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Oltre ottanta amministratori locali della provincia di Cosenza si sono riuniti a Civita per sostenere il sindaco Alessandro Tocci, condannato in primo grado per la tragedia del Raganello. La manifestazione esprime solidarietà e chiede una revisione delle responsabilità dei sindaci di fronte a eventi imprevedibili.

Solidarietà ai sindaci dopo la condanna

Un nutrito gruppo di oltre ottanta sindaci e amministratori provinciali si è riunito a Civita. L'evento, intitolato 'Colpevole d'innocenza #SiamoTuttiTocci', mirava a mostrare vicinanza al primo cittadino Alessandro Tocci. Egli è stato condannato in primo grado a 4 anni e un mese di reclusione. La condanna riguarda la tragica inondazione avvenuta nelle Gole del Raganello. Tale evento causò il decesso di dieci persone.

Tra i partecipanti figuravano figure di spicco. Era presente il presidente della Provincia di Cosenza, nonché sindaco di Montalto, Biagio Faragalli. Hanno partecipato anche l'assessore regionale all'Agricoltura, Gianluca Gallo. Erano presenti il sindaco di Cosenza, Franz Caruso, e il sindaco di Corigliano Rossano, Flavio Stasi. Non mancava il sindaco di Cassano all'Ionio, Gianpaolo Iacobini.

Richiesta di giustizia e revisione normativa

Molti sindaci hanno espresso il loro disaccordo con la sentenza. Hanno definito la condanna di Alessandro Tocci ingiusta. La necessità di stare vicini a un collega è stata sentita come un obbligo morale. Le motivazioni della sentenza non sono ancora state esaminate. Si è sottolineata la consapevolezza del proprio ruolo e delle responsabilità. Si è affermato con certezza che il sindaco Tocci non ne abbia alcuna.

La tragedia delle Gole del Raganello è stata definita una ferita ancora aperta. Le vittime sono state ricordate con profondo cordoglio. Tuttavia, si è criticata l'individuazione di un capro espiatorio. Non è possibile attribuire responsabilità a un amministratore solo per il fatto che abbia piovuto. Questa è stata indicata come la realtà dei fatti.

Lucio Di Gioia, sindaco di Cerisano e promotore dell'iniziativa, ha parlato in questi termini. Ha aggiunto che l'allerta meteo era gialla. Non c'erano indicazioni specifiche di pericolo che potessero far scattare un obbligo di intervento. Ha definito inaccettabile l'esistenza di norme che impongano una responsabilità quasi oggettiva sui sindaci.

Un sistema legislativo da riformare

L'hashtag '#SiamotuttiTocci' è stato scelto per dimostrare un concetto. Lo ha spiegato Paolo Pappaterra, sindaco di Mormanno e altro promotore. Ciò che è accaduto ad Alessandro Tocci potrebbe succedere a qualsiasi sindaco in Italia. Di fronte a eventi imprevedibili, se il sindaco è sempre il bersaglio, il sistema legislativo presenta delle lacune.

Pappaterra ha proseguito affermando che la manifestazione serve a chiedere al legislatore delle modifiche. Si auspicano iniziative di legge che garantiscano ai sindaci una posizione equilibrata. Non si chiede immunità o impunità. Si desidera semplicemente poter amministrare con regole chiare e certe.

Altrimenti, un sindaco che deve farsi carico di ogni responsabilità crea un forte disagio nel sistema democratico delle autonomie locali. Di fronte a questa situazione, non si può restare indifferenti. Si rispetta sempre la magistratura e le sentenze. Tuttavia, è un diritto e un dovere riflettere su quanto accaduto ad Alessandro e su ciò che potrebbe accadere a ciascuno di loro.