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La Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro ha richiesto il processo per quattro individui sospettati di essere coinvolti nell'omicidio di Giuseppe Gaetani, avvenuto a Cassano all'Ionio nel 2020. Le indagini puntano a uno scontro tra cosche di 'ndrangheta.

Richiesto rinvio a giudizio per omicidio a Cassano

La DDA di Catanzaro ha formalmente richiesto il processo per quattro persone. Sono sospettati di essere mandanti ed esecutori dell'omicidio di Giuseppe Gaetani. Il tragico evento si è verificato a Cassano all'Ionio, in provincia di Cosenza, il 2 dicembre 2020. Gaetani fu colpito da proiettili calibro 9. I colpi provenivano da un'unica arma. L'agguato avvenne mentre era alla guida della sua Bmw. Si trovava davanti al cancello della sua abitazione, pronto a rientrare a casa.

Gli individui per cui è stato chiesto il processo sono Nicola Abruzzese, noto come "Semiasse". Ci sono poi Pasquale Forastefano, soprannominato "L'animale". Completano l'elenco Domenico Massa e Gianluca Maestri. Le accuse si basano su ricostruzioni investigative dettagliate.

Indagini su presunto scontro tra cosche

Il fascicolo è stato curato dal procuratore Salvatore Curcio. Hanno collaborato l'aggiunto Giancarlo Novelli e il sostituto Alessandro Riello. Le indagini suggeriscono un coinvolgimento di spicco di Pasquale Forastefano. Egli era reggente dell'omonima cosca di Cassano. Si ipotizza che abbia ideato e organizzato l'omicidio. Avrebbe condiviso il piano con Nicola Abbruzzese, a capo degli "zingari".

Forastefano avrebbe chiesto ad Abbruzzese di trovare un killer fidato. Inoltre, si sospetta che Forastefano abbia dato il segnale per l'azione. Questo sarebbe avvenuto il giorno stesso dell'omicidio. Il killer identificato sarebbe Gianluca Maestri. Si ritiene fosse a disposizione degli Abbruzzese. Maestri avrebbe sparato alla vittima. L'agguato sarebbe avvenuto da un furgone. A bordo c'erano altre persone, ancora ignote alle indagini.

Un contributo fondamentale alle indagini è giunto da Maestri stesso. Attualmente è un collaboratore di giustizia. È assistito dall'avvocato Michele Gigliotti.

Ruolo di Domenico Massa e movente

Domenico Massa è accusato di aver partecipato attivamente all'omicidio. Gli viene contestato di aver messo a disposizione del clan Forastefano un capannone. Questo luogo sarebbe servito per nascondere le armi. Vi sarebbe stato occultato anche il furgone utilizzato per l'agguato. Dal capannone sarebbe partito il commando per eseguire l'omicidio.

La DDA individua in Giuseppe Gaetani un intermediario. Avrebbe agito tra Leonardo Portoraro, un boss storico, e Pasquale Forastefano. Il suo ruolo sarebbe stato quello di organizzare incontri e facilitare contatti. Le indagini hanno fatto emergere anche un possibile movente personale. Gaetani avrebbe avuto una relazione sentimentale con una donna legata al clan Forastefano. Questo legame si aggiungeva a un vincolo di parentela. Gaetani era cugino della madre di Leonardo Portoraro.

Udienza preliminare fissata per giugno

Il Giudice per le Indagini Preliminari, Mario Santoemma, ha fissato la data per l'udienza preliminare. L'appuntamento è per il 3 giugno. In questa sede si deciderà se rinviare a giudizio i quattro indagati. La richiesta della DDA segna un passo importante verso la definizione del caso. L'omicidio di Giuseppe Gaetani è inquadrato in un contesto di faide criminali nel territorio cosentino.

Le indagini proseguono per identificare eventuali altre persone coinvolte. La complessità del caso richiede un'analisi approfondita dei legami e delle dinamiche tra le cosche. La collaborazione di giustizia di Gianluca Maestri potrebbe fornire ulteriori elementi cruciali.

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