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Tre fratelli sono stati arrestati a Como per traffico di cocaina. L'indagine ha rivelato un'organizzazione che utilizzava auto usate per lo spaccio, anche vicino alle scuole.

Operazione antidroga nel comasco

Le forze dell'ordine hanno interrotto un'attività di spaccio di cocaina. L'operazione ha coinvolto la Guardia di Finanza del gruppo di Ponte Chiasso. L'indagine ha portato alla luce un traffico gestito da tre fratelli di origine marocchina. Questi individui erano responsabili dello stoccaggio e del confezionamento della droga. Si occupavano anche della vendita al dettaglio dello stupefacente.

Le accuse ipotizzano che le consegne avvenissero anche nei pressi di istituti scolastici. La Procura ha richiesto le misure cautelari. Dopo gli interrogatori, il Giudice per le Indagini Preliminari ha emesso i provvedimenti. Due fratelli sono stati condotti in carcere. Il terzo è stato posto agli arresti domiciliari.

Modus operandi sofisticato

La presunta banda aveva sviluppato un metodo operativo complesso. Un elemento chiave era l'utilizzo di una ditta individuale. Questa attività era formalmente dedicata al commercio di auto usate. La ditta era intestata a uno dei fratelli coinvolti. Le indagini suggeriscono che i veicoli venissero impiegati per le attività di spaccio. La cocaina veniva occultata all'interno delle automobili.

Per eludere i controlli, venivano utilizzate targhe prova. Questo rendeva più difficile il monitoraggio da parte dei sistemi di videosorveglianza stradale. Un altro ostacolo per gli investigatori era l'uso sistematico dei dati dei clienti. Il titolare della concessionaria utilizzava i documenti di identità dei compratori. Lo scopo era attivare schede telefoniche dedicate esclusivamente alle trattative illecite.

Quantità e guadagni accertati

Nel corso di cinque mesi, la Guardia di Finanza ha documentato la vendita di oltre 3.000 dosi di cocaina. Il giro d'affari stimato per questo periodo ammonta a circa 120.000 euro. Questi dati emergono dagli accertamenti condotti dalle forze dell'ordine. L'indagine è iniziata nel 2025 e si è protratta per diversi mesi.

Le attività investigative hanno incluso diverse tecniche. Sono state effettuate riprese video e tracciamenti GPS. Sono stati disposti servizi di osservazione e pedinamenti. Il supporto tecnico è stato fornito dal Servizio centrale investigazione sulla criminalità organizzata della Guardia di Finanza. Questo ha permesso di raccogliere prove concrete.

Reati contestati e aggravanti

I reati contestati ai tre fratelli includono la detenzione, il trasporto e la cessione di sostanze stupefacenti. Viene contestata anche l'aggravante di aver operato in prossimità di istituti scolastici. Questa circostanza sottolinea la gravità delle azioni imputate. La presenza di droga vicino alle scuole rappresenta un serio pericolo per i giovani.

L'operazione mira a contrastare il fenomeno dello spaccio di stupefacenti nel territorio. La Guardia di Finanza continua a monitorare le attività illecite. L'obiettivo è garantire la sicurezza dei cittadini e prevenire la diffusione di sostanze pericolose.