Un progetto per installare erba sintetica in quattro scuole di Como solleva preoccupazioni ambientali e sanitarie. Si temono temperature estreme nei cortili, rischi per la salute dei bambini e un impatto negativo sull'ecosistema.
Allarme surriscaldamento nei cortili scolastici
A Como è stato approvato un investimento di 183.000 euro. Questo finanziamento è destinato alla posa di manto erboso artificiale. L'intervento interesserà diverse istituzioni scolastiche della città. Nello specifico, riguarderà la scuola dell'infanzia Gianni Rodari in via Zezio. Saranno coinvolte anche le scuole primarie Corrado e Giulio Venini, situate in via Fiume. La scuola primaria Cesare Battisti di via XX Settembre subirà modifiche. Infine, la scuola secondaria Leopardi in via Brambilla vedrà l'installazione del nuovo materiale.
La questione è stata sollevata con forza da Elisabetta Patelli. Lei è una figura di spicco tra gli ambientalisti comaschi. Ricopre anche il ruolo di portavoce regionale per Europa Verde. In una dichiarazione pubblica, ha definito la scelta come «una decisione rischiosa». Ha quindi lanciato un appello per bloccare il progetto in corso.
L'operazione è stata inquadrata come «manutenzione straordinaria». Tuttavia, secondo l'analisi di Patelli, si tratta di una trasformazione profonda e definitiva degli spazi verdi. Il prato naturale verrà sostituito da materiali di origine artificiale. Questa decisione è stata definita «sbagliata». La portavoce sottolinea come sembri mancare una valutazione approfondita di alternative valide.
Il primo e più evidente problema riguarda le temperature. Le superfici in erba sintetica, se esposte direttamente alla luce solare, possono raggiungere temperature estremamente elevate. Si parla di valori compresi tra i 60 e gli 80 gradi Celsius. Questi cortili potrebbero diventare «bollenti» durante i mesi estivi. Ciò renderebbe il loro utilizzo molto difficile, se non impossibile. Esiste un rischio concreto di causare ustioni, specialmente ai bambini più piccoli. Numerosi studi internazionali confermano questa tendenza. Essi dimostrano come queste superfici artificiali si scaldino significativamente di più rispetto al prato naturale.
Materiali artificiali e impatto ambientale
Un altro aspetto critico riguarda i materiali impiegati. L'erba sintetica viene solitamente installata su un sottofondo compattato. Questa composizione conferisce una maggiore capacità di attrito. Di conseguenza, in caso di caduta, le abrasioni possono essere più intense rispetto a quelle provocate dal prato naturale. Inoltre, l'efficacia nell'ammortizzare gli impatti è ridotta. L'erba sintetica è prodotta a partire da polimeri plastici. Con il passare del tempo, questi materiali possono rilasciare nell'ambiente particelle di microplastica. Diverse agenzie europee, tra cui l'Agenzia Europea per le Sostanze Chimiche (ECHA), raccomandano «prudenza». Questo è particolarmente vero negli ambienti frequentati da bambini, dove l'esposizione a tali sostanze deve essere minimizzata.
Dal punto di vista ecologico, la sostituzione del prato naturale comporta la perdita di funzioni essenziali svolte dal suolo. Il prato naturale contribuisce attivamente all'assorbimento dell'anidride carbonica (CO₂). Svolge un ruolo cruciale nella regolazione del ciclo dell'acqua. Supporta inoltre la biodiversità locale. Le superfici sintetiche, al contrario, favoriscono la dispersione di microplastiche. Contribuiscono anche a un processo di progressiva artificializzazione degli spazi urbani. Questo riduce la capacità degli ambienti naturali di interagire con l'ecosistema circostante.
Non mancano le criticità di natura tecnica. Il prato naturale ha la capacità di assorbire l'acqua piovana. Questo aiuta a prevenire allagamenti e a ricaricare le falde acquifere. L'erba sintetica, invece, richiede l'implementazione di sistemi di drenaggio artificiale. Questi sistemi possono creare problemi di ristagno idrico. Richiedono inoltre una manutenzione costante nel tempo. Si può verificare anche la formazione di materiale organico decomposto sotto il manto sintetico, con potenziali conseguenze igieniche.
Valutazione economica e richieste di Europa Verde
Esiste anche un aspetto educativo, spesso trascurato. Il contatto diretto con la natura è considerato fondamentale per lo sviluppo dei bambini. Questo vale sia per la crescita fisica che per quella cognitiva. La mancanza di contatto con elementi naturali può limitare le opportunità di apprendimento e di esplorazione. «Meno natura significa meno opportunità educative», viene sottolineato con forza.
Infine, la valutazione economica del progetto presenta delle ombre. Le superfici in erba sintetica hanno una durata di vita limitata. Generalmente si attesta tra gli 8 e i 10 anni. Dopo questo periodo, comportano costi significativi per la manutenzione e lo smaltimento. Lo smaltimento è considerato come rifiuto speciale, data la composizione dei materiali. «Non è un intervento una volta e basta», ma una scelta che genera spese future e impegni economici a lungo termine per l'amministrazione comunale e le scuole.
A questi elementi si aggiunge un dettaglio che ha suscitato particolare dibattito. Il ribasso d'asta registrato nella procedura di gara è stato pari allo 0,01%. Questa percentuale minima solleva interrogativi sulla reale competitività della gara d'appalto. Potrebbe indicare una mancanza di interesse da parte di potenziali offerenti o altre problematiche procedurali.
Nel complesso, emerge il quadro di una decisione definita «rischiosa per i bambini e poco sostenibile». Secondo Europa Verde, il progetto non tiene conto delle attuali esigenze ambientali e sanitarie. Per queste ragioni, il partito chiede l'immediata sospensione del progetto. Propone inoltre l'avvio di un confronto aperto e trasparente. Questo dialogo dovrebbe coinvolgere le scuole, le famiglie degli studenti e gli esperti del settore. L'obiettivo è orientare le future decisioni verso soluzioni che siano più sicure, realmente sostenibili e con un valore educativo intrinseco.