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Autotrasportatori e agricoltori protestano in diverse aree del Cosentino, causando rallentamenti sulla Statale 534. Le manifestazioni mirano a sensibilizzare sulle criticità del settore dei trasporti e agricolo, con il rischio di chiusura per migliaia di aziende.

Protesta autotrasportatori blocca la Statale 534

Una sessantina di mezzi pesanti ha presidiato la Statale 534. La circolazione è stata rallentata significativamente. In alcuni tratti si è proceduto a senso unico alternato. La protesta è iniziata nella zona del Pollino e della Sibaritide. L'obiettivo è attirare l'attenzione sulla crisi del settore trasporti. La mobilitazione proseguirà fino a martedì 20 ottobre, con orario di termine fissato alle 23:59.

La protesta non riguarda unicamente l'aumento del costo del carburante. Gli autotrasportatori denunciano anche problemi legati alle tariffe. La committenza esercita una forte pressione sulle aziende. Si chiede un intervento normativo a livello nazionale. Senza provvedimenti adeguati, si paventa la chiusura di circa 12.000 realtà imprenditoriali. La situazione attuale sta mettendo a dura prova la sopravvivenza di molte imprese.

Un portavoce della protesta ha dichiarato: «Siamo alla mercé della committenza». Ha inoltre aggiunto: «Chiediamo rispetto per il nostro settore». L'appello è rivolto sia ai committenti che alle istituzioni. È necessario un quadro di regole chiare. La mancanza di tali norme mette a rischio la stabilità economica di molte aziende. La chiusura di 12.000 attività avrebbe un impatto devastante sul territorio.

Agricoltori in presidio tra Castrovillari e Cassano

Parallelamente, anche gli agricoltori hanno proseguito le loro manifestazioni. I presidi sono attivi in diverse località. Tra queste, contrada "Bianchino" a Castrovillari. Altre aree di protesta includono la "rotonda" di San Marco. Si segnalano presidi anche al bivio di Spezzano e nella "Piana" di Cerchiara. La mobilitazione degli agricoltori si è svolta anche nei pressi dello svincolo autostradale Firmo-Sibari. La Statale 106 è stata interessata da presidi vicino al Sybaris Motel, nel comune di Cassano allo Ionio.

La mobilitazione degli agricoltori ha visto la partecipazione di figure istituzionali. Il vescovo della diocesi di Cassano, monsignor Francesco Savino, ha visitato i manifestanti. Monsignor Savino ricopre anche la carica di vice presidente della CEI. La sua presenza ha voluto portare un segno di vicinanza. Anche alcuni sindaci hanno espresso solidarietà. Tra questi, il primo cittadino di Corigliano-Rossano, Flavio Stasi. Presenti anche i sindaci di Cerchiara e Frascineto, Giuseppe Ramundo e Angelo Catapano. Ha portato il suo sostegno anche il consigliere regionale Ferdinando Laghi.

La situazione di protesta evidenzia la profonda crisi che sta attraversando il settore primario. Le problematiche sollevate dagli agricoltori sono molteplici. Si va dai costi di produzione alla remunerazione dei prodotti. La mancanza di risposte concrete sta spingendo gli operatori a forme di protesta sempre più decise. La solidarietà espressa dalle istituzioni locali testimonia la gravità della situazione.

Le richieste degli autotrasportatori e il rischio chiusure

La protesta degli autotrasportatori è focalizzata su diversi punti critici. Il caro gasolio rappresenta una spesa insostenibile per molte aziende. Questo aumento dei costi sta portando molte realtà sull'orlo del fallimento. La situazione è aggravata dalla pressione esercitata dalla committenza. Le tariffe applicate spesso non coprono i costi operativi. Si chiede un intervento normativo che stabilisca regole più eque. L'obiettivo è garantire la sostenibilità del settore.

La minaccia di chiusura per 12.000 aziende è un dato allarmante. Questo scenario avrebbe conseguenze socio-economiche significative per l'intera regione. La protesta mira a sensibilizzare l'opinione pubblica e le istituzioni. È necessario un cambio di passo per evitare il collasso del settore. La richiesta è chiara: un quadro normativo nazionale che tuteli gli autotrasportatori. La loro attività è fondamentale per l'economia del paese.

La protesta continuerà fino alla fine della giornata di martedì 20 ottobre. L'auspicio è che le manifestazioni portino a un tavolo di confronto. Solo attraverso il dialogo sarà possibile trovare soluzioni concrete. La sopravvivenza di migliaia di posti di lavoro è in gioco. Le istituzioni sono chiamate a intervenire con urgenza.

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