La Provincia di Como ha espresso parere negativo sul progetto di un maxi ponte ciclopedonale sull'Adda, un'opera che avrebbe attraversato il Pian di Spagna. Le associazioni ambientaliste plaudono alla decisione, pur sottolineando che la parola finale spetta alla Regione Lombardia.
Ponte ciclopedonale: parere negativo della Provincia
La Provincia di Como ha emesso un verdetto sfavorevole riguardo al controverso progetto di un maxi ponte ciclopedonale. L'infrastruttura era prevista per attraversare il fiume Adda, in prossimità della sua foce. Questa decisione rappresenta un momento di respiro per gli oppositori dell'opera. Le associazioni ambientaliste hanno accolto con soddisfazione la notizia. Il loro timore era che il ponte potesse costituire un ulteriore danno per il Pian di Spagna. Quest'ultimo è un'area di notevole pregio naturalistico.
La Commissione per l’Ambiente Naturale della Provincia di Como ha espresso il suo parere negativo. La bocciatura riguarda il progetto di Variante per la mobilità dolce. Questo piano di gestione della Riserva includeva l'ambizioso ponte. L'opera era destinata a ciclisti e pedoni. Già nel novembre del 2019, la Regione Lombardia aveva manifestato delle perplessità. La Direzione Generale Agricoltura, Alimentazione e Sistemi Verdi aveva richiesto un approfondimento. L'obiettivo era minimizzare gli impatti sull'ecosistema. Si voleva tutelare la biodiversità dell'area protetta.
Ecologisti esultano, ma la Regione decide
Il parere negativo della Provincia di Como è un punto a favore degli ambientalisti. Tuttavia, la battaglia non è ancora conclusa. «Questo non vuol dire che il megaponte sull’Adda sia definitivamente andato a fondo», ha dichiarato William Vaninetti. Egli è il responsabile del WWF Valtellina e Valchiavenna. «L’ultima parola spetta alla Regione», ha aggiunto. Nonostante ciò, Vaninetti spera in un cambio di rotta. «Forse sarà la volta buona perché si cominci ad esaminare con attenzione», ha auspicato. L'esame dovrebbe riguardare il Pian di Spagna. Si auspica un approccio basato su dati certi e rispetto per la zona. La zona è di primaria importanza naturalistica.
Le associazioni ambientaliste, tra cui Legambiente, WWF, Orma e Cros, riunite sotto il nome di «Occhi sul Pian di Spagna», avevano già avanzato una proposta alternativa. Questa alternativa prevede la realizzazione di una passerella. La passerella sarebbe da affiancare all'attuale ponte sull’Adda. Esiste già un passaggio pedonale su quest'ultimo. Questa ipotesi è sempre stata sostenuta anche dalla Provincia di Sondrio e dalla Soprintendenza. Un modello simile è già stato realizzato poco distante, al Ponte del Passo. L'idea è di creare un collegamento per la mobilità dolce senza impattare l'ambiente.
Iter complesso e sospetti sull'intento
Il percorso che ha portato alla bocciatura del maxi ponte è stato complesso. «È stata necessaria diffida formale da parte di Legambiente e WWF», ha confermato Vaninetti. Questo intervento è stato necessario per spingere l'Ente gestore della Riserva ad agire. L'ente ha dovuto occuparsi di una cosiddetta «variantina». Questa variante mirava a raccordare la mobilità interna alla Riserva con il Piano regionale di mobilità dolce. L'approvazione della variante generale del Piano di Gestione della Riserva era in fase di stallo da tempo. I tempi di approvazione erano insolitamente lunghi.
Tuttavia, le associazioni ambientaliste nutrono dei sospetti. Il timore è che la «variantina» fosse solo un pretesto. L'obiettivo reale sarebbe stato quello di aprire la strada al progetto del maxi ponte. «Senza riuscire a fugare il sospetto sul reale motivo», ha sottolineato Vaninetti. La decisione della Commissione comasca va nella direzione auspicata dalle associazioni. La loro battaglia per la tutela del Pian di Spagna sembra aver ottenuto un importante risultato. La speranza è che la Regione Lombardia confermi questo orientamento. La tutela ambientale dovrebbe prevalere su grandi opere infrastrutturali.
Il Pian di Spagna: un tesoro naturalistico da proteggere
Il Pian di Spagna è un'area di straordinaria importanza naturalistica. Situato tra il Lago di Como e il Lago di Mezzola, in provincia di Sondrio, è una zona umida di rilevanza internazionale. È un sito Ramsar e una Zona di Protezione Speciale (ZPS) per gli uccelli. La sua biodiversità è eccezionale. Ospita una ricca avifauna, sia stanziale che migratoria. Le specie presenti includono numerosi uccelli acquatici, trampolieri e rapaci. La vegetazione è caratterizzata da canneti, boschi igrofili e praterie umide.
L'area è un corridoio ecologico fondamentale. Collega le zone umide prealpine con quelle della pianura. La sua conservazione è vitale per il mantenimento di specie minacciate. Il progetto del maxi ponte ciclopedonale, secondo gli ambientalisti, avrebbe comportato rischi significativi. Tra questi, la frammentazione degli habitat, l'inquinamento acustico e luminoso durante la costruzione e l'esercizio. Inoltre, l'aumento del traffico pedonale e ciclistico avrebbe potuto disturbare la fauna selvatica. La bocciatura del progetto da parte della Provincia di Como è quindi un segnale positivo. Rafforza la necessità di un approccio prudente e rispettoso per la gestione di aree così delicate.
La mobilità dolce è un obiettivo importante per la regione. Tuttavia, deve essere perseguita con soluzioni compatibili con la tutela ambientale. La proposta di una passerella sull'esistente ponte sull’Adda, avanzata da Legambiente e WWF, rappresenta un esempio di tale compatibilità. Permetterebbe di migliorare l'accessibilità per ciclisti e pedoni senza alterare significativamente il paesaggio e gli ecosistemi del Pian di Spagna. La decisione finale della Regione Lombardia sarà cruciale per il futuro di quest'area preziosa. La speranza è che venga privilegiata la conservazione del patrimonio naturale.
Le associazioni ambientaliste continuano la loro vigilanza. L'iter per la variante del Piano di Gestione della Riserva è ancora in corso. La loro azione di monitoraggio e pressione è fondamentale. Hanno dimostrato la loro efficacia nel far emergere criticità e nel proporre alternative valide. La collaborazione tra enti locali, regionali e associazioni è essenziale. Solo così si possono trovare soluzioni equilibrate. Soluzioni che coniughino sviluppo sostenibile e protezione dell'ambiente. Il caso del maxi ponte sul Pian di Spagna è emblematico di questa sfida.
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