Codogno: scavi fibra ottica sfiorano pietra d'inciampo
Scavi fibra ottica a Codogno: rischio per la memoria storica
A Codogno, i recenti lavori di scavo per l'installazione della fibra ottica hanno creato un momento di apprensione. La pietra d'inciampo dedicata al partigiano Enrico Boriani, situata in via Cesaris, è stata pericolosamente vicina al tracciato del cantiere.
L'intervento di modernizzazione digitale, volto a migliorare la connettività del paese, ha visto le macchine operatrici passare a poco più di mezzo metro dal monumento commemorativo. Fortunatamente, la traiettoria degli scavi non ha causato danni diretti alla pietra, preservando l'integrità del ricordo.
Danni e pulizia della pietra d'inciampo
Nonostante l'assenza di danni strutturali, la superficie in ottone della pietra ha riportato alcuni graffi superficiali. Si ipotizza che questi segni siano il risultato delle vibrazioni del terreno o del passaggio ravvicinato dei mezzi da cantiere. La pietra, inoltre, appariva annerita dalla polvere accumulata e dall'usura del tempo.
A rimediare ai segni del passaggio del cantiere è intervenuto Pietro Belloni, presidente dell'Anpi locale. Belloni si è occupato personalmente della pulizia e della lucidatura della pietra, restituendo dignità al ricordo di Enrico Boriani.
Enrico Boriani: la storia di un partigiano
Enrico Boriani, noto con il nome di battaglia «Tigre», fu un partigiano codognese deportato nel campo di concentramento di Mauthausen. Dopo essere fuggito sulle colline piacentine per unirsi alla lotta di liberazione, fu catturato e inviato nel lager nazista, dove trovò la morte poco prima della fine della guerra.
La sua scomparsa rimase avvolta nel mistero per anni, fino al 1955, quando un telegramma del Ministero della Difesa confermò ufficialmente la sua morte nel campo di concentramento, mettendo fine alle incertezze della famiglia.