La piscina di Creazzo rimane chiusa dopo che il bando per la sua vendita è andato deserto. Il comune ora valuta se ridurre il prezzo o cercare un nuovo partner privato.
Nessun interesse per l'impianto natatorio
Il bando per la vendita della piscina di Creazzo è andato completamente deserto. Non sono pervenute offerte né manifestazioni di interesse per l'impianto natatorio. La struttura, situata in via Leonardo da Vinci, è rimasta quindi chiusa. Per anni ha ospitato gli allenamenti di atleti di rilievo, tra cui il campione Thomas Ceccon.
La decisione di mettere in vendita la piscina era stata presa dal consiglio comunale. L'Agenzia delle Entrate aveva stimato il valore della struttura, comprensiva di piscina interna, esterna e parcheggio, in circa 2 milioni e 958 mila euro. A questa cifra si aggiungevano i 146 mila euro per la nuova centrale termica, installata l'estate precedente. Il totale ammontava quindi a oltre 3 milioni di euro.
Asta pubblica senza successo
La procedura di asta pubblica, come comunicato nell'albo pretorio, non ha registrato alcuna partecipazione. Questo lascia l'amministrazione comunale di Carmela Maresca di fronte a un bivio. La piscina, che ha visto crescere talenti del nuoto, rimane in uno stato di incertezza operativa.
Il primo cittadino ha annunciato incontri con i consiglieri. L'obiettivo è decidere insieme il da farsi. La scelta richiederà un'attenta riflessione e dovrà essere una decisione collettiva della giunta e della maggioranza. Si cercano soluzioni ponderate per il futuro dell'impianto.
Ipotesi per il futuro della piscina
Il vicesindaco e assessore al bilancio, Giuseppe Serraino, ha delineato due possibili direzioni. La prima è quella di abbassare il prezzo base d'asta. La seconda opzione è quella di esplorare nuovamente il partenariato pubblico-privato. Quest'ultima strada richiederebbe un approfondimento delle nuove normative europee in materia.
Il contratto con il precedente gestore, Leosport, è scaduto a fine agosto. La normativa non ha permesso un rinnovo automatico. L'impianto è rimasto chiuso dal primo settembre. Inizialmente si era tentata la strada del partenariato pubblico-privato. Cinque società avevano manifestato interesse, ma nessuna aveva poi presentato un'offerta formale.
Di fronte al fallimento di quella procedura, il comune aveva optato per la vendita. Anche questa soluzione, però, non ha avuto successo. La gara è risultata deserta, rappresentando una seconda delusione per l'amministrazione.
Prossimi passi e bilancio comunale
Il comune ha a disposizione alcune settimane per definire la strategia. La decisione di vendere l'immobile aveva comportato una variazione di bilancio. Tale variazione prevedeva l'impiego dei fondi derivanti dalla vendita in opere pubbliche.
Nella prossima seduta consiliare, prevista a metà maggio, sarà necessaria una nuova variazione di bilancio. Questa dovrà recepire gli aggiustamenti necessari. In quell'occasione, il comune ufficializzerà la sua scelta: riproporre la vendita, cercare un acquirente privato o esplorare percorsi alternativi.