Condividi
AD: article-top (horizontal)

La giustizia italiana valuta una nuova inchiesta sull'omicidio di Pietro Sanua, avvenuto nel 1995. Il figlio Lorenzo, parte civile, esprime fiducia nel processo in corso.

Omicidio Sanua, una battaglia per la verità

Lorenzo Sanua aveva solo 20 anni nel 1995. Quel 4 febbraio, una mattina gelida, si trovava con suo padre, Pietro, su un furgone. Erano diretti al mercato di Corsico. L'agguato fu improvviso e fatale.

La sua lunga ricerca di giustizia ha raggiunto una nuova fase. Si è svolta al Palazzo di giustizia di Milano. Lorenzo era accompagnato da volontari. Provenivano da Libera e altre associazioni antimafia.

Sanua è un referente locale per Libera. La sua presenza sottolinea l'importanza della lotta contro la criminalità organizzata. L'udienza era davanti alla gip Patrizia Nobile. Si valutava l'opposizione a un'archiviazione.

Nuova inchiesta sull'omicidio di Pietro Sanua

La richiesta di archiviazione era stata avanzata dalla Dda. Riguardava una nuova indagine sull'omicidio di Pietro Sanua. Quest'ultimo era un commerciante e sindacalista.

L'omicidio avvenne 31 anni fa. Pietro Sanua fu ucciso con un colpo di fucile. Le indagini attuali vedono coinvolti due uomini. Si tratta dell'ottantaseienne Antonio Mancuso. Appartiene all'omonima cosca di Limbadi. L'altro indagato è il cinquantanovenne Vincenzo Ferraro.

L'udienza è stata rinviata. La causa sono stati motivi tecnici. La nuova data fissata è il 17 giugno. Sarà la giudice a decidere il futuro del caso.

Potrebbe disporre nuove indagini. Potrebbe ordinare l'imputazione coatta. Oppure confermare l'archiviazione.

Le richieste dei familiari e degli avvocati

I familiari di Pietro Sanua sono assistiti da legali esperti. Tra questi figurano Nicola Brigida, Fabio Repici e Guido Salvini. Chiedono un impegno maggiore.

Desiderano che vengano scandagliate tutte le piste possibili. L'obiettivo è fare piena luce su questo delitto. Pietro Sanua aveva avuto il coraggio di opporsi a Gaetano Suraci. Quest'ultimo è morto nel 2005.

Un collaboratore di giustizia lo descrisse come un «'ndranghetista sfegatato». Suraci mirava a controllare l'assegnazione dei posti al mercato. Un'attività che generava profitti illeciti.

Una traccia ematica come possibile prova

Gli avvocati hanno sollevato un punto cruciale. Chiedono di analizzare una traccia ematica. Questa fu rinvenuta sull'asfalto quella mattina. La sua posizione era «del tutto incompatibile» con la vittima.

La difesa ritiene che questa traccia possa appartenere a un'altra persona. Potrebbe essere dell'indagato Vincenzo Ferraro. O di qualcuno a lui vicino. Le tecniche di analisi odierne potrebbero fornire risposte decisive.

Lorenzo Sanua, pur provato da 31 anni di attesa, ripone fiducia nella giustizia. La sua battaglia continua, sostenuta da associazioni che lottano contro la criminalità.

AD: article-bottom (horizontal)

Questa notizia riguarda anche: