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La Chiesa locale si oppone fermamente alla creazione di un Centro di Permanenza per il Rimpatrio a Castel Volturno. L'arcivescovo Lagnese denuncia il rischio per la dignità umana e per il tessuto sociale del territorio.

Chiesa esprime forte contrarietà al Cpr

La Chiesa casertana ha inviato un chiaro messaggio di diniego al governo. L'opposizione riguarda la realizzazione di un Centro di Permanenza per il Rimpatrio (Cpr) con una capienza di 120 posti. La dichiarazione è giunta dal Centro Fernandes. Questa struttura appartiene alla Caritas diocesana. È un punto nevralgico per l'accoglienza dei migranti nel comune di Castel Volturno. Il centro si trova a circa 40 chilometri da Napoli.

La scelta della location per la conferenza stampa non è casuale. L'arcivescovo di Caserta e Capua, Pietro Lagnese, ha presieduto l'incontro. L'obiettivo era lanciare un appello contro il Cpr. Al suo fianco erano presenti altre figure ecclesiastiche. Monsignor Gian Carlo Perego, arcivescovo di Ferrara-Comacchio, ha testimoniato l'unità della Chiesa. Monsignor Giuseppe Mazzafaro, vescovo di Cerreto Sannita-Telese-Sant'Agata de' Goti, ha anch'egli espresso sostegno.

Castel Volturno: laboratorio di convivenza

L'arcivescovo Lagnese ha chiarito la sua posizione. «Castel Volturno non sia identificata come luogo di marginalità», ha affermato. Ha invece auspicato che venga sostenuta «come laboratorio di convivenza civile». Il territorio, secondo il prelato, «attende il riscatto, non strutture come questa». La ferma contrarietà al Cpr ha suscitato reazioni politiche. Il deputato casertano e coordinatore della Lega in Campania, Gianpiero Zinzi, ha riferito di aver parlato con il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi.

Il ministro ha confermato la sua piena disponibilità a un incontro. L'incontro servirà a illustrare nel merito il progetto. Zinzi ha definito il progetto a favore del territorio e delle comunità locali. L'esponente della Lega ha poi criticato i partiti di sinistra e i centri sociali. Li ha accusati di fare demagogia. Ha affermato che «dicono 'no a tutto'». Li ha inoltre accusati di non offrire soluzioni concrete. Secondo Zinzi, queste posizioni alimentano paure e tensioni per tornaconto politico.

Protesta trasversale contro il Cpr

La protesta contro la realizzazione del Cpr è iniziata il giorno stesso dell'annuncio del bando. La mobilitazione sta crescendo di giorno in giorno. Si sta allargando dalla Chiesa a diverse associazioni. Coinvolge anche partiti del centrosinistra e il governatore campano Roberto Fico. Tutti sembrano concordi nel contrastare questa decisione. La misura riguarda un territorio già segnato da una forte pressione migratoria.

A Castel Volturno sono presenti da almeno 30 anni migliaia di immigrati non regolari. Molti sono ormai giunti alla seconda o terza generazione. L'arcivescovo Lagnese ha letto un appello. In esso ha avvertito: «Nei Cpr viene rinchiusa l'umanità e la dignità delle persone». Ha inoltre definito «ancora più grave» l'intenzione di realizzare una struttura simile in un'area come Castel Volturno. Quest'area, ha spiegato, «attende un riscatto sociale da molti decenni».

Integrazione a rischio, secondo la Chiesa

L'alto prelato ha sottolineato come a Castel Volturno si sperimentino quotidianamente pratiche di integrazione. Queste avvengono grazie al lavoro di cittadini, enti locali, Caritas e parrocchie. Anche associazioni e realtà del terzo settore contribuiscono a questo processo. L'insediamento di un Cpr, secondo la Chiesa, rischia di compromettere questo percorso. Potrebbe rafforzare narrazioni negative e stigmatizzanti. Narrazioni che il territorio cerca da tempo di superare.

Il deputato Gianpiero Zinzi ha ribadito il rispetto per le parole dell'arcivescovo Lagnese. Ha confermato il confronto aperto e necessario con la Chiesa. Ha nuovamente sottolineato la disponibilità del ministro Piantedosi all'incontro. L'obiettivo è illustrare il progetto, ritenuto benefico per il territorio. Zinzi ha contrapposto questo atteggiamento a quello della sinistra e dei centri sociali. Li ha accusati di «cavalcando la protesta» e di fare «demagogia» senza proporre soluzioni.

La conferenza stampa si è tenuta presso il Centro Fernandes. La struttura è gestita dalla Caritas diocesana. Ospita migranti e rappresenta un simbolo di accoglienza. La presenza di migliaia di immigrati non regolari da decenni rende il territorio particolarmente sensibile. La proposta di un Cpr solleva preoccupazioni concrete. Riguardano l'impatto sociale e la possibile interruzione dei percorsi di integrazione in atto.

Le parole dell'arcivescovo Lagnese risuonano come un monito. Sottolineano la necessità di preservare la dignità umana. Mettono in guardia contro soluzioni che potrebbero acuire problemi sociali esistenti. La comunità locale, le associazioni e le istituzioni religiose sembrano unite nel chiedere alternative. Alternative che favoriscano il riscatto sociale e la convivenza civile. Il dialogo con il governo è auspicato. Ma la posizione della Chiesa rimane ferma: il Cpr non è la soluzione per Castel Volturno.

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