Cronaca

Fallimento Pergocrema: la Cassazione dà ragione a Macalli

15 marzo 2026, 16:10 2 min di lettura
Fallimento Pergocrema: la Cassazione dà ragione a Macalli Immagine da Wikimedia Commons Crema
AD: article-top (horizontal)

Sentenza definitiva sulla vicenda Pergocrema

La Corte di Cassazione ha emesso un verdetto definitivo dodici anni dopo i fatti, confermando la correttezza delle procedure legate al fallimento dell'Unione sportiva Pergocrema 1932. La decisione dei giudici romani chiude un lungo iter giudiziario che ha visto coinvolti diversi attori della scena calcistica.

La sentenza assolve in via definitiva Mario Macalli, ex presidente della Lega Pro, insieme alla stessa Lega Pro e alla Federcalcio, dalle accuse di aver contribuito al dissesto economico della società cremonese. Macalli, scomparso quattro anni fa, aveva visto la sua posizione completamente riabilitata dalla massima corte.

Le accuse e la richiesta di risarcimento

La controversia era nata a seguito del fallimento del Pergocrema, dichiarato dal tribunale di Crema nel giugno 2012, pochi giorni dopo la cessione del capitale sociale da parte di Sergio Briganti a Ernesto Rimonti. Briganti e Rimonti avevano intentato una causa, sostenendo che il dissesto avrebbe potuto essere evitato se fossero state erogate tempestivamente le somme dovute al club.

Nello specifico, i ricorrenti lamentavano il blocco di contributi per oltre 250mila euro, principalmente derivanti dai diritti televisivi, da parte della Lega Pro e del suo presidente. Secondo Briganti e Rimonti, tale blocco sarebbe stato attuato per favorire la nascita di una nuova società, chiedendo un risarcimento danni di sei milioni di euro.

La decisione della Cassazione

La Corte di Cassazione ha rigettato le argomentazioni dei ricorrenti, definendo l'assunto che il fallimento potesse essere evitato con l'erogazione tempestiva delle somme come un «mero assunto difensivo, non suffragato da alcuna ulteriore prova». La Corte ha inoltre sottolineato come il pagamento di creditori chirografari a danno di altri creditori privilegiati avrebbe potuto comportare profili di natura penale.

La sentenza definitiva della Cassazione mette quindi un punto fermo sulla vicenda, confermando la regolarità delle procedure seguite e assolvendo i soggetti coinvolti dalle responsabilità imputate. La decisione arriva dopo tre gradi di giudizio, a testimonianza della complessità e della durata del processo.

AD: article-bottom (horizontal)