Condividi
AD: article-top (horizontal)

Studenti e istituzioni si sono riuniti al Teatro Sociale di Como per la Settimana della Legalità. L'evento ha visto la partecipazione di ministri, magistrati e forze dell'ordine per promuovere la cultura della legalità tra i giovani.

Incontro sulla legalità al Teatro Sociale di Como

Il Teatro Sociale di Como ha ospitato un importante evento. Si è trattato del convegno «Il coraggio delle scelte: combattiamo la criminalità». L'incontro ha segnato la conclusione della seconda edizione della Settimana della Legalità. L'iniziativa è stata promossa dal Comune di Como e dal Sindacato Autonomo di Polizia (SAP). L'obiettivo principale era sensibilizzare i giovani. Si è voluto sottolineare il valore della cultura della legalità e della giustizia. Hanno partecipato magistrati, rappresentanti delle forze dell'ordine, prefetti e altre figure istituzionali.

L'evento si basa su una convinzione fondamentale. La coesione sociale e un'informazione corretta sono essenziali. Sono presupposti indispensabili per il progresso della società. La mattinata è iniziata con un videomessaggio. Proveniva dal presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana. L'Inno nazionale è stato eseguito dai ragazzi della scuola secondaria di primo grado Parini. Questo ha creato un momento di unità nazionale.

Interventi di alto profilo e partecipazione studentesca

Tra i presenti, il vicepresidente del Consiglio dei ministri. Era presente anche il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini. Il suo intervento ha suscitato alcune contestazioni dai palchi. Salvini ha evidenziato il ruolo cruciale delle forze dell'ordine. Ha parlato della presenza della criminalità organizzata anche sul territorio comasco. «Le forze dell’ordine rischiano la vita per salvare le nostre vite», ha affermato. Ha chiesto rispetto per chi indossa una divisa. Ha poi aggiunto: «La mafia è anche a Como, la mafia è in Lombardia, è una bestia che è ovunque».

Il ministro ha fornito dati concreti. In Lombardia sono stati confiscati oltre 3.000 beni alle mafie. Più di 100 di questi si trovano solo in provincia di Como. Molti di questi beni sono stati restituiti alla comunità. Il recupero è avvenuto anche grazie al lavoro delle scuole e degli studenti. Salvini ha elogiato il lavoro del sottosegretario Nicola Molteni. Ha ribadito che la legalità non ha colore politico. «Non è di destra o di sinistra, ma rispetto delle regole», ha concluso.

Il prefetto e don Ciotti ispirano i giovani

Il prefetto di Como, Corrado Conforto Galli, si è rivolto direttamente agli studenti. Ha sfatato il mito che «lo fanno tutti» o che «le cose non cambiano». Ha sottolineato l'importanza delle piccole azioni quotidiane. Le piccole scorrettezze, ha spiegato, hanno un peso. Sono le abitudini a formare il carattere delle persone. Un Paese può cambiare grazie a milioni di decisioni prese ogni giorno da persone comuni. La legalità, secondo il prefetto, non è una lezione da imparare. È un'abitudine da costruire con responsabilità.

Un grande successo di pubblico ha riscosso l'intervento di don Luigi Ciotti. Il fondatore di Libera ha invitato i ragazzi a non arrendersi. «Le cose possono cambiare», ha dichiarato. Ha però aggiunto che bisogna scegliere la via giusta. A volte, questa via è la più difficile. È quella suggerita dalla coscienza. Dobbiamo guardarci dentro e assumerci la nostra responsabilità. I cambiamenti desiderati richiedono il contributo di ognuno. Don Ciotti ha anche enfatizzato la conoscenza. La conoscenza rende più consapevoli. La consapevolezza, a sua volta, ci chiede di scegliere da che parte stare.

La chiusura dei lavori e le istituzioni presenti

L'introduzione dei lavori è stata curata da Igor Erba. È il segretario provinciale del SAP di Como. La moderazione è stata affidata ad Andrea Bambace, direttore di Espansione TV. Tra i relatori, oltre a don Ciotti, è intervenuto l'avvocato Umberto Ambrosoli. Ha letto una toccante lettera del padre, Giorgio Ambrosoli. Il padre fu assassinato nel 1979 da un sicario di Michele Sindona. Tra gli ospiti era presente anche Stefano Paoloni, segretario generale del SAP.

Intorno alle 12, è giunto il Ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi. Si è rivolto ai giovani presenti. Ha parlato della lotta alla criminalità. Ha illustrato i futuri piani del Ministero per contrastarla efficacemente. La sala era gremita di autorità. Erano presenti il sindaco di Como, Alessandro Rapinese. C'era il sottosegretario all'Interno, Nicola Molteni. Presente anche il presidente della Provincia di Como, Fiorenzo Bongiasca. E ancora, il prefetto Corrado Conforto Galli e il questore Filippo Ferri. Non mancava l'assessore regionale Alessandro Fermi. Presente anche la vicepresidente del Senato, Licia Ronzulli. C'era il vescovo di Como, cardinale Oscar Cantoni. Molti sindaci del territorio e numerosi studenti delle scuole superiori hanno completato la platea.

AD: article-bottom (horizontal)