Sabato 21 marzo, il Como Lake Hub di Como ospita l'evento "Olimpiadi a fiamma spenta". L'iniziativa, ideata dall'architetto Christian Longa, esplora l'eredità culturale e artistica lasciata dai Giochi Olimpici una volta spenta la fiamma. La serata include riflessioni, arti visive, performance e convivialità.
Riflessione sull'eredità post-olimpica
Il Como Lake Hub di Como apre le sue porte sabato 21 marzo. Ospiterà un evento speciale intitolato “Olimpiadi a fiamma spenta”. L'iniziativa mira a stimolare una profonda riflessione. Si concentrerà su ciò che rimane dopo la conclusione dei Giochi Olimpici. L'architetto Christian Longa ha ideato il progetto. La società Architetto Vision lo ha sviluppato. L'evento promette un intreccio di cultura e arte. Saranno presenti arti visive, performance e momenti conviviali.
La serata inizierà alle 17:30. La presentazione del progetto è prevista per le 18:00. L'evento si concluderà alle 22:30. Max Pini e Valentina Frigerio, del Como Lake Hub, hanno condiviso dettagli sull'iniziativa. Hanno parlato ai microfoni di CiaoComo Radio. Hanno illustrato i valori fondamentali del progetto. Hanno spiegato l'importanza di questa riflessione.
Il significato di "Olimpiadi a fiamma spenta"
L'idea centrale nasce da una domanda universale. Cosa rimane quando l'evento sportivo più importante al mondo giunge al termine? Durante i Giochi, lo sport raggiunge vette altissime di espressione collettiva. Il periodo successivo, il cosiddetto “dopo”, diventa cruciale. È in questo lasso di tempo che l'energia simbolica può trasformarsi. Può evolvere in responsabilità individuale. Può generare consapevolezza e crescita personale. Il progetto “Olimpiadi a Fiamma Spenta” sposta l'attenzione. Non si concentra solo sui risultati sportivi. Esplora l'eredità culturale e umana dei Giochi. Valorizza la traiettoria personale di ogni individuo. Non si tratta solo di medaglie e performance. Si parla di formazione, resilienza e costruzione dell'identità.
Questo progetto si inserisce in un dialogo più ampio. Unisce sport, arti e cultura. Recupera la memoria storica delle Olimpiadi delle Arti. Queste furono introdotte da Pierre de Coubertin nel 1912. Affiancavano le competizioni sportive discipline come pittura, architettura, musica e letteratura. L'obiettivo era interpretare l'Olimpismo come un percorso di educazione integrale della persona. Un modo per formare l'individuo a 360 gradi.
Echi storici e creatività contemporanea
Tra i protagonisti italiani di questa storica stagione olimpica figura Carlo Pellegrini. Originario di Albese con Cassano, questo artista ottenne la medaglia d'oro alle Olimpiadi di Stoccolma nel 1912. La vinse nella categoria pittura. La sua opera era dedicata agli sport invernali. Recuperare oggi questa memoria storica è fondamentale. Permette di ristabilire un ponte. Collega la creatività artistica alla cultura sportiva. Restituisce all'Olimpismo la sua dimensione umanistica originaria. Quella che ne ha segnato la nascita e lo sviluppo iniziale.
Durante la serata sono previsti momenti performativi e artistici. Questi accompagneranno la presentazione del progetto. Ci sarà un momento musicale. Il gruppo CLO eseguirà il brano “Anima Libera”. Successivamente, ci sarà una lettura scenica intitolata “Caro Pierre”. Il testo è stato scritto e sarà interpretato dall'attrice Mita Bolzoni. Gli interventi musicali di Luca Bardi arricchiranno la performance. L'obiettivo è creare un dialogo profondo. Unisce parola, musica ed emozione. Un'esperienza multisensoriale per il pubblico presente.
Arte, sport e formazione al Como Lake Hub
L'evento si integra perfettamente nel contesto espositivo attuale del Como Lake Hub. È infatti in corso la mostra “Nostalgia della bellezza”. Si tratta di una bipersonale degli artisti Elias Naman e Gabriele Buratti Buga. In occasione della presentazione, saranno esposte opere scultoree. Queste sono fornite dalla galleria GALP. Le sculture sono dell'artista Silvia Di Pasquale. Le opere dialogheranno con il tema olimpico. Creeranno un legame visivo e concettuale tra le diverse espressioni artistiche.
La Fondazione Rosa dei Venti ONLUS collabora attivamente al progetto. Questa realtà è impegnata in servizi educativi e sociali. Si rivolge in particolare a minori e adolescenti. Saranno loro i protagonisti del food sharing. Questo momento concluderà la serata. Avverrà in collaborazione con Le Soste bistrot dell’architetto. Un gesto simbolico. Sottolinea il valore educativo e comunitario dell'iniziativa. Promuove la condivisione e la solidarietà.
La presentazione del 21 marzo segna l'avvio pubblico di una visione culturale innovativa. Unisce sport, arte e formazione. Propone una lettura contemporanea dell'eredità olimpica. Immagina i giovani come veri e propri “atleti della vita”. Sono chiamati ad affrontare sfide, errori e cambiamenti. Lo faranno con lo stesso spirito di allenamento che caratterizza lo sport. Il progetto suggerisce un messaggio potente. Le Olimpiadi non finiscono quando la fiamma si spegne. È proprio in quel momento che inizia il vero allenamento alla vita. Un percorso di crescita continua.
Dettagli dell'evento e informazioni pratiche
L'evento si svolgerà presso il Como Lake Hub. L'indirizzo è Viale Masia 29, Como (CO). Per ulteriori informazioni è possibile inviare una e-mail a comolakehub@ntm-group.it. L'account Instagram da seguire è @comolakehub. L'ingresso è libero. Tuttavia, la prenotazione è obbligatoria. I posti sono limitati fino a esaurimento. È necessario inviare la richiesta di prenotazione all'indirizzo comolake-hub@ntm-group.it. Si consiglia di prenotare con anticipo per assicurarsi la partecipazione.
"Vibrazioni Olimpiche": l'arte di Silvia Di Pasquale
La pratica scultorea di Silvia Di Pasquale si inserisce in una ricerca formale. Indaga il corpo umano. Lo considera un sistema dinamico. È attraversato da forze, tensioni e traiettorie. Le sue opere non mirano a una rappresentazione mimetica dell'anatomia. Cercano piuttosto una restituzione analitica del movimento. Il movimento è inteso come fenomeno strutturale e percettivo. La materia non viene trattata come massa compatta. Diventa un elemento funzionale. Serve alla costruzione di una forma aperta, leggera e prevalentemente lineare. Le fusioni in bronzo dialogano con fili e strutture in acciaio. Sono tenute insieme da legature in bronzo. Queste non hanno solo una funzione tecnica. Assumono un valore compositivo e concettuale. Le intersezioni metalliche definiscono lo spazio dell'opera. Trasformano il vuoto in parte integrante della scultura. Il risultato è una costruzione essenziale. La linea diventa strumento primario di indagine plastica. È un mezzo privilegiato per rendere visibile la tensione muscolare del gesto atletico.
I corpi rappresentati, realizzati in bronzo o resina, sono raramente mostrati nella loro interezza. L'artista sceglie consapevolmente la frammentazione. È una strategia formale. Isola le parti anatomiche maggiormente coinvolte nell'azione. Emerge una corporeità in perenne stato di trasformazione. È colta nell'istante di massima intensità dinamica. La scultura si configura come una sospensione temporale. Un fermo immagine tridimensionale. Trattiene l'energia del movimento senza mai cristallizzarla completamente. Questo percorso espositivo, ospitato negli spazi del Como Lake Hub, si lega al progetto “Olimpiadi a fiamma spenta”. Si collega anche al mind-set di Architetto Visione. Si riflette sull'abitazione studio di Christian Longa. Il tema delle Olimpiadi diventa un campo di osservazione privilegiato. Si analizza il gesto sportivo come sintesi di tecnica, disciplina e tensione espressiva.
Le discipline rappresentate includono sci, curling, snowboard e sci freestyle. Vengono interpretate non come eventi agonistici. Sono viste come strutture di movimento. Ogni disciplina è caratterizzata da specifiche traiettorie, ritmi e rapporti tra corpo e spazio. Di particolare rilievo è la scultura dedicata al pattinaggio artistico di coppia. Due figure si articolano in un equilibrio complesso. È fatto di incastri e contrappesi. Qui il movimento assume una valenza relazionale. La tensione muscolare non è solo individuale. È condivisa. La grazia apparente della danza è il risultato di un controllo tecnico rigoroso. Questo è reso dall'artista attraverso un intreccio calibrato di linee e volumi. Fulcro concettuale e visivo dell'esposizione è l'opera monumentale “Vibrazioni Olimpiche”. Da questa scultura prende il nome l'intero progetto. Una versione di scala ridotta è riproposta all'interno del percorso espositivo.
In questa scultura, i cinque cerchi sono interpretati secondo la visione personale dell'artista. Richiamano esplicitamente i cinque cerchi olimpici. Assumono al contempo il ruolo di dispositivi spaziali e dinamici. Costruiscono un sistema di traiettorie. Guida la lettura del movimento. Amplifica la percezione dell'energia cinetica. L'atleta, colto in una posizione di massima tensione, manifesta una potenza muscolare evidente. Questa è resa attraverso un'accurata modellazione dei muscoli. La scolpitura insiste sulla contrazione e sulla spinta. La disposizione armonica dei cerchi e delle linee di forza rende immediatamente percepibile la velocità della discesa. Trasforma l'energia del gesto atletico in un'esperienza visiva diretta. Un ulteriore livello di lettura, destinato agli osservatori più esperti, in particolare agli sciatori, risiede nella posizione delle mani. Questo dettaglio tecnico e sportivo di grande precisione è fedelmente tradotto in forma scultorea. Le opere di Silvia Di Pasquale si configurano come dispositivi di percezione del movimento. Sono capaci di trasformare l'azione atletica in struttura plastica. Restituiscono, attraverso la scultura, l'essenza vibrante dello sport olimpico.