La Procura della Corte dei Conti contesta un danno erariale a Courmayeur per lavori di somma urgenza sulla pista della Brenva. L'accusa riguarda una presunta mancata programmazione degli interventi, costati 150 mila euro.
Indagine su lavori di ripristino a Courmayeur
La Procura della Corte dei Conti della Valle d'Aosta ha avviato un'indagine. Riguarda i lavori eseguiti in somma urgenza dal Comune di Courmayeur. L'intervento era volto alla ricostruzione della pista della Brenva. Questo dopo l'alluvione del 14 novembre 2023. La somma impegnata ammonta a 150 mila euro.
Secondo l'accusa, l'amministrazione comunale avrebbe omesso di pianificare i necessari lavori di consolidamento della pista. Questi interventi sarebbero poi stati effettuati in modalità di somma urgenza a seguito dell'evento alluvionale. Tale procedura avrebbe generato un presunto danno erariale.
Udienza davanti ai giudici contabili
Si è svolta un'udienza presso la Corte dei Conti. La Procura ha chiamato a rispondere del presunto danno erariale diverse figure. Tra queste, il sindaco Roberto Rota. Sono stati citati anche i consiglieri comunali che hanno approvato la delibera. Coinvolti anche tre tecnici comunali: Ferruccio Dauphin, Alessia Di Addario, Alberto Motta, Federico Marco Perrin, Alex Glarey, Massimo Rey, Sauvage Rolla, Alberto Rossero, André Savoye, Ephrem Truchet e Iris Voyat.
Al centro del dibattito vi è una delibera del consiglio comunale di Courmayeur. Questa era stata trasmessa alla Procura della Corte dei Conti nel maggio 2024. La delibera riguardava il riconoscimento di spese fuori bilancio. Tali spese erano relative al ripristino della pista Val Veny.
Le argomentazioni della Procura
Il procuratore regionale Quirino Lorelli ha esposto la sua requisitoria. Ha affermato che i tecnici comunali erano consapevoli della necessità di consolidare la pista. Secondo il procuratore, vi è stata una mancata pianificazione delle opere da parte dell'amministrazione. I lavori sarebbero dovuti essere eseguiti preventivamente. Non in regime di somma urgenza.
«I tecnici comunali erano consapevoli che la pista dovesse essere consolidata», ha dichiarato il procuratore regionale Quirino Lorelli. «Vi è stata una omissiva pianificazione delle opere da parte dell'amministrazione comunale. I lavori andavano fatti prima e non in somma urgenza». Queste le parole riportate nella requisitoria.
Le difese respingono le accuse
Le difese, rappresentate dagli avvocati Lorenzo Sommo e Fabrizio Callà, hanno respinto le accuse. Hanno sottolineato la correttezza dell'operato sia degli amministratori che dei tecnici comunali. Le circostanze eccezionali degli eventi alluvionali sono state evidenziate.
«Vista anche la natura eccezionale degli eventi alluvionali, i lavori non erano programmabili e la somma urgenza è del tutto giustificabile», hanno argomentato i legali. Hanno ribadito la validità delle decisioni prese in un contesto di emergenza.
Attesa per la sentenza
La decisione dei giudici contabili è attesa nelle prossime settimane. La sentenza definirà l'esito di questa vicenda giudiziaria. Riguarda la gestione dei fondi pubblici per interventi di emergenza.