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A Cantù, studenti delle scuole superiori hanno reso omaggio alle 1.117 vittime innocenti di mafia leggendo i loro nomi. La cerimonia si è svolta al parco Falcone e Borsellino, con la partecipazione di autorità locali e nazionali.

Studenti canturini danno voce alle vittime di mafia

La città di Cantù ha dedicato un momento significativo alla memoria delle vittime innocenti delle mafie. La cerimonia si è tenuta presso il parco intitolato a Falcone e Borsellino. L'evento, originariamente previsto per il 21 marzo, è stato posticipato. La data è stata scelta per evitare sovrapposizioni con le consultazioni referendarie tenutesi in precedenza.

L'iniziativa ha visto la partecipazione attiva degli studenti delle scuole canturine. Oltre 130 giovani hanno preso parte alla commemorazione. Hanno letto uno per uno i nomi delle 1.117 persone cadute a causa delle organizzazioni criminali. Questa scelta ha voluto sottolineare il passaggio di responsabilità. La memoria storica viene così affidata alle nuove generazioni.

La lettura dei nomi è stata intervallata dalle voci dei rappresentanti della Consulta sulla sicurezza urbana e legalità. Erano presenti anche diverse autorità civili e istituzionali. Questa alternanza di interventi ha rafforzato il significato profondo della commemorazione. Ha reso tangibile l'importanza del ricordo e dell'impegno civile.

Autorità presenti alla commemorazione

La cerimonia ha visto la partecipazione di numerose personalità. Tra gli intervenuti spiccava la presenza del sottosegretario al Ministero dell’Interno, Nicola Molteni. Era presente anche il prefetto di Como, Corrado Conforto Galli. Hanno partecipato anche il presidente della Provincia, Fiorenzo Bongiasca. Erano presenti i consiglieri regionali Marisa Cesana e Angelo Orsenigo.

Non sono mancati i vertici delle forze dell'ordine. Hanno preso parte il questore Filippo Ferri. Era presente il comandante provinciale dei carabinieri, Francesco Falcone. Presente anche il comandante provinciale della guardia di finanza, Agostino Brigante. Hanno partecipato anche rappresentanti delle forze di polizia locali. Erano presenti anche i vigili del fuoco e diverse amministrazioni locali.

Per il Comune di Cantù, erano presenti il sindaco Alice Galbiati. L'assessore alla sicurezza e legalità, Maurizio Cattaneo, ha partecipato attivamente. Presente anche il presidente della Consulta, Benedetto Madonia. La giunta e il consiglio comunale hanno completato la rappresentanza istituzionale locale.

Il valore della memoria secondo le istituzioni

Durante la mattinata, il sottosegretario Nicola Molteni ha enfatizzato il ruolo della memoria. L'ha definita un impegno quotidiano fondamentale. «Il contrasto alle mafie e la difesa della cultura della legalità si costruiscono assieme con le istituzioni e i cittadini», ha dichiarato. Ha sottolineato l'importanza di proteggere i valori democratici. Libertà e verità sono pilastri da difendere. Bisogna contrastare la prevaricazione e l'indifferenza. «Difendere, custodire, preservare e trasmettere il valore della legalità vuol dire garantire la convivenza civile, la coesione sociale e il senso di comunità», ha aggiunto. Questi principi sono considerati i capisaldi del bene comune.

Il presidente della Consulta, Benedetto Madonia, ha posto l'accento sulla trasformazione della memoria. Deve diventare consapevolezza attiva e partecipazione. «Le organizzazioni mafiose cambiano, si evolvono, si infiltrano nell'economia, nella politica e nella società», ha spiegato. Ha evidenziato come il contrasto richieda consapevolezza, partecipazione e coraggio. Questo è l'impegno che la Consulta intende portare avanti con determinazione.

L'assessore Maurizio Cattaneo ha richiamato un recente episodio. Questo è avvenuto proprio nel parco dove si svolgeva la cerimonia. Ha sottolineato la necessità di difendere i simboli della memoria. «perché la cultura della legalità si costruisce nel tempo e non può arretrare di fronte a gesti di inciviltà», ha affermato. Ha ribadito l'importanza di proteggere questi spazi e i loro significati.

Il messaggio del sindaco ai giovani

A conclusione della cerimonia, il sindaco Alice Galbiati ha rivolto un messaggio mirato ai più giovani. Ha invitato gli studenti a scoprire le storie dietro ciascuno dei 1.117 nomi letti. «Dietro ciascuno dei 1.117 nomi letti, ci sono famiglie, sogni interrotti e storie che vi invito a scoprire», ha detto. Ha ricordato le persone e le comunità che hanno sofferto. Hanno continuato a chiedere giustizia e verità. La memoria delle vittime innocenti di mafia deve essere un impegno quotidiano per tutti. È fondamentale trasmettere ai giovani il valore della legalità. Deve essere intesa come responsabilità personale e scelta consapevole verso la propria comunità.

Il sindaco ha sottolineato il dovere delle istituzioni. Devono essere presenti e dare l'esempio. Tuttavia, la legalità è una responsabilità che riguarda tutti. «da vicino, anche come singoli individui attraverso le nostre azioni quotidiane», ha concluso. L'invito è a non voltarsi dall'altra parte. È necessario riconoscere le ingiustizie. Anche i piccoli gesti quotidiani contano. Bisogna costruire una cultura della legalità che vada oltre le cerimonie. Deve diventare pratica concreta nella vita di ogni giorno.

La cerimonia al parco Falcone e Borsellino di Cantù ha rappresentato un momento importante. Ha rafforzato il legame tra le generazioni. Ha ribadito l'importanza della memoria attiva. La lotta alla criminalità organizzata richiede un impegno costante. Questo impegno parte dalla consapevolezza individuale. Si estende alla partecipazione civica e alla difesa dei valori democratici. La lettura dei nomi è stata un potente richiamo. Ha ricordato che dietro ogni numero c'è una storia. Storie di vite spezzate. Storie che meritano di essere ricordate e che devono ispirare azioni concrete per un futuro più giusto e sicuro.

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