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Un video di mountain bike sul sentiero storico di Monte Cengio ha acceso un dibattito. Le immagini mostrano discese veloci su un percorso legato alla Prima Guerra Mondiale, suscitando critiche per presunto oltraggio a un luogo sacro e preoccupazioni per la sicurezza. I protagonisti si difendono, affermando che l'intento è valorizzare l'area e la sua storia.

Mountain bike su sentiero storico scatena polemiche

Un recente video ha sollevato un'accesa discussione. Le immagini mostrano ciclisti impegnati in discese adrenaliniche. Il percorso scelto è il sentiero Cai 651. Questo tratto è noto anche come “Granatiera” a Monte Cengio. La zona è legata agli eventi della Prima Guerra Mondiale. L'impresa ha suscitato reazioni contrastanti.

Alcuni hanno definito l'azione un oltraggio. Ritengono che sia stata mancata la dovuta riverenza verso un luogo considerato sacro. Altri, invece, difendono l'iniziativa. Sostengono che si tratti di un modo per promuovere e far conoscere meglio l'area. La polemica si è rapidamente diffusa, alimentata dalla condivisione del video.

Sentiero della Grande Guerra: solo passaggio a piedi

Il sentiero Cai 651 presenta specifiche indicazioni. La segnaletica all'inizio della prima galleria chiarisce le regole. Viene specificato che è consentito unicamente il passaggio a piedi. Lo ha confermato il sindaco di Cogollo del Cengio, Piergildo Capovilla. Questo percorso fu realizzato tra il 1917 e il 1918. Fu scavato nella roccia dalla 93esima compagnia zappatori del Genio. L'obiettivo era permettere ai soldati di raggiungere la vetta. Dovevano trasportare munizioni e rifornimenti. Il tutto al riparo dal fuoco nemico. Si tratta di una mulattiera strategica.

Essa conduce alla zona sacra del Cengio. Supera gallerie e costeggia le rocce. Il sentiero si affaccia a strapiombo sulla val d’Astico. La sua funzione storica è legata alla difesa. La sua conformazione attuale è testimonianza di quel periodo.

Critiche e difese: rispetto per i Caduti

Le immagini dei mountain biker che sfrecciano sul sentiero hanno destato scalpore. Molti hanno percepito una mancanza di rispetto. La considerano un affronto alla memoria dei soldati caduti. Viene sottolineata la sacralità del luogo. È importante precisare che solo la sommità del Monte Cengio è stata ufficialmente dichiarata “zona sacra”. Questo è avvenuto con una legge nel 1967. La “Granatiera”, pur essendo un luogo legato alla storia, non rientrerebbe strettamente nei confini di tale zona. Tuttavia, per i granatieri, l'intero Monte Cengio ha un valore sacro.

Antonio Sarno, presidente del comitato regionale dell’associazione granatieri di Sardegna, ha espresso il suo disappunto. Ha definito l'episodio «fastidioso» e un «sacrilegio». Ha ricordato le annuali commemorazioni in memoria dei soldati. Vedere queste immagini, ha aggiunto, «fa male al cuore».

La versione dei ciclisti: valorizzare la storia

Uno dei protagonisti del video, Steve Ude (nome d'arte di Stefano Udeschini), youtuber e gestore di un'agenzia di tour in mountain bike, ha replicato alle critiche. Contattato mentre si trovava in Marocco, ha rigettato le accuse. Ha spiegato che il breve video, un reel, è un estratto. Fa parte di un contenuto più ampio pubblicato su YouTube. In quel video si racconta la storia del Cengio e degli eventi legati ai granatieri. Udeschini non condivide l'idea che il rispetto di un luogo dipenda dal mezzo utilizzato. Ha affermato che «la differenza sta nella consapevolezza e nell’atteggiamento delle persone».

Da anni organizza tour in mountain bike in queste zone. Affianca all'attività sportiva la narrazione storica. L'obiettivo è avvicinare le persone alla storia e mantenerne viva la memoria. Non si tratta di banalizzare gli eventi. Ha anche negato la pericolosità dell'impresa. Ha sottolineato che si tratta di persone esperte. Il tratto di sentiero ha buona visibilità. La velocità è un parametro soggettivo. Per i biker, questi percorsi sono affrontati con sicurezza. C'è preparazione e pieno possesso del mezzo. Il rischio è calcolato. Ha aggiunto: «Il ciclista non odia la montagna».

Infine, Udeschini ha toccato il tema della convivenza sui sentieri. Ha affermato che se avessero incontrato escursionisti, avrebbero rallentato o si sarebbero fermati. C'era spazio per il passaggio. Ha espresso disponibilità al confronto con le istituzioni e il territorio. Si auspica una futura convivenza pacifica.

Domande frequenti

Perché il sentiero di Monte Cengio è considerato sacro?

Il sentiero di Monte Cengio, noto come “Granatiera”, è legato agli eventi della Prima Guerra Mondiale. La sommità del Monte Cengio è stata dichiarata “zona sacra” con legge nel 1967. Questo riconoscimento onora il sacrificio dei soldati, in particolare dei granatieri, che difesero strenuamente la zona durante la Strafexpedition del 1916. Per molti, l'intero monte ha un profondo valore storico e commemorativo.

Quali sono le regole di accesso al sentiero Cai 651?

Secondo la segnaletica presente all'inizio della prima galleria del sentiero Cai 651, il passaggio è consentito unicamente a piedi. Questa indicazione mira a preservare la natura storica e la sacralità del percorso, oltre a garantire la sicurezza degli escursionisti, data la sua conformazione e la vicinanza a zone a strapiombo.

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