Cultura

Jeff Buckley rivive al cinema: arriva "It’s Never Over"

15 marzo 2026, 18:51 3 min di lettura
Jeff Buckley rivive al cinema: arriva "It’s Never Over" Immagine da Wikimedia Commons Como
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Documentario su Jeff Buckley al Cinelandia

A 60 anni dalla sua nascita, la figura iconica di Jeff Buckley torna protagonista sul grande schermo con il documentario It’s Never Over: Jeff Buckley. L’opera cinematografica, già apprezzata al Sundance Festival e alla Festa del Cinema di Roma, sarà proiettata in esclusiva al Cinelandia Camerlata per tre giorni: il 16, 17 e 18 marzo.

Diretto dalla candidata all’Oscar Amy Berg e co-prodotto da Brad Pitt, il film offre un ritratto intimo e sincero di uno dei più grandi cantautori della storia della musica. La pellicola esplora la vita e la carriera di Buckley, scomparso prematuramente nel 1997.

Vita e carriera di un'icona musicale

Nato il 17 novembre 1966 in California, Jeff Buckley ha lasciato un segno indelebile nella musica con il suo unico album in studio, Grace, pubblicato nel 1994. Nonostante la sua breve esistenza, conclusasi tragicamente il 29 maggio 1997 a Memphis, la sua influenza artistica è immensa.

Il documentario di Amy Berg ripercorre l’itinerario musicale e personale di Buckley, immergendosi nel vibrante contesto culturale della New York degli anni Ottanta e Novanta. Attraverso materiali d’archivio inediti e testimonianze di familiari, ex compagne e musicisti, il film getta luce sulla figura enigmatica di questo artista.

Materiali inediti e testimonianze esclusive

It’s Never Over si avvale di un patrimonio personale di Buckley, inclusi messaggi vocali e filmati che offrono uno sguardo profondo sulla sua sensibilità artistica. La regista Amy Berg ha dichiarato di aver pensato a questo film fin dal 2006, lavorando a stretto contatto con la madre di Jeff, Mary Guibert, per raccogliere e selezionare i materiali più significativi.

Le testimonianze di figure chiave come le ex compagne Rebecca Moore e Joan Wasser, i compagni di band Michael Tighe e Parker Kindred, e artisti come Ben Harper e Aimee Mann, contribuiscono a delineare un ritratto completo e commovente di Buckley.

L'eredità di Grace e i progetti futuri

L’album Grace, uscito nel 1994, conteneva brani iconici come Hallelujah (cover di Leonard Cohen) e Last Goodbye. Il disco fu seguito da un tour estenuante che durò oltre due anni, durante il quale molte performance vennero registrate e pubblicate postume. Grace valse a Buckley il prestigioso Grand Prix International du Disque dall’Académie Charles Cros nel 1995.

Prima della sua scomparsa, Buckley stava lavorando al materiale per il suo secondo album, con sessioni di registrazione a New York e Memphis. Le registrazioni e i demo di quel periodo furono poi pubblicati postumi nel 1998 con il titolo Sketches for My Sweetheart the Drunk. A quasi trent’anni dalla sua morte, l’eredità di Jeff Buckley continua a ispirare generazioni di musicisti e appassionati in tutto il mondo.

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