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Il processo contro Michele Nicastri per l'omicidio di Marco Veronese è iniziato a Torino. L'imputato, reo confesso, è accusato di omicidio premeditato. Prevista la deposizione di ottanta testimoni.

Inizia il dibattimento per l'omicidio di Collegno

Si è aperto oggi davanti alla corte d'assise di Torino il procedimento giudiziario nei confronti di Michele Nicastri. L'uomo, un cinquantenne, è accusato del brutale omicidio di Marco Veronese. L'aggressione mortale è avvenuta il 23 ottobre 2025 a Collegno, comune situato nell'area metropolitana di Torino. Nicastri avrebbe colpito Veronese con numerose coltellate. La vittima era l'ex compagno della fidanzata dell'imputato. La corte ha fissato l'inizio del dibattimento per fare luce sulla tragica vicenda.

L'udienza odierna ha segnato l'avvio ufficiale del processo. L'imputato, che ha confessato il delitto, ha presenziato all'appuntamento in tribunale. La sua presenza in aula sottolinea la gravità della situazione. Nicastri, descritto come un ingegnere con la passione per il triathlon, deve rispondere di omicidio premeditato. L'accusa sostiene inoltre che il movente fosse di natura futile. Il processo si sta svolgendo secondo il rito ordinario, garantendo tutte le fasi previste dalla legge. La corte si è presa del tempo per valutare una richiesta specifica della difesa.

Richiesta di perizia psichiatrica e testimonianze

La difesa di Michele Nicastri ha avanzato una richiesta formale. Si tratta della sottoposizione dell'imputato a una perizia psichiatrica. I legali intendono valutare le condizioni mentali dell'uomo al momento del fatto. La corte si è riservata di decidere sull'accoglimento di tale istanza. La decisione potrebbe avere un impatto significativo sull'andamento del processo. Nel corso del dibattimento sono attesi circa ottanta testimoni. Queste persone saranno chiamate a deporre per ricostruire i fatti. La loro testimonianza sarà fondamentale per chiarire la dinamica dell'omicidio. La presenza di un numero così elevato di testimoni indica la complessità del caso.

Michele Nicastri era presente in aula. Ha assistito all'apertura del processo affiancato dai suoi legali di fiducia. Gli avvocati Chiara Gatto e Luca Calabrò stanno curando la sua difesa. Hanno partecipato all'udienza anche i familiari della vittima, Marco Veronese. Essi si sono costituiti parte civile, manifestando la volontà di ottenere giustizia. I familiari sono rappresentati dagli avvocati Ruben Segre e Federico Morbidelli. L'accusa è sostenuta dal pubblico ministero Mario Bendoni. La sua opera sarà quella di portare le prove a sostegno dell'impianto accusatorio.

La ricostruzione dell'omicidio e la fuga

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, la sera del 23 ottobre 2025, Michele Nicastri avrebbe pianificato l'aggressione. Si sarebbe appostato in via Sabotino, a Collegno. L'obiettivo era attendere il rientro a casa di Marco Veronese. L'aggressione sarebbe avvenuta alle spalle. Nicastri avrebbe sferrato numerose coltellate, provocando la morte della vittima. Dopo aver commesso il delitto, l'imputato si sarebbe dato alla fuga. Ha cercato di far perdere le proprie tracce per ben dodici giorni. La sua latitanza è terminata con l'arresto da parte della polizia. Le forze dell'ordine hanno lavorato intensamente per individuarlo e catturarlo. L'arma del delitto, un coltello, non è mai stata ritrovata. La sua assenza rende più complessa la ricostruzione completa dei fatti.

L'imputato si trova attualmente detenuto in carcere. Prima dell'inizio del processo, ha compiuto un gesto significativo. Ha risarcito i figli della vittima. La somma erogata ammonta a circa 500mila euro. Questo risarcimento potrebbe essere considerato un'ammissione di responsabilità, sebbene non sostituisca il giudizio penale. Nelle settimane precedenti all'udienza odierna, era stata respinta una sua richiesta. Nicastri aveva sperato di ottenere gli arresti domiciliari. La sua istanza è stata negata, confermando la sua permanenza in carcere in attesa del verdetto.

Contesto e precedenti a Collegno

L'omicidio di Marco Veronese ha scosso la comunità di Collegno, una cittadina situata nella prima cintura di Torino. La provincia di Torino, e in particolare la sua area metropolitana, ha registrato in passato episodi di cronaca nera che hanno destato preoccupazione. La dinamica dell'omicidio, con un'aggressione pianificata e una fuga successiva, rientra in casistiche che richiedono un'attenta analisi da parte degli inquirenti e della magistratura. La premeditazione, se confermata, aggrava la posizione dell'imputato.

La richiesta di perizia psichiatrica da parte della difesa è uno strumento legale volto a esplorare la capacità di intendere e di volere dell'accusato. In Italia, la legge prevede che, se una persona commette un reato in stato di infermità mentale, la sua pena possa essere ridotta o esclusa. La corte dovrà valutare attentamente le motivazioni della difesa e le eventuali perizie che verranno prodotte. La presenza dei familiari della vittima come parte civile sottolinea il desiderio di giustizia e di riconoscimento del danno subito. Il risarcimento offerto da Michele Nicastri, sebbene ingente, è un aspetto civile che si affianca al processo penale.

Il rito ordinario scelto per questo processo garantisce un'ampia possibilità di contraddittorio tra accusa e difesa. Ogni elemento probatorio verrà esaminato nel dettaglio. La corte d'assise, composta da giudici togati e giudici popolari, avrà il compito di emettere una sentenza basata sulle prove presentate. La vicenda giudiziaria si preannuncia lunga e complessa, data l'elevata mole di testimoni e le questioni tecniche che potrebbero emergere, come la perizia psichiatrica. La comunità di Collegno attende ora gli sviluppi di questo importante processo.

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