Due allevamenti abusivi sono stati scoperti in provincia di Cremona. Oltre cento cani e altre specie protette erano detenuti in condizioni inaccettabili. Due persone sono state denunciate per maltrattamento e violazioni ambientali.
Allevamenti illegali scoperti nel Cremonese
Le forze dell'ordine hanno individuato due strutture non autorizzate. Queste operavano illegalmente nella provincia di Cremona. L'operazione ha interessato sia il Cremonese che il Cremasco. Le indagini hanno portato alla luce gravi violazioni normative. Si è trattato di una violazione sia penale che amministrativa.
I controlli sono stati eseguiti dai Carabinieri Forestali. Hanno agito in sinergia con altri reparti specializzati. La collaborazione ha coinvolto anche i veterinari dell'ATS Val Padana. L'indagine è partita diversi mesi fa. Le segnalazioni ricevute hanno dato il via alle verifiche.
Condizioni critiche per oltre 100 cani
All'interno delle due strutture, collegate da una gestione familiare, sono stati trovati numerosi animali. I cani sequestrati erano più di cento. Erano di diverse età e razze. Molti di loro versavano in condizioni di salute pessime. Sono stati prontamente affidati ad associazioni specializzate. Queste si occuperanno del loro recupero.
Oltre ai cani, sono state rinvenute anche 13 tartarughe. Presente anche un gheppio e diversi pappagalli. La detenzione di queste specie era illegale. Alcune di esse rientrano tra quelle protette. La loro custodia violava le normative vigenti.
Denunce per maltrattamento e reati ambientali
I due gestori degli allevamenti sono stati denunciati. Devono rispondere di diversi reati. Tra questi, la detenzione di animali in condizioni incompatibili con la loro natura. Questo ha causato loro gravi sofferenze. È stato contestato anche il furto venatorio. Inoltre, è emersa la detenzione illecita di animali CITES a fini commerciali. Numerose violazioni amministrative sono state accertate.
Un ulteriore capo d'accusa riguarda la gestione illecita di rifiuti speciali. In particolare, si contesta lo smaltimento illegale delle deiezioni animali. Questo aspetto è strettamente legato all'attività dell'allevamento abusivo di cani. L'impatto ambientale delle attività illegali è stato significativo.
Indagine complessa e collaborazione tra enti
L'operazione è stata il risultato di un'indagine complessa. È iniziata ad aprile con le prime segnalazioni. Si è conclusa di recente con le ispezioni sul campo. Il Nucleo Carabinieri Forestale ha coordinato le attività. Hanno lavorato a stretto contatto con il Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale Agroalimentare. Il Reparto Carabinieri Cites di Pavia ha fornito supporto cruciale. I veterinari dell'ATS Val Padana hanno valutato le condizioni degli animali. La loro expertise è stata fondamentale per il sequestro e l'affidamento.
La stretta collaborazione tra le diverse forze dell'ordine e gli enti sanitari ha permesso di portare alla luce questa attività illegale. La tutela degli animali e dell'ambiente rimane una priorità. Le autorità continuano a monitorare il territorio per prevenire simili reati.