Il libro analizza la figura di Enrico Mattei, descrivendolo come un partigiano fedele, un abile uomo d'affari e un instancabile creatore di lavoro. La sua eredità è ancora oggi oggetto di dibattito.
Mattei: un partigiano controcorrente
La scena si apre nella stazione di Como, un mattino di marzo 1945. Un uomo di circa quarant'anni, identificato come Enrico Mattei, sale su un treno per Milano. Un cane lupo ringhia minacciosamente, ma il suo accompagnatore fatica a contenerlo. Mattei, che si fa chiamare Monti, è un partigiano che ha appena evitato un pericolo.
Dopo la guerra, tra il 1948 e il 1950, mentre molte figure della Resistenza venivano emarginate, Mattei emergeva come un punto di riferimento. La sua presenza quotidiana sui giornali, con notizie di arresti e processi, contrastava con la narrazione dominante della destra economica.
Questa corrente celebrava la restaurazione fascista e il ritorno a un'Italia patriarcale. Tuttavia, Mattei resisteva, portando avanti la sua visione di un'Italia dinamica e moderna. Le sue idee partigiane lo rendevano un ostacolo per chi voleva dimenticare il passato.
L'uomo d'affari visionario
A Mattei fu spesso rimproverato di aver confuso un'azienda statale con lo Stato stesso. Gli si accusava di proiettare i propri rancori e il proprio orgoglio ferito su tutta la nazione. La sua abilità negli affari era innegabile, ma definirlo solo un "temibile soldato di ventura", come fece il New York Times, era riduttivo.
Mattei era un "soldato del popolo", animato da ideali di un mondo più giusto. Le sue scelte politiche, spesso allineate agli interessi economici dell'azienda da lui guidata, erano considerate giuste perché "nel senso della storia".
Durante un discorso a Udine, Mattei affrontò temi come l'OAS, il neofascismo e i movimenti di liberazione. La sua indignazione e commozione rivelavano un antifascismo profondo, un tratto distintivo di un uomo libero.
Una figura controversa ma ammirata
Enrico Mattei è stato un partigiano integerrimo, anche nel disinteresse economico. Uscì dalla guerra con le mani pulite, nonostante il suo ruolo nella gestione delle risorse. La sua integrità rimase intatta anche quando divenne "il sovrano assoluto di un impero industriale", come lo definì il Financial Times.
Era un uomo "pulito" e timido, capace di chiedere ai collaboratori un impegno totale per un progetto ambizioso. La sua fede incrollabile in certe idee lo rendeva insopportabile ai conservatori. La sua figura era un misto di "violento e puro, fazioso e onesto", capace di suscitare ammirazione sconfinata e odio implacabile.
La sua specie di "caratteracci" sarebbe auspicabile in un Paese ancora troppo servile. Nonostante le critiche e i tentativi di etichettarlo come "fanatico", Mattei rimase un personaggio popolare.
L'eredità di un uomo che creava lavoro
Mattei non possedeva la ponderatezza di un legislatore o la sottigliezza di un intellettuale. Era però un uomo di coraggio, con una spiccata propensione a "creare lavoro". In questo compito riversava un'energia straordinaria, talvolta accompagnata da una "collera generosa".
La sua leggenda, costruita dai giornali di tutto il mondo, non derivava solo dalla sua "elaborata macchina di relazioni umane". Proveniva dal fatto che era un "grosso personaggio", capace di farsi capire dalla gente comune, da coloro che "hanno fame di lavoro e sete di giustizia".
Il suo linguaggio diretto, come quello usato nei negoziati con la Tunisia, era più comprensibile del fumoso liberismo dei suoi avversari. Mattei operò per sedici anni, compiendo gesti che sfuggivano alla valutazione comune.
La sua leggenda fu alimentata da episodi come la difesa dei pozzi petroliferi, la costruzione di metanodotti e la messa in salvo degli impianti del Sinai durante la guerra di Suez. Anche se i suoi nemici attribuivano questi miti agli uffici stampa, il mito di "uno che aveva il debole di creare lavoro" rimaneva potente.
Domande frequenti su Enrico Mattei
Chi era Enrico Mattei?
Enrico Mattei è stato un partigiano, un imprenditore e un politico italiano. È stato il fondatore e presidente dell'Eni (Ente Nazionale Idrocarburi), trasformando l'Italia in un attore chiave nel settore energetico globale.
Qual è stata l'eredità di Enrico Mattei?
L'eredità di Mattei è complessa. È ricordato per aver creato un impero industriale, per aver promosso lo sviluppo economico italiano e per il suo impegno nella creazione di posti di lavoro. Tuttavia, il suo stile di gestione e le sue decisioni politiche hanno anche generato controversie e opposizioni.
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