sono stati interamente devoluti alla mensa. Un ringraziamento speciale è andato anche all'associazione #IoResto. Questa realtà è attivamente impegnata nel servizio ogni ultimo sabato del mese.
L'omelia dell'Arcivescovo Torriani: carità come Parola fatta gesto
L'Arcivescovo monsignor Alberto Torriani ha concluso la celebrazione con un'omelia profonda. Ha riflettuto sul significato di questi trent'anni di attività. «Trent’anni fa, come un piccolo seme, è iniziata qui una storia di carità», ha detto. Questa iniziativa è nata come risposta diretta alla Parola di Dio. Non è stata una scelta casuale, ma un atto di fede.
Citando il profeta Isaia, l'Arcivescovo ha richiamato la promessa divina: «non avranno più fame né sete». Ha sottolineato come questa promessa si sia realizzata concretamente grazie alla generosità di molti. Ha menzionato il ruolo fondamentale di don Ezio, dei gruppi di preghiera e dei benefattori. La loro opera ha reso possibile il proseguimento del servizio.
Monsignor Torriani ha ricordato anche il contributo dei suoi predecessori. Monsignor Agostino ha fortemente voluto la nascita della mensa. Monsignor Mugione ne ha sostenuto il rilancio nel corso degli anni. «Guardando a questi trent’anni – ha affermato l'Arcivescovo – possiamo dire che la Parola di Dio non è rimasta sulla carta». La fede si è tradotta in azioni concrete.
Una "palestra del cuore" per la comunità di Crotone
L'Arcivescovo ha definito la mensa "Padre Pio" non solo un luogo di ristoro. L'ha definita una «palestra del cuore». È uno spazio dove si impara a fermarsi, ad ascoltare e a riconoscere la dignità intrinseca di ogni persona. Questo luogo offre un modello di vita comunitaria basato sull'empatia e sul rispetto reciproco. La sua funzione va oltre il semplice soddisfacimento dei bisogni primari.
Ha lanciato un invito particolare ai giovani. Li ha esortati a vivere la carità come un'esperienza concreta e condivisa. La partecipazione attiva alla vita della mensa può rappresentare un percorso di crescita personale e spirituale. Offre l'opportunità di mettersi al servizio degli altri. Questo rafforza il senso di appartenenza alla comunità.
In conclusione, monsignor Torriani ha ribadito l'essenza della carità. «La carità – ha affermato – non è un’aggiunta alla fede, ma la sua forma più autentica». Se non si traduce in gesti concreti, rischia di rimanere solo un'idea astratta. La mensa "Padre Pio" incarna perfettamente questo principio. Continua a essere un faro di speranza e solidarietà a Crotone.