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Il Castello di Colloredo di Monte Albano è stato riconsegnato alla comunità dopo 14 anni di lavori di restauro. L'evento coincide con il 50° anniversario del sisma che aveva danneggiato la struttura. La riapertura segna un momento di rinascita e celebrazione per il Friuli.

Il castello simbolo di resilienza friulana

Il governatore Massimiliano Fedriga ha definito il castello un'eredità immateriale di valore inestimabile. Ha sottolineato come questo patrimonio sia frutto della reazione della comunità dopo il terremoto. La struttura resiste al tempo e deve mantenere salde le proprie radici guardando al futuro. Tenere fermi questi punti di riferimento aiuta a superare le difficoltà e a creare nuove opportunità. L'auspicio è che il castello simboleggi radici solide per le generazioni future.

Queste parole sono state pronunciate a Colloredo di Monte Albano durante la cerimonia di riconsegna. La riapertura al pubblico avverrà a breve. Erano presenti numerose autorità regionali e nazionali.

Autorità presenti alla cerimonia

Alla cerimonia hanno partecipato il vicegovernatore Mario Anzil. Erano presenti anche gli assessori Barbara Zilli (Finanze) e Cristina Amirante (Infrastrutture). Presente il presidente del Consiglio regionale Mauro Bordin. C'era anche il ministro per i rapporti con il Parlamento Luca Ciriani.

Il governatore Fedriga ha ringraziato le maestranze e le Direzioni regionali. Ha ricordato le vittime del sisma. Ha elogiato chi ha restituito una prospettiva di vita a questa terra dopo l'emergenza. Ha evidenziato la capacità dei friulani di fare squadra e di unirsi nelle difficoltà, un'attitudine già dimostrata durante la pandemia.

Un simbolo del Friuli autentico

Il presidente del Consiglio del FVG, Mauro Bordin, ha dichiarato che il castello viene restituito alla comunità di Colloredo di Monte Albano e all'intera regione. Lo ha definito un simbolo straordinario del Friuli autentico e storico. Il vicegovernatore Anzil ha parlato di una giornata radiosa. Ha definito il castello un luogo simbolo dell'identità friulana. Lo ha paragonato a una perla al centro dell'universo.

Anzil ha lanciato una sfida: dare un ruolo a questo spazio. Deve continuare a essere un punto di riferimento per l'identità e la cultura friulana. L'assessore Amirante ha affermato che ora inizia la sfida della valorizzazione. Dopo aver investito risorse straordinarie, c'è il dovere di farne un'opportunità per il territorio.

Investimenti e storia del castello

L'assessore Zilli ha evidenziato gli investimenti regionali. Sono stati impiegati 26 milioni di euro negli ultimi anni. Il castello riapre i battenti per un abbraccio collettivo. Segna la riconsegna storica dell'Ala Nievo. Questa è considerata l'anima più prestigiosa, romantica e poetica della fortezza.

Il cantiere è durato 14 anni. Ha interessato oltre 8mila metri quadrati. I lavori hanno rispettato le direttive della Soprintendenza e le normative antisismiche. È stato ricostruito integralmente il Mastio, con una nuova copertura. L'Ala Nievo fa parte di un patrimonio le cui origini risalgono al 1302.

Il maniero fu ricostruito nel '500 da Giovanni da Udine dopo le distruzioni del 1511. Divenne centro della poesia friulana nel Seicento con Ermes di Colloredo. Fu polo d'arte nel '700 sotto Hieronymus von Colloredo, principe-arcivescovo di Salisburgo e protettore di Mozart. Ispirò nell'Ottocento Ippolito Nievo per la descrizione del castello di Fratta nelle sue opere.