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La cementificazione e il degrado dei terreni fertili in Calabria comportano una perdita annuale di cibo per circa 15 milioni di euro. Si chiede l'approvazione di una legge per contrastare il consumo di suolo.

Consumo di suolo: un danno economico e ambientale

La progressiva cementificazione e il deterioramento dei terreni coltivabili causano ogni anno la perdita di prodotti alimentari per un valore di 1,2 miliardi di euro a livello nazionale. In Calabria, secondo dati recenti, sono stati persi 231 ettari di suolo fertile in un solo anno. Questa superficie equivale a oltre 2,3 km² di nuove aree artificiali.

L'equivalente di circa 324 campi da calcio viene ogni anno trasformato in cemento o altre coperture non agricole. Questo fenomeno ha ripercussioni dirette sull'agricoltura regionale. Inoltre, influisce negativamente sul drenaggio delle acque piovane. Aumenta anche il rischio di dissesto idrogeologico nel territorio.

La quantità di cibo che non viene più prodotta a causa di questa perdita di suolo in Calabria si stima in circa 15 milioni di euro annualmente. Coldiretti ha sollevato questo allarme in occasione della Giornata mondiale della Terra. La situazione richiede interventi urgenti per preservare le risorse agricole.

L'agricoltura calabrese sotto pressione

Tra il 2000 e il 2020, la superficie agricola in Calabria ha subito una contrazione significativa. Si parla di una diminuzione di circa 17mila ettari. Questo rappresenta un calo del 3% rispetto ai 540mila ettari iniziali. Si osserva una tendenza alla concentrazione delle proprietà terriere.

Le aziende agricole diventano meno numerose ma mediamente più estese. La Calabria si posiziona sotto la media nazionale per questo dato in termini assoluti. Tuttavia, il problema rimane allarmante per una regione intrinsecamente fragile. Ogni metro quadrato sottratto alle aree naturali o coltivate aggrava i problemi di dissesto.

L'impermeabilizzazione del suolo e la conseguente perdita di produttività agricola sono effetti diretti. L'espansione delle aree urbanizzate ostacola l'infiltrazione dell'acqua piovana. Questa acqua, non assorbita dal terreno, defluisce superficialmente. Ciò alimenta fenomeni come alluvioni e frane, aumentando la vulnerabilità del territorio.

Urgenza di una legge per il consumo di suolo

Oltre il 90% dei comuni italiani è esposto a rischi idrogeologici. Smottamenti e allagamenti sono sempre più frequenti. Questo quadro è aggravato da precipitazioni intense e concentrate. Si aggiungono anomalie stagionali ed eventi meteorologici estremi. Il consumo di suolo in Calabria è limitato dalla forte naturalità del territorio. Tuttavia, il fenomeno non si arresta.

L'avanzata delle aree urbanizzate è evidente soprattutto lungo le coste. Si nota anche lungo gli assi infrastrutturali principali. Alcune zone periurbane sono particolarmente colpite da questo trend. È fondamentale proteggere il patrimonio agricolo e i terreni produttivi della regione. Bisogna valorizzare il ruolo sociale, culturale ed economico delle aziende agricole.

Coldiretti sottolinea l'urgenza di fermare il consumo di suolo fertile. L'approvazione di una legge specifica è considerata prioritaria. Tale legge, attualmente ferma in Parlamento, potrebbe fornire all'Italia uno strumento innovativo per la tutela del territorio. È necessario agire anche nelle aree urbane. Il verde urbano copre solo il 3% delle superfici comunali. I parchi con aree gioco occupano percentuali ancora inferiori.

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