La Regione Calabria si impegna a sostenere gli olivicoltori locali, chiedendo formalmente lo stato di crisi per il settore. L'obiettivo è affrontare le difficoltà di mercato e rilanciare la produzione di olio di qualità.
Crisi olivicola in Calabria: richieste al ministero
L'assessore all'Agricoltura, Gianluca Gallo, ha annunciato che la Regione Calabria si farà portavoce delle istanze degli olivicoltori. La richiesta formale di dichiarare lo stato di crisi per il settore è stata avanzata dal neo-costituito comitato olivicolo delle cooperative calabresi. L'incontro, intitolato «Olivicoltura calabrese: criticità di mercato, ruolo delle Op e strategie per la prossima campagna», ha visto la partecipazione anche del vicepresidente della giunta regionale, Filippo Mancuso.
La proposta di dichiarare lo stato di crisi è stata condivisa anche con la vicina Puglia. L'assessore Gallo ha ribadito l'impegno della regione nel portare queste richieste a livello ministeriale. L'obiettivo è trovare soluzioni concrete per un comparto fondamentale per l'economia locale.
Documento criticità e proposte per l'olivicoltura
Durante l'evento è stato presentato un documento dettagliato. Questo raccoglie le principali criticità che affliggono il settore olivicolo calabrese. Vengono inoltre proposte soluzioni ritenute indispensabili per garantirne la sopravvivenza e favorirne il rilancio. Il documento evidenzia come il comparto stia attraversando una delle fasi più difficili degli ultimi decenni.
Le cause identificate includono prezzi di mercato insostenibili, aumento dei costi di produzione e una forte pressione competitiva da parte degli oli provenienti dall'estero. La conseguente riduzione della redditività aziendale rischia di compromettere in modo irreversibile un settore strategico per l'economia della Calabria.
Appello per un intervento coordinato
La riunione ha registrato un'elevata partecipazione da parte degli agricoltori. Il comitato olivicolo ha lanciato un appello per un intervento straordinario. Questo deve essere tempestivo e coordinato tra la Regione Calabria, il governo nazionale e le istituzioni europee. L'istanza di dichiarazione dello stato di crisi si inserisce in questo quadro di richieste urgenti.
L'obiettivo è ottenere un sostegno concreto per superare le difficoltà attuali. Si punta a salvaguardare le imprese e a rilanciare la produzione di olio di qualità, valorizzando le specificità del territorio calabrese.
Investimenti e promozione per l'olivicoltura calabrese
L'assessore Gallo ha ricordato gli sforzi già compiuti dalla Calabria. La regione è stata la prima a dotarsi di un piano olivicolo regionale, finanziato con 50 milioni di euro tramite un bando in scadenza. Sono stati stanziati fondi PNRR per aiutare i frantoi a migliorare la qualità delle produzioni. La regione ha inoltre puntato molto sulla promozione dell'olio calabrese.
Nonostante le sfide attuali, legate soprattutto alla riduzione del prezzo dell'olio, la Calabria continuerà a orientare i propri produttori verso l'imbottigliamento e la produzione di alta qualità. La regione è infatti particolarmente vocata per questo tipo di coltura. L'impegno è quello di sostenere i produttori nel valorizzare un prodotto d'eccellenza.
Domande frequenti sull'olivicoltura calabrese
Quali sono le principali criticità del settore olivicolo calabrese?
Le principali criticità includono prezzi di mercato insostenibili, aumento dei costi di produzione, forte pressione competitiva da oli esteri e una conseguente riduzione della redditività aziendale. Queste problematiche rischiano di compromettere un comparto strategico per l'economia della regione.
Quali misure sta adottando la Regione Calabria per sostenere gli olivicoltori?
La Regione Calabria ha implementato un piano olivicolo regionale con un finanziamento di 50 milioni di euro e ha utilizzato fondi PNRR per supportare i frantoi. Inoltre, si sta puntando sulla promozione e sull'orientamento dei produttori verso l'imbottigliamento e la produzione di alta qualità. L'assessore Gallo si sta facendo portavoce della richiesta di dichiarare lo stato di crisi del settore.
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