Scuola Lodi: sport senza classifiche per Under 13
La Scuola Diocesana di Lodi ha introdotto un innovativo progetto sportivo ispirato al modello norvegese, eliminando le classifiche per gli atleti Under 13. L'obiettivo è promuovere divertimento, inclusione e crescita personale attraverso lo sport, trasformando i gruppi in squadre senza pressioni competitive.
Scuola Diocesana Lodi: Sport Senza Competizione
Nella Scuola Diocesana di Lodi è stato avviato un progetto sportivo rivoluzionario. L'iniziativa, denominata “Enjoying Multisport Lodi”, mira a ridefinire l'approccio educativo allo sport per i più giovani. L'obiettivo primario è offrire un ambiente dove i ragazzi possano divertirsi e imparare senza la pressione delle competizioni agonistiche.
Questo modello educativo si ispira direttamente alle pratiche sportive della Norvegia. La nazione nordica è nota per il suo approccio che privilegia la partecipazione e il benessere dei giovani atleti. La filosofia è quella di lasciare che i bambini e i ragazzi giochino liberamente. Questo permette loro di sviluppare le proprie capacità in modo naturale e senza stress.
Il progetto è iniziato nel 2024 con un piccolo gruppo di partecipanti. Questi “pionieri” si riunivano nella tensostruttura Happy Space. Le attività iniziali includevano semplici scambi di pallavolo, partite di calcio o sfide a ping pong. L'intento era puramente ludico e ricreativo. Non c'era alcuna intenzione di creare un ambiente competitivo.
L'entusiasmo e la partecipazione sono cresciuti esponenzialmente. Attualmente, il progetto coinvolge circa quaranta ragazzi. Le attività si svolgono regolarmente, per quattro giorni alla settimana. Questo dimostra il successo dell'approccio proposto dalla scuola lodigiana. L'inclusione è un pilastro fondamentale di questa iniziativa.
La trasformazione da semplici gruppi a vere e proprie squadre è avvenuta gradualmente. Questo passaggio è stato gestito con cura per mantenere l'essenza del progetto. L'approccio educativo e non competitivo rimane centrale. La pallavolo ha visto un incremento notevole di iscrizioni. Sono state organizzate le prime amichevoli tra i partecipanti.
La decisione di non effettuare selezioni ha aperto le porte a tutti. Questo ha favorito l'inclusione di ragazzi con fragilità o difficoltà. La scuola vuole garantire che ogni giovane possa beneficiare dello sport. Non ci sono barriere all'ingresso o esclusioni basate sulle capacità individuali.
Oggi, più di venti ragazzi praticano la pallavolo. Sei partecipano alle attività di calcio. Circa dieci si dedicano al ping pong. In totale, sono circa quaranta giovani coinvolti. L'età dei partecipanti varia dai sei ai sedici anni. Tutti sono uniti dal desiderio di mettersi in gioco senza timore di essere giudicati.
Un Modello Educativo Ispirato alla Norvegia
L'idea alla base di “Enjoying Multisport Lodi” è nata da un'intuizione precisa. Nel 2024, un gruppo di persone appassionate ha deciso di dare vita a questo progetto. Tra questi figurano don Carlo Groppi, rettore della Scuola Diocesana. Ci sono anche Simona e Grazia, due mamme che hanno creduto nell'iniziativa. Non mancano Laura e Tiziano, allenatori esperti. Infine, Andrea, professore di Scienze Motorie, ha portato la sua competenza.
Come racconta la psicologa ed educatrice Laura Berrone, volontaria nel progetto, l'obiettivo è ambizioso ma chiaro. Si vuole creare uno spazio sicuro per i ragazzi. Qui, attraverso lo sport, possono sperimentare, divertirsi e imparare dai propri errori. La crescita personale è considerata tanto importante quanto lo sviluppo delle abilità sportive.
Laura Berrone sottolinea l'importanza del campo da gioco come luogo di espressione personale. «Un campo da gioco è un luogo dove provare ad essere sé stessi, dove ci si diverte, si cresce, si affrontano fatiche, si condividono emozioni», afferma. Questo spazio diventa un laboratorio di vita.
I partecipanti hanno condiviso testimonianze significative. Frasi come «Ho imparato ad avere sicurezza in me stessa», «Mi ha fatto cambiare», «Mi ha insegnato a non arrendermi, orgoglio, fierezza» evidenziano l'impatto positivo del progetto. Queste parole confermano il valore educativo dell'iniziativa.
Il prossimo passo evolutivo è la trasformazione dei quattro gruppi esistenti in squadre vere e proprie. Ci sono due gruppi di pallavolo, uno di calcio e uno di ping pong. L'obiettivo non è l'iscrizione immediata a campionati ufficiali. Si vuole piuttosto offrire l'esperienza della partita come momento di crescita. La partita diventa un'opportunità per imparare, non una prova da superare a tutti i costi.
Il legame tra Lodi e Oslo, capitale della Norvegia, si basa su una visione condivisa dello sport giovanile. La filosofia sportiva norvegese, emersa con forza durante le recenti Olimpiadi invernali, si fonda su un principio semplice: «se vuoi creare dei campioni, lasciali giocare». Questo approccio mira a coltivare il talento in modo naturale.
Il sistema sportivo norvegese si articola su otto pilastri fondamentali. Questi includono la sicurezza, l'amicizia e il benessere dei giovani atleti. Vi è poi la padronanza di varie competenze sportive e il diritto di influenza, che garantisce l'ascolto dei ragazzi. La libertà di scelta sullo sport da praticare è essenziale. Le competizioni sono pensate per tutti, senza selezioni preventive. L'attività deve essere adeguata all'età dei partecipanti. Infine, il diritto di giocare è garantito indipendentemente dalle risorse economiche.
Questo modello rifiuta la specializzazione precoce degli atleti. Le classifiche non vengono pubblicate fino ai 13 anni. Lo sport è considerato un diritto fondamentale, non un privilegio riservato a pochi. È un sistema che forma campioni proprio perché non li cerca attivamente, ma permette loro di svilupparsi liberamente.
“Enjoying Multisport Lodi” abbraccia pienamente questo spirito. L'ambizione è alta, ma l'orgoglio nel perseguire questi ideali è palpabile. Ecco spiegato il ponte ideale tra Lodi e Oslo. Ciò che avviene nella tensostruttura Happy Space della Scuola Diocesana di Lodi non è così distante dalle pratiche dei centri sportivi norvegesi.
Il Team di Volontari Dietro il Progetto
Il successo di “Enjoying Multisport Lodi” è reso possibile da un team di volontari appassionati e competenti. La loro dedizione garantisce il funzionamento quotidiano del progetto e ne preserva i valori fondanti. Ogni membro porta un contributo unico, frutto della propria esperienza e passione per lo sport.
Tra i volontari spicca Felice Polenghi di Lodi. Ex giocatore di ping pong di buon livello, avendo militato in Serie B, porta la sua esperienza nel settore. Mattia Santorsola, originario di Corte Palasio, è un educatore con una lunga carriera da giocatore e allenatore di calcio. La sua conoscenza del gioco di squadra è preziosa.
Teresa Pavesi, studentessa universitaria a Lodi ed ex giocatrice di pallavolo, svolge il ruolo di aiuto allenatrice nel settore volley. La sua energia giovanile è un valore aggiunto. Silvia Carubelli, anch'essa di Lodi, studentessa del liceo Maffeo Vegio ed ex pallavolista, collabora attivamente.
Simona Mori, residente a Lodi, occupa una posizione dirigenziale nell'area sviluppo di una società di progetti e servizi. È una figura poliedrica, essenziale per la gestione organizzativa del progetto. Laura Ripamonti, amministratrice di condominio a Lodi, è un'allenatrice di pallavolo esperta. È affiancata dal marito Tiziano Boffi, residente a Lodi e in pensione, che supporta le attività.
Don Carlo Groppi, rettore della Scuola Diocesana, è il promotore spirituale e organizzativo dell'iniziativa. La sua visione guida il progetto. Andrea Pietta, professore di Scienze Motorie presso la Diocesana, è un punto di riferimento tecnico. Gestisce anche una propria associazione sportiva a Casalpusterlengo, l'Asd Gli Aquiloni, che garantisce la copertura assicurativa per i ragazzi.
Infine, Laura Berrone, psicologa di Lodi, offre il suo supporto professionale per il benessere psicologico dei giovani atleti. Grazia Giandini, una mamma, è stata fondamentale nella fase di avvio del progetto, contribuendo attivamente alla sua creazione. Questo team eterogeneo lavora in sinergia per offrire ai giovani un'esperienza sportiva formativa e gioiosa, lontana dalle pressioni del mondo agonistico.
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