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L'ex primo cittadino di Carolei, Francesco Iannucci, ha presentato la sua versione dei fatti al giudice. La difesa contesta le accuse di alterazione delle acque, corruzione e turbativa d'asta, chiedendo l'archiviazione.

L'ex sindaco di Carolei si difende dalle accuse

Francesco Iannucci, ex sindaco di Carolei, ha risposto alle contestazioni mosse dalla Procura di Cosenza. Il suo legale, l'avvocato Francesco Calabrò, ha dichiarato che Iannucci ha fornito ogni chiarimento necessario. Sono stati presentati documenti per dimostrare l'assenza di contaminazione nell'acqua immessa dalla sorgente 'Rupi'.

L'interrogatorio preventivo si è svolto davanti al gip Claudia Pingitore presso il Tribunale di Cosenza. La difesa ha sottolineato come l'immissione dell'acqua sia avvenuta in piena emergenza idrica. L'operazione è stata condotta alla luce del sole, con il coinvolgimento del Consiglio comunale. Un finanziamento regionale ha supportato l'intervento.

Dettagli sull'indagine e la versione della difesa

L'indagine, avviata nel 2024 dai Carabinieri del Comando Unità Forestali, contesta a Iannucci reati che vanno dall'alterazione delle acque alla corruzione e turbativa d'asta. La Procura aveva richiesto la misura cautelare in carcere. La difesa ha presentato risultati di esami microbiologici del 2020 e del 2022. Questi esami, non noti agli inquirenti, riguardano la sorgente 'Rupi'.

Durante la gestione commissariale, gli stessi commissari richiesero l'autorizzazione per l'utilizzo della sorgente. La difesa ha evidenziato questo passaggio per rafforzare la propria posizione. L'avvocato Calabrò ha contestato la sussistenza delle esigenze cautelari. Non vi sarebbe alcun pericolo di reiterazione del reato.

Affidamenti diretti e turbativa d'asta

Riguardo ai capi d'imputazione legati ai servizi cimiteriali e allo scuolabus, la difesa ha fornito ulteriori precisazioni. L'avvocato Calabrò ha spiegato che, salvo un'ipotesi, si tratta di affidamenti diretti. Questi tipi di affidamenti prevedono un'ampia discrezionalità da parte della stazione appaltante. Pertanto, non sarebbe configurabile il reato di turbativa d'asta.

La difesa ha anche contestato la sussistenza di pericoli probatori. I termini delle indagini sono scaduti da mesi. Francesco Iannucci non ricopre più la carica di sindaco né ruoli tecnici. La difesa confida nell'assenza di misure coercitive.

Decisione del giudice attesa nei prossimi giorni

Il gip Claudia Pingitore si è riservata la decisione in merito alla richiesta di misura cautelare. La sentenza è attesa nei prossimi giorni. La Procura di Cosenza, guidata da Vincenzo Capomolla, aveva chiesto l'arresto di Iannucci. La difesa ha presentato una serie di elementi per scagionare l'ex primo cittadino.

La difesa ha ribadito la trasparenza delle operazioni relative all'approvvigionamento idrico. La documentazione prodotta mira a dimostrare la buona fede e l'assenza di dolo. L'obiettivo è chiarire la posizione di Francesco Iannucci riguardo a tutte le contestazioni mosse.

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