Cultura

Cinema in carcere: "Fuochi di Speranza" porta il documentario Lux Santa

15 marzo 2026, 22:48 2 min di lettura
Cinema in carcere: "Fuochi di Speranza" porta il documentario Lux Santa Immagine da Wikimedia Commons Crotone
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Progetto Culturale in Carcere: "Fuochi di Speranza"

Un'iniziativa culturale inedita ha preso vita all'interno di sei istituti penitenziari italiani, portando il potere del cinema come strumento di dialogo e riflessione. Il progetto, intitolato “Fuochi di Speranza – Storie di Rinascita attraverso il Cinema”, è stato promosso dall’associazione culturale crotonese E io ci sto.

L'iniziativa, finanziata dal MiC e da SIAE attraverso il bando “Per Chi Crea”, ha visto la proiezione del documentario “Lux Santa” del regista Matteo Russo. Il tour ha toccato tre case circondariali e tre istituti penali per minorenni, coinvolgendo attivamente detenuti e operatori.

"Lux Santa": Storie di Riscatto e Trasformazione

Il documentario “Lux Santa”, girato nel quartiere Fondo Gesù di Crotone, narra le vicende di giovani cresciuti in contesti difficili, alle prese con fragilità familiari e assenze significative. Le loro vite si intrecciano con la preparazione del tradizionale falò di Santa Lucia, un momento carico di significato.

Le storie dei protagonisti, ragazzi costretti a maturare precocemente, hanno risuonato profondamente tra i detenuti, creando un ponte empatico. La proiezione è stata seguita da momenti di confronto diretto tra il pubblico e il regista, stimolando riflessioni su temi quali la marginalità sociale, la libertà e le possibilità di riscatto.

Il Simbolo del Falò e l'Importanza dei Giovani

Un'attenzione particolare è stata riservata ai giovani ospitati negli istituti penali minorili, destinatari privilegiati del progetto. Questi ragazzi hanno trovato nelle vicende narrate nel film un forte elemento di identificazione. Il falò, elemento centrale del documentario, è emerso come potente metafora di trasformazione: scarti che si trasformano in luce, simbolo tangibile di rinascita anche nelle circostanze più avverse.

Il percorso, iniziato nell’ottobre 2025 da Catanzaro e proseguito in altre città come Bari, ha messo in luce non solo la forza del cinema documentaristico, ma anche l'impegno quotidiano del personale penitenziario. Educatori e operatori hanno svolto un ruolo cruciale nel trasformare le proiezioni in autentici momenti di ascolto e consapevolezza.

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