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Le culle per la vita in Lombardia offrono un rifugio anonimo e sicuro per neonati abbandonati. Questo articolo ne elenca la localizzazione, spiega il loro funzionamento e ripercorre la loro storia.

Dove sono le culle per la vita in Lombardia

In Lombardia esistono dieci culle per la vita. Quattro di queste si trovano nella provincia di Milano. Una struttura è attualmente non operativa. Queste culle rappresentano un'alternativa moderna alla storica ruota degli esposti. Il loro costo medio si aggira intorno ai 10.000 euro per unità.

La loro presenza è aumentata in risposta a casi di abbandono di neonati. L'obiettivo è garantire la sicurezza e l'anonimato della madre. La prima culla per la vita in Italia fu istituita nel 1992. A livello nazionale, se ne contano circa sessanta.

Elenco delle culle per la vita lombarde

Le culle per la vita sono distribuite in diverse città lombarde. Il sito Culleperlavita.it fornisce informazioni, ma declina ogni responsabilità sul loro funzionamento. A Abbiategrasso, la culla si trova presso il Centro Aiuto alla Vita in Via Edmondo De Amicis 1. A Bergamo, la struttura è gestita dal Centro Aiuto alla Vita, Associazione Italiana Donne Medico e Soroptimist, situata in via Broseta, presso la Croce Rossa Italiana.

Nella provincia di Brescia, il Rotary Club Rodengo Abbazia collabora con il Centro di Aiuto alla Vita presso gli Spedali Civili, ingresso dipendenti in Via Pietro Dal Monte. A Crema, il Movimento per la Vita e il Centro di Aiuto alla Vita si trovano presso l'Istituto Suore del Buon Pastore, in Via Carlo Urbino angolo vicolo Colbert. Cremona ospita una culla presso l'Ospedale Maggiore, all'ingresso principale, gestita dal Centro di Aiuto alla Vita.

A Marcallo con Casone, la culla presso la RSA San Marco in Via XXIV Maggio è momentaneamente fuori uso. Melegnano vede la presenza di una culla gestita dall'Associazione Corti-Rossi presso l'Ospedale Vizzolo Predabissi. La clinica Mangiagalli a Milano, in Via Commenda 10, ospita una culla grazie all'Associazione Venti Moderati, Fondazione IRCCS e il Comune.

A San Giuliano Milanese, la culla si trova in Via dei Pioppi nella frazione Pedriano, gestita da AIBI. A Varese, presso l'Ospedale Del Ponte, tra Via Buonarroti e Via Leonardo da Vinci, opera la Fondazione Fr.sca Rava, Ninna ho e Kpmg. Infine, a Vigevano, il Centro di aiuto alla vita Lomellino si trova in Via Madonna degli Angeli 34.

Come funziona la culla per la vita

La culla per la vita è un sistema tecnologico che riprende il concetto della ruota degli esposti. Permette di lasciare un neonato in totale anonimato. Chi desidera affidare il bambino può aprire la culla tramite un pulsante. Dopo aver depositato il piccolo, la struttura si chiude automaticamente in sicurezza.

Queste strutture sono progettate per garantire la massima protezione al neonato. Offrono un ambiente riscaldato e un sistema di chiusura sicuro. Un sistema di controllo 24 ore su 24 è collegato con i servizi di soccorso medico. Ciò assicura un intervento rapido in caso di necessità. La privacy della madre è garantita in ogni fase.

I precedenti casi in Lombardia

In Italia sono stati 16 i bambini salvati grazie alle culle per la vita. Nella sola Lombardia, tre neonati sono stati accolti presso la clinica Mangiagalli di Milano. Nel 2016, una bambina di nome Azzurra è stata trovata ad Abbiategrasso. Più recentemente, nel 2023, la piccola Noemi è stata affidata alla culla per la vita di Bergamo.

Questi episodi sottolineano l'importanza di queste strutture. Permettono a madri in difficoltà di compiere una scelta che salvaguarda la vita dei propri figli. L'emozione degli operatori nel trovare i neonati sani e salvi è spesso palpabile.

Dalla ruota degli esposti alla culla moderna

La prima ruota degli esposti risale al 1188 a Marsiglia, in Francia. Era un semplice cilindro di legno rotante. Chi lasciava un neonato tirava una cordicella collegata a una campanella per segnalare la sua presenza. Questo sistema arrivò in Italia poco dopo, con l'ospedale di Santo Spirito in Sassia a Roma.

Nella seconda metà dell'Ottocento, le ruote degli esposti erano circa 1200 in Italia. Tuttavia, l'opinione pubblica si divise tra favorevoli e contrari. Nel 1923, l'abbandono anonimo di neonati tramite ruota fu ufficialmente vietato. Dopo quasi 70 anni, il dottor Giuseppe Garrone propose una versione moderna e tecnologica: la culla per la vita. Dopo un lungo iter legale e dibattito, le culle sono tornate a essere uno strumento di salvataggio.

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