Cronaca

Fallimento Pergocrema: Cassazione assolve Macalli e Lega Pro

15 marzo 2026, 10:16 2 min di lettura
Fallimento Pergocrema: Cassazione assolve Macalli e Lega Pro Immagine da Wikimedia Commons Crema
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Sentenza definitiva sul fallimento del Pergocrema

La Corte di Cassazione ha emesso una sentenza definitiva, mettendo la parola fine a una vicenda giudiziaria durata dodici anni. La terza sezione civile della Cassazione di Roma ha assolto completamente Mario Macalli, ex presidente della Lega Pro di calcio, insieme alla Lega Pro stessa e alla Federcalcio.

L'accusa nei loro confronti riguardava un presunto contributo al fallimento dell'Unione Sportiva Pergocrema 1932. La decisione della Cassazione conferma quanto già stabilito nei precedenti gradi di giudizio, scagionando i dirigenti e gli organismi sportivi da ogni responsabilità.

Le accuse e la difesa

La causa era stata avviata da Sergio Briganti, ex amministratore unico del Pergocrema, e da Ernesto Rimonti, che aveva acquistato il capitale sociale del club da Briganti poco prima della dichiarazione di fallimento nel 2012. I due sostenevano che il dissesto economico del club avrebbe potuto essere evitato.

Secondo Briganti e Rimonti, il fallimento sarebbe stato causato dal mancato versamento di circa 250mila euro di contributi dovuti al Pergocrema, tra cui quelli derivanti dai diritti televisivi. Affermavano che queste somme sarebbero state bloccate dalla Lega Pro e dal suo presidente per favorire la nascita di una nuova società calcistica. I ricorrenti chiedevano un risarcimento danni di sei milioni di euro.

La decisione della Cassazione

La Cassazione ha rigettato le richieste di Briganti e Rimonti, definendo la loro tesi un «mero assunto difensivo, non suffragato da alcuna ulteriore prova». I giudici hanno sottolineato che l'eventualità di evitare il fallimento con un pagamento tempestivo dei contributi non è stata dimostrata.

Inoltre, la sentenza ha implicitamente considerato i possibili profili penali legati al pagamento di creditori chirografari a danno di creditori privilegiati, un aspetto che avrebbe ulteriormente complicato la situazione. Mario Macalli, figura centrale della vicenda, è deceduto quattro anni fa, prima di poter assistere alla conclusione positiva del processo.

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