Cronaca

Circonvenzione di incapace: famiglia condannata a Crotone

15 marzo 2026, 22:47 2 min di lettura
Circonvenzione di incapace: famiglia condannata a Crotone Immagine generata con AI Crotone
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Condanne per circonvenzione di incapace a Crotone

Il Tribunale di Crotone ha emesso condanne a carico di un nucleo familiare per gravi reati patrimoniali. I giudici hanno riconosciuto la colpevolezza degli imputati per circonvenzione di incapace, riciclaggio e auto-riciclaggio, commessi ai danni di un’anziana vedova.

La sentenza pone fine a una vicenda di presunta appropriazione indebita di beni, che ha visto coinvolti il nipote della vittima e i suoi familiari. L'indagine, coordinata dalla Procura di Crotone, è scaturita dalla denuncia presentata da un parente dell'anziana signora.

Indagini della Guardia di Finanza su patrimonio sottratto

Le Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Crotone hanno condotto le indagini, portando alla luce presunti abusi ai danni dell'anziana. Secondo quanto emerso, gli indagati avrebbero approfittato delle condizioni di fragilità psichica e infermità mentale della zia, patologie iniziate nel 2021 e aggravate fino al decesso della donna nel luglio 2023.

Il patrimonio sottratto, quantificato in oltre 350.000 euro, sarebbe stato dissipato attraverso prelievi in contanti, ricariche per giochi online e investimenti speculativi non legati agli interessi della vittima. Le indagini si sono basate su complessi accertamenti bancari e testimonianze.

Patteggiamenti e pene inflitte dal Gup

Il Giudice dell’Udienza Preliminare, Elisa Marchetto, ha ratificato i patteggiamenti proposti. Domenico Proietto, 73 anni, è stato condannato a 4 anni di reclusione e a una multa di 10.000 euro. Antonio Proietto, 47 anni, ha ricevuto una pena di 3 anni e 4 mesi di reclusione, oltre a 10.000 euro di multa.

Sonia Facente, 68 anni, è stata condannata a 3 anni di reclusione e a 8.000 euro di multa. Per lei, il Gup ha disposto la conversione della pena detentiva in lavoro di pubblica utilità per 1.095 giorni, da svolgere presso una parrocchia cittadina.

Dettagli sulla sottrazione del patrimonio

Le ricostruzioni delle forze dell'ordine indicano che Domenico Proietto avrebbe ottenuto dalla zia una procura generale, agendo all'insaputa degli altri familiari. Tramite questo atto, avrebbe poi venduto un immobile di proprietà della vittima e svuotato i suoi conti correnti.

Le somme sottratte sarebbero state utilizzate per scopi personali, inclusi prelievi in contanti e operazioni finanziarie non pertinenti alla beneficiaria. I condannati dovranno inoltre farsi carico delle spese processuali.

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