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Il consumo di suolo in Calabria causa una perdita annuale di cibo stimata in 15 milioni di euro. L'avanzata dell'urbanizzazione aggrava il rischio idrogeologico e riduce le aree agricole. Si chiede l'approvazione di una legge nazionale per tutelare il territorio.

Consumo di suolo: impatto economico e ambientale

La cementificazione e il degrado dei terreni fertili comportano una perdita economica significativa. Ogni anno, a livello nazionale, il valore del cibo non prodotto raggiunge 1,2 miliardi di euro. In Calabria, la situazione è preoccupante: secondo il Rapporto Ispra 2025, sono stati persi 231 ettari di suolo fertile in un solo anno. Questa superficie equivale a oltre 2,3 km² di nuove coperture artificiali, paragonabili a circa 324 campi da calcio.

Le conseguenze di questa perdita di suolo si ripercuotono sull'agricoltura regionale. La quantità di cibo che non viene prodotta a causa di questi fenomeni è stimata in circa 15 milioni di euro annualmente. Questi dati sono stati resi noti dalla Coldiretti in occasione della Giornata mondiale della Terra.

Dati allarmanti sulla superficie agricola calabrese

Tra il 2000 e il 2020, la superficie agricola in Calabria ha subito una contrazione di 17mila ettari. Questo dato rappresenta circa il 3% del totale delle aree agricole regionali, che ammontano a 540mila ettari. Si osserva un processo di concentrazione fondiaria, con un numero minore di aziende agricole ma di dimensioni mediamente maggiori.

Sebbene la Calabria si collochi sotto la media nazionale per quanto riguarda la perdita di superficie agricola in valori assoluti, il dato rimane allarmante. La regione è geologicamente fragile e ogni metro quadrato sottratto alle coltivazioni o alle aree naturali aggrava i problemi di dissesto idrogeologico e di impermeabilizzazione del suolo. La perdita di produttività agricola è un'altra conseguenza diretta.

Rischi idrogeologici e necessità di tutela

L'avanzata delle aree urbanizzate impedisce la naturale infiltrazione delle acque piovane nel terreno. Queste acque, non potendo defluire nel sottosuolo, scorrono in superficie, aumentando il rischio di alluvioni e frane. Oltre il 90% dei Comuni italiani è esposto a pericoli idrogeologici, come smottamenti e allagamenti.

Il quadro è ulteriormente aggravato da precipitazioni intense e concentrate, anomalie stagionali ed eventi meteorologici estremi sempre più frequenti. In Calabria, il consumo di suolo è naturalmente limitato dalla forte naturalità del territorio. Tuttavia, il fenomeno non si arresta, specialmente nelle zone costiere, lungo gli assi infrastrutturali e in alcune aree periurbane.

Appello per una legge sul consumo di suolo

La Coldiretti sottolinea l'importanza di proteggere il patrimonio agricolo e i suoli produttivi. È fondamentale valorizzare il contributo sociale, culturale ed economico delle aziende agricole, soprattutto quelle situate nelle aree interne. Per questo motivo, si rende urgente intervenire per fermare il consumo di suolo fertile.

La priorità indicata è l'approvazione della legge sul consumo di suolo, attualmente ferma in Parlamento. Secondo la Coldiretti, questo strumento legislativo potrebbe fornire all'Italia una normativa all'avanguardia per la tutela del territorio. È necessario agire anche nelle città, dove il verde urbano copre solo il 3% delle superfici comunali, e i parchi con aree gioco occupano percentuali ancora inferiori.

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