Condividi

La ventesima edizione del prestigioso Premio Cultura Mediterraneo ha celebrato i suoi vincitori al Teatro Alfonso Rendano di Cosenza. L'evento, promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Calabria e di Lucania, ha visto la partecipazione di figure di spicco in vari campi, sottolineando l'importanza del dialogo culturale e della conoscenza.

I riconoscimenti assegnati a Cosenza

Il Teatro Alfonso Rendano di Cosenza ha ospitato la cerimonia di premiazione. Qui sono stati annunciati i nomi dei vincitori della ventesima edizione del Premio per la Cultura mediterranea. L'iniziativa è stata promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Calabria e di Lucania.

Diversi i settori premiati. Per la Società civile, il riconoscimento è andato all'attivista Nicolò Govoni. Nella categoria Scienze dell'Uomo, è stata premiata la biologa molecolare Antonella Fioravanti. La giornalista e divulgatrice scientifica Barbara Gallavotti ha ricevuto il premio per la Cultura dell'Informazione. Il premio per la Traduzione è stato assegnato a Yasmina Mélaouah.

Per la sezione Narrativa, il volume premiato è stato "Gli antropologi" di Ayşegül Savaş. La categoria Narrativa Giovani, valutata da oltre trecento studenti calabresi e lucani, ha visto il successo di "Malanima" di Rosita Manuguerra. Il Premio Speciale della Fondazione Carical è stato conferito a Marco Lavalle, scienziato originario di Tricarico e figura di rilievo presso il NASA Jet Propulsion Laboratory.

La Fondazione Carical celebra vent'anni di cultura

Giovanni Pensabene, presidente della Fondazione Carical, ha evidenziato il significato dell'evento. «Da vent'anni», ha dichiarato, «la cerimonia di premiazione del Premio per la Cultura Mediterranea rappresenta la 'punta di diamante' delle nostre iniziative culturali».

Pensabene ha sottolineato come la manifestazione abbia affrontato temi cruciali. «Di anno in anno abbiamo affrontato le sfide con cui si confronta tutta l'umanità: le migrazioni, la guerra e la pace, i cambiamenti climatici». Quest'anno, in particolare, è stata posta l'attenzione sull'Intelligenza artificiale. La Fondazione ha collaborato con l'Università della Calabria, nota per il suo elevato know-how in questo campo.

Il presidente si è detto «particolarmente soddisfatto» per la riuscita dell'edizione. Ha apprezzato la «partecipazione del numeroso e attento pubblico presente al Teatro Rendano». La presenza di un pubblico partecipe è fondamentale per il successo di tali eventi culturali.

Una testimonianza dalla Striscia di Gaza

Un momento toccante della serata è stato il conferimento del Premio Speciale della Giuria per la Narrativa. Questo riconoscimento è andato a "Il mio cuore libero, la forza di una madre di Gaza" (Garzanti) di Majd al-Assar. La scrittrice e giornalista palestinese ha portato la sua testimonianza diretta dalla Striscia di Gaza.

Al-Assar ha dato voce al dramma vissuto dalla popolazione palestinese. Il suo racconto, presente nel libro, narra la storia di una madre che lotta per proteggere i propri figli. La sua testimonianza sottolinea la ricerca di uno spazio per la vita e la speranza anche nell'orrore della guerra.

Il fondatore del Premio guarda al futuro

Mario Bozzo, fondatore e presidente del Premio, ha ripercorso la storia dell'iniziativa. «Venti anni fa, quando fondai questo nostro Premio», ha commentato, «il successo era una speranza. Oggi possiamo dire che l'obiettivo è stato raggiunto».

Bozzo ha evidenziato le caratteristiche distintive del premio. Tra queste, il coinvolgimento delle scuole e il riferimento alle culture del Mediterraneo. «Ha conquistato uno spazio di credibilità ed è riconosciuto come uno degli eventi culturali più importanti del Paese».

Il merito del successo è attribuito a tutta la squadra. «È di tutta la squadra, a partire dal personale, che vi si dedica per un anno intero con competenza e passione». Bozzo ha concluso affermando che questo impegno dovrà rimanere un punto fermo per il futuro, al riparo da ogni forma di protagonismo individuale.