La sentenza per la morte della piccola Lea Stevanovic, investita a Creazzo, è stata nuovamente rinviata. I genitori esprimono profonda delusione e rabbia per i continui slittamenti del processo.
Rinvio udienza processo Lea Stevanovic
L'attesa per la giustizia si prolunga. La decisione sul caso di Lea Stevanovic, la bambina di 10 anni tragicamente scomparsa a Creazzo, è stata nuovamente posticipata. La madre, Jovana Stevanovic, ha manifestato apertamente la sua frustrazione. «Oggi mi aspettavo una decisione», ha dichiarato con voce carica di amarezza. «Sono tanto arrabbiata, delusa. Non ne posso più».
I genitori di Lea, Jovana e Zarko Stevanovic, speravano che l'udienza odierna potesse segnare una svolta. L'incidente fatale avvenne il 16 febbraio dell'anno scorso. La piccola Lea fu travolta mentre camminava sul marciapiede da un'auto guidata da Fabio Zattera, 56 anni, residente a Creazzo. L'uomo è imputato per omicidio stradale aggravato dalla guida in stato di ebbrezza.
La speranza dei genitori è che la prossima udienza, fissata per il 25 maggio, sia quella definitiva. Vogliono poter guardare negli occhi chi ha posto fine alla vita della loro primogenita e chiudere questo doloroso capitolo. L'attesa, però, continua a pesare come un macigno.
Richiesta di condanna e colpo di scena
Nell'udienza precedente, il pubblico ministero Gianni Pipeschi aveva richiesto una pena di sei anni di reclusione per Fabio Zattera. La sua requisitoria descriveva una guida pericolosa, con l'imputato che zigzagava lungo la strada e percorreva una rotatoria contromano. Prima di salire sul marciapiede di viale Italia e travolgere la piccola Lea, diretta allo stadio con il padre.
La difesa dell'imputato, rappresentata dagli avvocati Paolo Mele junior ed Ezio Longo, ha presentato una consulenza tecnica non precedentemente ammessa nel processo. Questa mossa ha sorpreso sia la procura che la parte civile. L'avvocato Stefano Peron, legale dei genitori di Lea, ha definito la consulenza «non trascendentale», pur riconoscendo di averla potuta visionare solo per pochi minuti. Ha sottolineato che la sua ammissione avrebbe potuto alterare le dinamiche del processo.
Il giudice, dopo aver valutato la situazione, non ha ammesso la nuova consulenza. Tuttavia, la discussione e le procedure relative hanno dilatato i tempi dell'udienza. Questo ha reso impossibile concludere il dibattimento entro i termini stabiliti.
Le motivazioni del rinvio
La necessità di completare le repliche della difesa e le controrepliche della parte civile ha portato il giudice Chiara Cuzzi a disporre il rinvio dell'udienza. L'avvocato Peron ha spiegato che la decisione è stata presa per garantire il corretto svolgimento del processo. Ha anche aggiunto che i suoi clienti vivono questo slittamento come una forma di dilazione.
Il dolore per la perdita di Lea è immenso. La conclusione del processo potrebbe rappresentare un parziale lenimento per i genitori. Invece, ogni rinvio riapre la ferita, come se «si cosparge del sale» su una piaga ancora aperta. La speranza è che il 25 maggio porti finalmente a una decisione.
L'incidente e le richieste precedenti
Il tragico evento si è verificato a Creazzo, in viale Italia, nel primo pomeriggio del 16 febbraio 2025. Fabio Zattera, risultato positivo all'alcoltest con un tasso ben superiore ai limiti di legge, investì la piccola Lea. Nell'impatto rimase ferito anche un amico della bambina. Lea, purtroppo, non sopravvisse alle gravi lesioni riportate, spirando pochi giorni dopo all'ospedale di Vicenza.
In precedenza, il 13 aprile, era stata avanzata la richiesta di sei anni di reclusione per Fabio Zattera. Dopo il rifiuto del giudice a un patteggiamento, l'imputato aveva optato per il rito abbreviato, che prevede uno sconto di pena di un terzo. La sentenza era inizialmente attesa per il 20 aprile.
I genitori di Lea, assistiti dall'avvocato Stefano Peron, erano presenti in aula. «Nessuna pena sarà mai abbastanza», aveva dichiarato la madre Jovana, «ma possiamo dire che ci sarà almeno una parte di giustizia».
Domande frequenti
Quando è avvenuto l'incidente in cui è morta Lea Stevanovic?
L'incidente è avvenuto il 16 febbraio dell'anno scorso a Creazzo, in viale Italia.
Perché la sentenza è stata rinviata?
La sentenza è stata rinviata perché la difesa dell'imputato ha presentato una consulenza tecnica non precedentemente ammessa, richiedendo tempo per le repliche e controrepliche, impedendo la conclusione dell'udienza nei tempi previsti.
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