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Il progetto 'Qui Val di Fiastra' ha rigenerato tre comuni del Maceratese, colpiti dal sisma, con nuovi spazi culturali, percorsi di trekking e musei, grazie a fondi Pnrr. L'iniziativa mira a contrastare lo spopolamento e attrarre turismo, con la creazione di una cooperativa di comunità per garantire la sostenibilità futura.

Nuovi spazi culturali e valorizzazione del patrimonio

Un ambizioso progetto di rigenerazione territoriale ha visto la luce nella Val di Fiastra, nell'area del Maceratese. L'iniziativa, denominata "Qui Val di Fiastra", ha concluso il suo percorso triennale con risultati tangibili. L'obiettivo primario era creare nuove opportunità di vita e lavoro nei comuni colpiti dal sisma del 2016. Parallelamente, si è puntato ad attrarre visitatori in queste zone, affrontando il problema dello spopolamento.

Un elemento chiave del progetto è la costituzione di una cooperativa di comunità. Questa nuova realtà avrà il compito di gestire e sviluppare i servizi creati. L'idea è di assicurare una continuità operativa a lungo termine. I comuni coinvolti sono stati Ripe San Ginesio, con il ruolo di capofila, Colmurano e Loro Piceno. Questi centri hanno unito le forze per guardare al futuro con rinnovato vigore.

Fondi Pnrr per la rinascita dei borghi

Le tre amministrazioni comunali hanno ottenuto un importante finanziamento. Hanno partecipato e vinto un bando del Pnrr Borghi, gestito dal Ministero della Cultura. L'importo totale del finanziamento ammonta a due milioni di euro. Una percentuale significativa, pari al 95%, è stata destinata a interventi realizzati proprio nelle Marche. I risultati concreti di questa iniziativa sono stati presentati ufficialmente durante una conferenza stampa. L'evento si è tenuto presso Palazzo Raffaello, ad Ancona.

La presentazione ufficiale è avvenuta in concomitanza con una serie di eventi diffusi. Questi si sono svolti nei comuni interessati dal progetto, dal 5 al 7 giugno. L'obiettivo era mostrare alla cittadinanza e agli stakeholder i frutti del lavoro svolto negli ultimi tre anni. La sinergia tra enti locali e fondi nazionali si è dimostrata efficace.

Trekking culturale e musei in rete

Il progetto "Qui Val di Fiastra" affonda le sue radici nel festival "Borgofuturo". Quest'ultimo è nato nel 2010 a Ripe San Ginesio. Sotto il coordinamento del laboratorio di ricerca e progettazione "Inabita", il progetto ha coinvolto anche altri comuni. Tra questi figurano Urbisaglia, Sant'Angelo in Pontano e San Ginesio. Le risorse sono state impiegate per creare quattro spazi fisici dedicati alla conservazione e valorizzazione del patrimonio immateriale locale.

Tra le realizzazioni più significative, spicca l'Osservatorio del paesaggio a Ripe San Ginesio. È stato creato anche uno Spazio giovani a Colmurano. Un altro risultato importante è la realizzazione di un anello della Val di Fiastra. Si tratta di un percorso di trekking culturale. Questo sentiero collega i vari comuni, con un punto di partenza e arrivo all'Abbadia di Fiastra. Inoltre, sono stati messi in rete sette spazi museali. Questi offrono un biglietto unico e guide del territorio per i visitatori.

Un modello di cooperazione territoriale

La Sottosegretaria alla Presidenza delle Marche, Silvia Luconi, ha sottolineato l'importanza del progetto come modello. «Il progetto può essere un esempio per chi nel territorio voglia fare un passo in più», ha dichiarato. Ha evidenziato la necessità di pensare a investimenti che vadano oltre il singolo comune. «Piano piano si sta superando una logica campanilistica», ha aggiunto, promuovendo una narrazione moderna e aperta. L'obiettivo è rilanciare territori in difficoltà.

Il progetto ha previsto anche interventi a sostegno delle imprese locali. La linea C del bando Borghi ha finanziato 30 micro, piccole e medie imprese. Ciascuna ha ricevuto circa 65mila euro. Sono stati inoltre attivati 50mila euro per borse e assegni di ricerca. Questi fondi sono destinati a giovani ricercatori e professionisti, con il contributo della Regione e delle università partner.

Sinergia e superamento delle difficoltà

Il sindaco di Ripe San Ginesio, Paolo Teodori, ha espresso soddisfazione per il superamento del campanilismo. «Oggi riusciamo a parlare di un territorio ampio con offerte molto strutturate», ha affermato. Ha sottolineato come il territorio si sia rimesso in movimento, superando le difficoltà legate al terremoto e alla pandemia. La collaborazione tra i comuni è stata fondamentale per raggiungere questi risultati.

Anche il sindaco di Loro Piceno, Robertino Paoloni, ha evidenziato la sinergia positiva tra i comuni. «La cosa bella che ci ha lasciati il progetto è la sinergia positiva tra i Comuni coinvolti», ha detto. Ha aggiunto che molte azioni avviate sono ancora in corso. L'obiettivo era sostenere i percorsi, i musei e gli hub creati. La cooperativa di comunità è vista come uno strumento essenziale per garantire la sostenibilità futura.

Il sindaco di Colmurano, Mirko Mari, ha concluso sottolineando il ruolo della cooperativa di comunità. «La cooperativa di comunità serve infatti per dare un futuro alle misure realizzate», ha spiegato. Ha evidenziato come molte persone del luogo si siano unite per portare avanti i progetti. L'iniziativa rappresenta un modello di sviluppo locale integrato e sostenibile.