Cronaca

Architettura: Agrigento ultima per pari opportunità professionali femminili

10 marzo 2026, 08:01 5 min di lettura
Architettura: Agrigento ultima per pari opportunità professionali femminili Stemma del Comune Crotone
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Divario di genere nell'architettura: il caso Agrigento al centro del dibattito

Un quadro preoccupante emerge dal settore dell'architettura ad Agrigento, dove la parità di genere nella professione resta una realtà lontana. La provincia si posiziona agli ultimi posti a livello nazionale per la presenza femminile, evidenziando un divario significativo rispetto alla media italiana.

Questi dati allarmanti sono stati al centro di un importante convegno tenutosi lunedì 9 marzo a Casa Sanfilippo. L'evento, promosso dall'Ordine degli Architetti di Agrigento e dalla Fondazione Architetti nel Mediterraneo, ha affrontato il tema «Architettura & Donna. Stato della professione e prospettive future nelle pari opportunità».

Le cifre parlano chiaro. Su un totale di 1600 iscritti all'Ordine provinciale, solo il 32% è rappresentato da donne. La situazione si aggrava ulteriormente nel campo della libera professione.

Tra i 508 iscritti alla sezione locale di Inarcassa, che raggruppa gli architetti liberi professionisti, le donne sono appena 96. Questa percentuale scende sotto il 20%, un dato che sottolinea una marcata disparità.

Tale scenario colloca il territorio agrigentino al terzultimo posto in Italia per la partecipazione femminile nel settore. Solo le province di Crotone e Caltanissetta registrano numeri inferiori, evidenziando una criticità diffusa in alcune aree del Sud Italia.

Angela Muratore, consigliere dell'Ordine degli Architetti di Agrigento, ha sottolineato la gravità di questi numeri. «Queste statistiche non sono semplici dati astratti», ha dichiarato, «ma raccontano una specificità territoriale e marcano una distanza evidente dal contesto nazionale».

La professione architettonica ha subito profonde trasformazioni negli ultimi decenni. Nonostante ciò, il raggiungimento della piena parità di genere appare ancora un obiettivo lontano e non completamente realizzato.

Il divario, sebbene a volte meno evidente in superficie, persiste in diverse aree cruciali. Riguarda la distribuzione degli incarichi professionali e la presenza nei ruoli decisionali all'interno degli studi o delle istituzioni.

La visibilità professionale delle donne architette è spesso inferiore, così come il riconoscimento economico per il loro lavoro. Anche la conciliazione tra vita professionale e responsabilità familiari rappresenta una sfida significativa.

Le reti professionali, inoltre, non sempre si dimostrano neutrali o inclusive. Questi fattori contribuiscono a creare un ambiente meno favorevole per le donne che intraprendono questa carriera.

«Parlare di professione al femminile non è un atto di contrapposizione», ha precisato Muratore. Si tratta piuttosto di un esercizio di consapevolezza interna alla categoria professionale.

L'obiettivo non è stabilire differenze gerarchiche tra un approccio maschile e uno femminile all'architettura. Si tratta invece di riconoscere che ogni prospettiva arricchisce il processo progettuale.

La pluralità di sguardi e approcci è una risorsa fondamentale per migliorare la qualità complessiva della professione. Questo principio non si applica solo alle carriere individuali, ma anche alla qualità intrinseca dei progetti che vengono ideati e realizzati.

Il convegno, coordinato dalla giornalista Giovanna Neri, ha preso il via con l'intervento di apertura del presidente dell'Ordine, Rino La Mendola. I lavori si sono poi articolati in due distinte tavole rotonde, ciascuna focalizzata su aspetti specifici del problema.

La prima tavola rotonda ha approfondito il tema «Università, formazione e ricerca». Hanno partecipato figure di spicco del mondo accademico, portando la loro esperienza e le loro riflessioni.

Tra le intervenute, Tiziana Campisi, Renata Prescia e Valeria Scavone, tutte docenti del Dipartimento di Architettura dell'Università di Palermo. La prospettiva studentesca è stata offerta da Martina Dalli Cardillo, rappresentante degli studenti del corso di laurea in Architettura.

Ha contribuito al dibattito anche Luisa Lo Faro, consigliere della Fondazione Architetti nel Mediterraneo. Questa sessione ha esplorato come il percorso formativo e la ricerca possano influenzare e modellare le opportunità future per le donne nel settore.

La seconda tavola rotonda ha invece esaminato lo stato attuale della professione e le prospettive future in termini di pari opportunità. Hanno preso parte rappresentanti di rilievo del sistema ordinistico degli architetti a livello nazionale e regionale.

Tra le partecipanti, Lilia Cannarella del Consiglio Nazionale Architetti, che ha offerto una visione d'insieme delle politiche e delle sfide a livello nazionale. Presente anche Melinda Drago, consigliere dell'Ordine degli Architetti di Agrigento.

Hanno contribuito con la loro esperienza Rosa Galiano, presidente dell'Ordine di Caltanissetta, e Giuseppina Leone, che ricopre il doppio ruolo di presidente della Consulta Regionale degli Ordini della Sicilia e dell'Ordine di Palermo. Infine, Veronica Leone, vicepresidente dell'Ordine di Catania, ha arricchito il confronto.

Melinda Drago ha evidenziato l'importanza di questa giornata di confronto e studio. «Questo evento rappresenta un momento cruciale per discutere le pari opportunità», ha affermato, sottolineando una visione più ampia del concetto.

Le pari opportunità non si limitano alla sola parità di genere, ma includono anche l'inserimento dei giovani architetti nel mondo del lavoro. Riguardano inoltre il supporto agli architetti che possono incontrare difficoltà lungo il loro percorso professionale.

Il dibattito ha esplorato il doppio aspetto, accademico e professionale, che costruisce la figura dell'architetto. Le due realtà si sono confrontate per individuare le migliori strategie utili a migliorare la professione nel suo complesso.

Prima della chiusura dei lavori, affidata a Rino La Mendola e al presidente della Fondazione, Piero Fiaccabrino, si è tenuto un vivace dibattito. Numerosi interventi hanno animato la discussione, arricchendo il confronto.

Hanno partecipato attivamente Giulia Canale e Lucia Pierro del Consiglio dell'Ordine di Palermo. Anche Giuseppe Vita del Consiglio dell'Ordine di Agrigento e l'architetto Andrea Di Pasquali hanno offerto i loro contributi.

Dal confronto è emerso un consenso generale: il percorso verso una piena parità di genere nella professione di architetto è stato tracciato. Tuttavia, la strada da percorrere è ancora lunga e richiede impegno costante e azioni concrete per superare le disuguaglianze persistenti.

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